Borgiotti genio dei Macchiaioli

In mostra a Viareggio le opere di un grande collezionista determinante per la valorizzazione della pittura toscana di area macchiaiola


MOSTRE — La mostra “Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista” che si inaugura oggi al Centro Matteucci per l'Arte Moderna (Via D'annunzio, 28) a Viareggio intende evidenziare il significato del conoscitore per la comprensione e la valorizzazione della pittura toscana di area macchiaiola.

Mario Borgiotti, nato a Livorno nel 1906, ma fiorentino d'adozione, è stato, per oltre quarant'anni, il vero punto di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione della pittura toscana di area macchiaiola.

La sua azione si è sviluppata soprattutto nell'ambito delle personalità che hanno aggiornato il linguaggio di questa scuola. L'opera di Lega, Fattori, Signorini, Abbati, Borrani, Cabianca, D'Ancona e di altri protagonisti del gruppo appare oggi più definita nella sua totalità grazie al recupero di dipinti inediti o erroneamente attribuiti.

Autodidatta, Borgiotti fu personalità complessa e attraente anche per le qualità segretamente coltivate, come il dipingere e la generosità nei confronti di ogni iniziativa culturale. Era dotato, in modo eccezionale, della capacità di percepire i valori pittorici nella loro essenza, distinguendo con uno sguardo il capolavoro dall'opera comune. Anche per questo Borgiotti è stato uno degli ultimi, grandi esempi di una "razza di connaisseur" in via d'estinzione.

Del suo finissimo gusto sono testimonianza le opere raccolte in questa magnifica esposizione: circa una sessantina di dipinti, selezionatissimi, tutti "imprescindibili" per capire il gusto di un uomo senza il quale oggi, probabilmente, i Macchiaioli non godrebbero del prestigio e della fama di cui invece, meritatamente, godono.

Sono capolavori della pittura macchiaiola, reperiti da Borgiotti nell'arco di una vita e oggi confluiti nelle più famose raccolte italiane. Il progetto espositivo privilegia la qualità e il significato di quadri esemplari, poco noti o non più visti da tempo, e mira a ricostruire le fasi salienti di un'avventura critica scandita anche da pubblicazioni esemplari: I Macchiaioli, 1946, Capolavori macchiaioli, 1949, Poesia dei Macchiaioli, 1958, I Grandi pittori dell'Ottocento italiano, 1961, The "Macchiaioli", 1963, Genio dei Macchiaioli, 1964, La lezione pittorica di Fattori, 1968. Un vasto compendio bibliografico, insomma, arricchito da un prezioso apparato iconografico costituito da dipinti dei quali si era persa ogni traccia. Ed è proprio di questo compendio di indubbio valore storico-documentario, destinato, nel tempo, ad assumere sempre maggior rilievo per gli studi sulla pittura italiana del secondo Ottocento, che intende dar conto la mostra promossa dal Centro Matteucci. Nel percorso idealmente scandito dalle pubblicazioni di Borgiotti spicca l'accurata selezione di dipinti. Il visitatore ha così la sensazione di entrare nel libro, ammirando opere come “La scolarina”.” Maremma”, e “ La libecciata a Castiglioncello” di Fattori; “L'uscita dalla messa” di Puccinelli; , “Le rose della primavera” e “L'adolescente di Lega;” Il Ponte Vecchio a Firenze”, “Uliveta a Settignano” e “Bimbi a Settignano” di Signorini;” Lido con buoi al pascolo, Mura di San Gimignano di Abbati; Case al sole, Pagliai a Castiglioncello e Scogli a Castiglioncello di Sernesi; ed altre straordinarie opere di Borrani, Banti ,Cecioni ,Cabianca,De Tivoli e D'Ancona.

Il personaggio Borgiotti, indagato nei diversi aspetti della sua non comune vicenda umana, è affrontato in catalogo dalla curatrice del progetto Elisabetta Palminteri Matteucci e da altri noti specialisti e studiosi quali Luciano Berrnardini, Silvestra Bietoletti, Nicoletta Colombo, Laura Dinelli, Francesca Dini Simonella Condemi Vincenzo Farinella, Nadia Marchioni, Paul Nicholls, Francesca Panconi.


Alessandro Lazzeri



Redazione Nove da Firenze