Continuum Territoriale Geologico

Presentazione di risultati e applicazioni della Banca Dati in continuità territoriale della Carta Geologica e delle Carte Geotematiche Collegate alla scala 1:10.000


REGIONE TOSCANA —
di Aldo Piombino

Il 26 Gennaio 2012 si terrà il Convegno "Continuum Territoriale Geologico della Regione Toscana. Presentazione dei risultati e applicazioni della Banca Dati in continuità territoriale della Carta Geologica e delle Carte Geotematiche Collegate alla scala 1:10.000 della Regione Toscana" presso il Palazzo Strozzi Sacrati, Piazza Duomo, 10 a Firenze.

Delle alluvioni che hanno flagellato l'Italia a novembre, la questione dell'Assetto Idrogeologico in Italia è ritornata nel limbo, salvo ripresentarsi nella sua interezza alla prossima ondata di maltempo. L'Italia è caratterizzata da un territorio spettacolare, ma a prezzo di esposizioni ai rischi naturali che non hanno pari nelle altre nazioni dell'Unione Europea: cominciamo dal rischio vulcanico: è praticamente “cosa nostra” (nessun riferimento alla regione italiana che ospita 6 vulcani attivi subaerei e un numero indefinito di vulcani sottomarini); quanto al rischio sismico è condiviso solo da pochi altri Paesi. Il rischio idrogeologico è altissimo: buona parte del territorio è composto da rocce “vagamente consolidate” (un termine non tecnico ma che rende bene l'idea) perchè molto recenti; la maggior parte dei bacini imbriferi sono talmente piccoli che precipitazioni anche non troppo sostanziose provocano dei grossi danni, in parte per una scellerata occupazione del territorio, e in parte perchè siamo circondati da mari caldi che provocano piogge non continue come in Olanda ma molto più forti e che scaricano le ormai famose “bombe d'acqua”, fenomeno sconosciuto in vaste regioni europee. Queste condizioni naturali hanno però consentito di ospitare in Italia una popolazione numerosa e variegata, con la conseguenza di una densità di abitanti piuttosto elevata. A fronte di questo dovremmo essere una nazione molto attenta all'uso del territorio. E invece in Europa siamo fra i peggiori in questa classifica. È di moda sparare sulla politica ma è chiaro che la gente preferisce che il politico di turno costruisca un ponte o una strada che non sistemare un versante (salvo protestare poi per una frana su un versante di cui nessuno si è occupato). Insomma, sull'assetto del territorio dal dopoguerra ad oggi si è fatto molto che non doveva essere fatto e poco di quello che doveva essere fatto. Un dato su tutti: la questione dei “piani di bacino”: a seguito dei disastri del 1966 nel 1989 sono state istituite le Autorità di Bacino che dovevano eseguire la pianificazione totale del territorio. Nel 1993 non era stato approvato nessun “piano di Bacino” e fu deciso di istituire i “piani di assetto idrogeologico” (una versione “depotenziata” dei piani di bacino), di cui, al Settembre 2010 ne risultano approvati o adottati 20 su 37 (la Toscana comunque è a posto). Nel frattempo gli italiani più giovani che ricordano con una minima precisione le alluvioni del 1966 hanno compiuto 50 anni.

Una programmazione territoriale seria è l'unica via per la sicurezza, lo sviluppo sostenibile e una rapida risposta alle emergenze e per farla occorre una cosa fondamentale: una precisa cartografia di base e dei buoni applicativi cartografici. La Regione Toscana ha finalmente completato la Carta Geologica Unitaria della Toscana a scala 1:10.000. Il Centro di GeoTecnologie dell’Università di Siena, in cooperazione con altri soggetti (Università di Pisa, INFN, LAC e Matraia srl), Il progetto prevede inoltre la realizzazione di una serie di carte sperimentali, indirizzate a specifiche criticità ambientali, individuate in collaborazione con Enti pubblici, associazioni di categoria e ordini professionali.

A partire dal Continuum geologico sono stati realizzati prototipi delle seguenti carte tematiche: Carta Idrogeologica e delle Risorse Idriche; Carta Litotecnica; Carta Geomorfologica e della Instabilità dei Versanti; Carta della Pericolosità da Amianto Naturale; Carta della Radioattività Naturale; Carta delle Pietre Ornamentali; Carta Geopedologica; Carta Geomineraria e una carta geologica di sintesi della Toscana a Scala 1:250.000. La cosa interessante è che tutti questi prodotti sono gestiti mediante una banca dati unitaria, la cui struttura permette una facile interrogazione e consultazione su tutto il territorio regionale grazie alla realizzazione di un “sistema di informazione geografica” (GIS) consultabile via internet. L’obiettivo finale consiste nella produzione di uno strumento a servizio del lavoro e dello sviluppo nei settori agricolo-forestale, estrattivo-minerario, edilizio, urbanistico-infrastrutturale, energetico, con ricadute più o meno dirette nella ricerca e produzione dell’energia, dell’acqua, nello smaltimento dei rifiuti, nella capacità di pianificare uno sviluppo sostenibile per l’ambiente.

Redazione Nove da Firenze