Arte Sacra vietata agli alunni, scandalo a Firenze

La sensibilità delle famiglie non cattoliche disintegra l'arte: ragazzi fuori dal Museo


Un vero e proprio scandalo mondiale è scoppiato a Firenze, il capoluogo toscano visitato martedì da Papa Francesco è sotto la lente d'ingrandimento nel bene e nel male, la culla della cultura pecca di sensibilità.
 "Vietare ad una scuola di ragazzi di visitare la Crocifissione bianca di Chagall o la Pietà di Van Gogh è semplicemente un errore educativo mascherato dietro convinzioni ideologiche che nulla hanno a che vedere con la formazione dei giovani" così la senatrice del Pd Rosa Maria Di Giorgi in merito alla polemica suscitata in seguito alla decisione dell'Istituto Matteotti di Firenze di vietare la visita di classe alla mostra Bellezza Divina per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra.

"Quando trattiamo i temi educativi non dobbiamo commettere errori. Non solo priviamo i ragazzi di potere ammirare opere d'arte uniche, da Guttuso a Matisse, ma mandiamo loro un messaggio sbagliato: che l'arte può dividere anziché unire, e questo è profondamente sbagliato. Sono sicura - conclude Di Giorgi - che questa decisione sia stata presa dall'Istituto in assoluta buona fede, ma una cosa è non voler urtare le sensibilità religiose dei ragazzi e delle loro famiglie, altro è vietare la visita culturale ad una mostra di opere d'arte di livello internazionale".

"Gli pseudo-educatori che hanno impedito alle classi terze elementari della scuola Matteotti di Firenze di visitare la mostra 'Bellezza Divina' in corso a Palazzo Strozzi devono essere licenziati, non hanno niente da insegnare a nessuno" il commento del capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Giovanni Donzelli. "Siamo arrivati ormai alla follia pura, frutto dell'integralismo anticlericale - prosegue Donzelli - precludere ai bambini la possibilità di ammirare una così bella espressione dell'arte sacra è un'occasione persa per tutti, a qualsiasi cultura - laica, cristiana, o altra confessione religiosa - le persone facciano riferimento. Ci aspettiamo che le autorità competenti intervengano senza indugi - conclude Donzelli - occorre fermare immediatamente quella che è diventata una vera e propria escalation dei 'talebani dell'ignoranza'".

"Non è così che si fa integrazione: queste sono follie ideologiche quanto vietare il prosciutto nelle mense scolastiche o il presepe a Natale. Pura follia ideologica" il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai commenta così la scelta della scuola elementare fiorentina. Arte, con percorsi iconografici che vanno da Van Gogh a Chagall, da Picasso a Matisse e a Fontana e a Munch. Perle, insomma, del Novecento europeo e non solo.

"L’arte è arte, e la censura che si è abbattuta sulla visita a una mostra di tanto spessore deriva dalla stessa radice mentale che poi, in uno sviluppo estremo, porta l’Isis a distruggere le chiese e l’iconografia cattolica in generale. Si azzera la cultura – attacca Mugnai – nel nome di un malinteso senso di accoglienza che altro non è che radicalismo ideologico dei peggiori, che in questa maniera viene trasferito ai bambini in un’età in cui sono privi degli strumenti cognitivi per elaborare un messaggio che di fatto etichetta come negativa la testimonianza del cattolicesimo, pur se artistica. Dico che questa non è integrazione perché la cultura europea e le sue massime testimonianze artistiche sono intrise di cristianesimo e cattolicesimo. Il senso religioso è inscindibile dalla nostra cultura. Negarlo, significa rinnegare la nostra storia e le nostre radici annullando la nostra identità. Al contrario, integrare chi arriva e chi ha culture diverse dalla nostra significa rivendicare con forza ciò che ci caratterizza. Quanto è avvenuto in quella scuola elementare – conclude Mugnai – è pura follia ideologica assolutamente, quella sì, da censurare e condannare".

