Attacchi alla Stampa: flashmob #giulemanidallinformazione a Firenze

 La manifestazione si è svolta in contemporanea, davanti alle prefetture dei capoluoghi di regione di tutta Italia, per iniziativa della Federazione Nazionale della Stampa e dell'Ordine nazionale dei giornalisti


 La manifestazione è stata promossa in tutti i capoluoghi di regione d'Italia da Fnsi e Ordine dei giornalisti; in centocinquanta si sono radunati in via Cavour per dire #giùlemanidall'informazione "per rispondere alle offese e agli attacchi portati negli ultimi giorni all'informazione da esponenti del governo e del Movimento 5 Stelle. Sono a rischio la libertà di stampa e di espressione garantite dalla Costituzione".

 Sandro Bennucci, presidente dell'Associazione Stampa Toscana, e Carlo Bartoli, presidente del Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Toscana, hanno commentato "Gli insulti e le minacce di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista non sono soltanto l'assalto ad una categoria di professionisti, ma rappresentano anche e soprattutto il tentativo di scardinare l'articolo 21 della Costituzione e i valori fondamentali della democrazia italiana. La manifestazione del 13 novembre è solo una prima risposta pubblica di quanti pensano di poter ridurre al silenzio l'informazione italiana. Una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che teorizza il superamento del Parlamento e della democrazia liberale ha messo nel mirino i giornalisti e gli editori perché per realizzare questo progetto bisogna togliere di mezzo tutti gli organismi intermedi e impedire ai cittadini di conoscere. Soltanto un'informazione debole, docile o assente può consentire alla disinformazione di massa, veicolata attraverso gli algoritmi e le piattaforme digitali, di prendere il sopravvento e di manipolare il consenso e le coscienze dei cittadini. È un disegno al quale bisogna opporsi con forza"

Ha partecipato anche il presidente della Toscana Enrico Rossi al flashmob organizzato oggi a mezzogiorno dai giornalisti della Toscana davanti alla sede della prefettura a Firenze. 
Con il presidente della Toscana Enrico Rossi c'era anche l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, l'assessore alla salute Stefania Saccardi, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, la vicesindaco di Firenze Cristina Giachi, gli assessori comunali Federico Gianassi e Giovanni Bettarini ed altri esponenti politici e sindacali.

"Si sta creando contro i giornalisti un clima pesante e negativo e questo non conviene a nessuno, perché la libertà di stampa e di espressione, garantita dalla Costituzione, è un valore per tutti" ha sottolineato Rossi, che si è detto lì per esprimere "solidarietà ai giornalisti toscani e di tutta Italia messi pesantemente all'indice con parole volgari e inopportune".
"Si devono misurare le parole, perché altrimenti si rischia che diventino pietre" ha aggiunto. Rossi si è poi detto preoccupato e perplesso per la tenuta democratica. "Certo – ha detto – la storia non si ripete mai uguale". Il riferimento era a fascismi e nazismi del passato.
"Ma sono troppe le assonanze - ha proseguito - e quel che sembra farsi strada è un'idea di nazionalismo che in molti paesi si è coniugato oggi, rivendicandolo anche, in una democrazia illiberale, dove si vota ma dove stampa e media vanno bene solo finché difendono le idee di chi governa". "Bisogna contrastare tutto questo - ha concluso -, abbassando i toni e ritrovando un clima di civile discussione". 

“Senza polemiche, ma con molta determinazione” così il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, davanti alla Prefettura di Firenze e ha avvertito: “La libertà di stampa non si tocca. Nel momento in cui si parla di tolleranza, cultura e solidarietà - ha dichiarato il presidente -, la messa in discussione di un presidio fondamentale, indivisibile dalla democrazia ed elemento distintivo della civiltà, richiama forte la Firenze del Rinascimento e di Lorenzo il Magnifico. La libertà di stampa va garantita e rispettata”.

“Le parole inqualificabili pronunciate da alcuni membri del Governo contro i giornalisti e il mondo dell’informazione sono estranee a qualsiasi dialettica democratica. Lealtà, etica, rispetto reciproco devono essere alla base del rapporto tra Istituzioni e organi di stampa che in una democrazia matura sono garanzia e presidi di libertà. Quanto udito in questi giorni richiama, per toni e violenza, l’eco inquietante di un periodo della nostra storia che vide la cancellazione di ogni libertà. Per questo, oggi, sosteniamo la mobilitazione promossa dalla FNSI in difesa della libertà di stampa e della dignità delle migliaia di giornalisti che, ogni giorno, con il loro lavoro, danno attuazione all’articolo 21 della Costituzione” afferma il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi.

Redazione Nove da Firenze