Si avvicina la Festa della Rificolona

Per i più piccoli corsi per imparare a costruire una rificolona, per i più grandi la possibilità di dare un aiuto a chi soffre grazie all'iniziativa dell'ATT e di trascorrere una serata al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.


EVENTI A FIRENZE — "Ona, ona, ona, ma che bella Rificolona!"

Si avvicina una delle feste popolari fiorentine più sentite dai bambini: la Festa della Rificolona.
E così tornano anche i tradizionali laboratori per la costruzione di queste bellissime lanterne. Appuntamento lunedì 6 e martedì 7 settembre dalle ore 16 presso il Circolo Vie Nuove a Firenze.

Ma la rificolona è anche solidarietà.
Lunedì 6 settembre, infatti, presso il quartiere delle Cure in via Boccaccio angolo via Sacchetti, in via Firenzuola e via Madonna della Querce saranno attive tre postazioni dove l’Associazione Tumori Toscana distribuirà a tutti i bambini coloratissime rificolone, stucco e cerbottane, a fronte di un piccolo contributo per sostenere l’A.T.T. nelle sue attività di Cure Domiciliari Oncologiche (C.D.O.).

Martedì 7 settembre al parco di Villa Vogel all'Isolotto e al Parco dell'Anconella in Via Villamagna verranno distribuite ai bambini le rificolone dell’A.T.T., il cui ricavato servirà all’ampliamento e miglioramento del servizio di Cure Domiciliari Oncologiche gratuite offerto dall’Associazione Tumori Toscana.

E per un po' di storia della rificolona...
Martedì 7 settembre, un’apertura straordinaria notturna del Museo Archeologico Nazionale dalle 20 alle 24 ad ingresso libero per la tradizionale festa fiorentina della Rificolona. In questa occasione il Museo estenderà la festa ai suoi spazi aprendo anche il Corridoio Mediceo (fino allo splendido, e poco conosciuto, affaccio nella Basilica della Santissima Annunziata) e il Giardino Monumentale normalmente visibile solo dall’atrio d’ingresso del museo e dalle finestre di alcune sale del Museo Egizio.

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze è fra i principali al mondo per l’arte e la civiltà etrusca. Vi si trova infatti, la più consistente collezione di bronzi etruschi esistente in Italia, costituita dai grandi e piccoli bronzi provenienti dalla raccolte mediceo-granducali. Fra i pezzi più celebri la mitica Chimera di Arezzo, simbolo del museo stesso, capolavoro in bronzo della scultura etrusca risalente al V-IV sec. a.C., oggi ricollocata nella nuova sala dei grandi bronzi dopo il rientro dal Getty Museum di Los Angeles.

Il giardino a sua volta è parte integrante del Museo già dal 1879 quando le collezioni archeologiche etrusche ed egizie vennero trasferite nell’attuale palazzo della Crocetta. La scelta di allora fu influenzata anche dalla presenza di questo ampio spazio esterno che permetteva sia la costruzione di nuovi locali che la collocazione di monumenti architettonici. Fu poi Luigi Adriano Milani, fra il 1900 e il 1903, a creare un vero e proprio museo all’aperto con strutture tombali etrusche smontate dalle sedi originarie e ricostruite, immerse nel verde del giardino. Nel 1932 venne anche realizzato un tempietto moderno da parte dell’architetto Luigi Ballerini, che trasse ispirazione da un’edicola cultuale rinvenuta a Vulci nel 1879 e dalla decorazione architettonica del tempio dello Scasato, a Falerii. Malgrado il suo valore, per scarsità di personale di custodia, solitamente è impossibile consentire al pubblico di visitare il giardino.
Il Corridoio Mediceo è invece un’ala del museo accessibile solo per allestimenti di mostre temporanee; è detto anche “di Giulio Parigi” dal nome dell’architetto secentesco cui si deve l’ampliamento del Palazzo della Crocetta, ideato per permettere alla Principessa Maria Maddalena, sorella di Cosimo II, “nata fortemente malcomposta nelle membra”, di assistere alle funzioni religiose della S.S. Annunziata lontana da occhi indiscreti. Maria Maddalena poteva così partecipare alla messa attraverso una grata posta a lato dell’altare della Madonna, nella navata destra, al termine del Corridoio progettato sul modello di quello Vasariano, costruito pochi anni prima.

In occasione della Rificolona, il Corridoio Mediceo diventerà il collegamento ideale tra il Museo Archeologico Nazionale di Firenze (insieme al suo giardino), la Chiesa della Santissima Annunziata eccezionalmente aperta e illuminata di notte, creando un tutt’uno con la piazza in festa. La visione di questi spazi in apertura notturna è un’occasione del tutto eccezionale e imperdibile per tutti gli appassionati.

Redazione Nove da Firenze