Il consigliere fiorentino Mario Razzanelli interviene dichiarando "inaccettabile la giustificazione di quegli insegnanti che hanno impedito la visita alla mostra “Divina Bellezza” ai ragazzi della loro classe. Tutta la storia dell’arte è legata all’ iconografia sacra e nessuno per questo si è mai sentito minacciato. Sarebbe come dire che la Divina Commedia è troppo intrisa di cristianesimo per essere studiata nelle scuole dell’obbligo. Qui si sta perdendo il senso e la storia della nostra cultura in nome di non si capisce bene quale libertà. Da quando l’ignoranza rende liberi? Il fatto che una simile decisione sia stata presa da un gruppo di professori che dovrebbero trasmettere conoscenza e amore per il sapere è una cosa estremamente grave non solo in ragione della mancata visita alla mostra ma anche perché getta un’ ombra sulla preparazione del gruppo insegnanti. E non c'è buona fede che tenga! Un simile episodio si iscrive poi in un momento storico in cui santuari e musei d'arte cristiana e più in generale di storia occidentale vengono distrutti dalle azioni criminali di gruppi terroristici islamici dell' Isis. E' tempo di chiamare le cose col proprio nome e smascherare ogni ipocrisia. Se un insegnante ritiene che la cultura e l'arte cristiana-occidentale siano irrilevanti, se non offensive per la sensibilità di chi cristiano non è, in pratica sta operando la stessa censura di quei terroristi. Sarà forse giunto il momento di smetterla di usare parole come integrazione per giustificare l'ingiustificabile?"

Progetto Firenze Dinamo consiglia al dirigente scolastico e al corpo docente della scuola elementare Matteotti di Firenze "l’acquisto di un paio di occhiali scuri per bambino, da utilizzarsi ogni volta che il suddetto transiti per piazza del Duomo, Piazza Santa Croce, Piazza San Lorenzo o in un qualsiasi angolo del centro di Firenze, in modo che i non credenti, i diversamente credenti, gli atei militanti non restino offesi e scandalizzati dal dover constatare un fatto innegabile: che aldilà della fede religiosa di ciascuno, che è, resta e deve restare una libera scelta personale, le radici della cultura italiana ed europea affondano nel cristianesimo: punto e basta".

"Non tutti quegli autori erano cristiani praticanti o non erano affatto credenti, ma nonostante questo hanno voluto che la grandezza della loro ispirazione si manifestasse attraverso immagini che evidentemente sentivano in qualche modo “proprie”, anche a prescindere dal fattore religioso. Nell’attesa di sapere se il consiglio interclasse della scuola Matteotti ed eventualmente il suo dirigente scolastico, la cui posizione nella vicenda appare quantomeno grottesca un dirigente che “ignora” un fatto di una tale gravità avvenuto nel suo istituto dovrebbe o dimettersi o essere immediatamente cacciato, intenda anche chiedere l’epurazione di ogni traccia di cristianesimo da tutti i libri di testo, storia dell’arte in primis, ci chiediamo come si debba valutare un simile episodio: una scuola infatti che, con l’incredibile e allucinante pretesto di “venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra” cancella un importante appuntamento culturale di quel tipo abdica completamente a quella dovrebbe essere la sua funzione fondamentale: educare e far crescere attraverso la cultura, che è anche e soprattutto conoscenza delle proprie radici e del proprio retaggio culturale. Lo ha compreso perfettamente l’Imam di Firenze, che in una intervista ha preso, con bellissime parole, le distanze da quanto accaduto e ribadito come il crocifisso sia il simbolo di una religione che va rispettata e che per un altro culto non ha nulla di offensivo; lo ha compreso, forse per grazia della recente visita papale, persino il nostro sindaco Dario Nardella, con cui per una volta non possiamo che concordare, che ha definito l’episodio un fatto insensato: “Non solo perché siamo da sempre la città del dialogo interreligioso (…) ma anche perché sarebbe un errore grossolano escludere dalle scuole la fruizione del nostro patrimonio di storia e cultura che comprende oggettivamente anche l’arte sacra, che per forza di cose da noi è arte cristiana". Senza togliere che alla mostra “Bellezza Divina” vi sono mirabili pitture del grande Marc Chagall che proprio cattolico non è! Rimaniamo invece perplessi davanti alla freddezza trapelata dalle dichiarazioni del rabbino di Firenze, per il quale la mostra ha in effetti “un contenuto cristiano” e non ha voluto pronunciarsi sull’opportunità o meno della decisione. Vorremmo infatti sapere quale sarebbe la sua reazione, se una qualsiasi scuola fiorentina proibisse una visita programmata alla sinagoga di Firenze per non scandalizzare coloro che non sono di religione ebraica"Progetto Firenze Dinamo "condanna fermamente un episodio che è un insulto non solo e non tanto alla religione cristiana, ma all’intera cultura fiorentina ed europea ed auspica che venga fatta chiarezza sull’episodio e anche che chi di dovere valuti l’opportunità di affidare l’educazione dei nostri figli a chi, per ineguagliabile faziosità, non si dimostra in grado di distinguere le scelte di fede personali da quello che è patrimonio dell’umanità".

Redazione Nove da Firenze