Ottone Rosai e San Salvi

Dal 13 maggio al 21 giugno a Palazzo Medici Riccardi pazienti e medici dell’ospedale psichiatrico in 46 opere inedite


MOSTRA —
La mostra “Ottone Rosai e San Salvi” non è semplicemente un consueto e doveroso omaggio ad un artista fondamentale del `900, ma nasce dal ritrovamento di una collezione privata fiorentina, da cui è emerso un nucleo di opere del tutto inedite.
Dal 13 maggio al 21 giugno saranno in mostra nei locali del Museo Mediceo di Palazzo Medici Riccardi 33 disegni, 11 acquerelli, una tavola e un olio, realizzati da Rosai tra il 1950 e il ’54 durante le sue visite all’amico medico, Franz Catagni, e a lui dedicate quando all’epoca esercitava, con significative intuizioni cliniche e grande umanità, nell’ospedale psichiatrico di San Salvi.

La mostra è promossa dalla Provincia di Firenze insieme all’International Association for Art and Psychology, a cura del critico Stefano De Rosa, autore anche del catalogo pubblicato da Nicomp Editore.
Rosai eseguì ritratti di pazienti, inservienti e medici dell’istituto con un sentimento e un pathos sorprendenti. Al pari di Lorenzo Viani, Rosai trova nel malato un fratello di sofferenza, uno specchio fedele del suo stesso sentire. La figura umana è spesso trattata con rudezza, poiché l’umanità dolente di Rosai rifugge da un umanesimo consolatore.

Artista complesso, dallo spirito passionale e sanguigno, Rosai viene attratto dai volti che vede frequentando spesso e con costanza il manicomio fiorentino dove aveva un appuntamento fisso con l’amico psichiatra. La sera, quando i medici finivano il loro turno, i due restavano a cena o davanti a un bicchiere, spesso nella “Casa del medico di guardia” dove venivano accolti altri dottori o qualche artista ed era facile veder passare alcuni dei malati più “tranquilli” che svolgevano qualche servizio.

Gli incontri e gli sguardi tormentati che abitavano quelle mura toccano profondamente l’artista e innescano in lui l’impulso di un’arte immediata, fatta quasi di getto, attraverso schizzi a matita, ad olio o a carboncino. Pochi tratti per rappresentare la pazzia e la ricerca di serenità di questi uomini, con i volumi qua e là ritoccati verso una lieve o pronunciata deformità, nelle loro fattezze, nei corpi pesanti e provati colti nei riposi e negli intervalli della loro storia sempre più umana che clinica.

“Rosai ci racconta parte della storia della nostra assistenza psichiatrica - spiega Graziella Magherini, presidente di Art and Psycology - nella fascia di anni che sta fra l’epoca del manicomio gridato e quello del manicomio silente, alla soglia della scoperta e dell’impiego sistematico degli psicofarmaci. Ci parla di un piccolo mondo che certo ha conosciuto il dolore e la violenza ma che ha conosciuto anche la compagnia e il conforto della solidarietà”. “Rosai si è calato con la sua naturalezza e spontaneità nel microcosmo della pazzia – continua la dottoressa - e nessuno come lui poteva sapere che la paura era il nome che battezzava la povertà, l’esclusione, la condizione che aveva sempre saputo essere quella sua e delle sue creature”.

“In Europa, particolarmente in Francia, stava nascendo un grande interesse per la pittura prodotta da persone con disagi psichici – aggiunge il curatore Stefano De Rosa - . Nelle loro espressioni dirette, senza strascichi accademici o inibizioni formali, artisti, critici e pensatori trovavano una forma di libertà dalla quale ripartire dopo gli orrori della guerra. Rosai, senza saperlo, aveva imboccato una via di straordinaria, scottante attualità. Il suo modo di essere artista si arricchì, trovando alimento dal contatto con i suoi sfortunati fratelli di sofferenza".
L’esposizione si concluderà, il 21 giugno, con il convegno "Passato e presente della psichiatria": un incontro organizzato per richiamare alla memoria del pubblico, e presentare alla coscienza dei più giovani, il significato e le vicende dell’evoluzione delle leggi e dunque delle cure psichiatriche nonché i riflessi umani dovuti a tali cambiamenti.


Ottone Rosai e San Salvi
Storia di un’amicizia in 46 opere inedite

dal 13 maggio al 21 giugno 2011
Palazzo Medici Riccardi, Museo Mediceo

Orari: ore 10-13 e 16-19
Chiuso il mercoledì

Biglietto Intero 7,00 € - Ridotto € 4,00
Agevolazioni per visite in gruppo
Info: Tel. 055.2760340
www.provincia.fi.it - www.palazzo-medici.it

Inaugurazione, giovedì 12 maggio 2011 alle ore 17.30

Redazione Nove da Firenze