Rubrica — Editoria Toscana

Apoteosi di uno scienziato sul palcoscenico

Nel libro di Gabriele La Vita “Brecht, la vita di Galileo” (Polistampa)


Il libro di Gabriele La Via “Brecth, la vita di Galileo” di 96, pagine, edito dalla Polistampa ed acquistabile al prezzo di 10 euro parla di Brecht sia da un punto di vista biografico (!898 -1956), e professionale e di Galileo Galileo Galilei da un punto vista biografico (1564 – 1642) e professionale.

La figura di Galileo, divenuta assai ricca e contraddittoria, subisce una trasformazione sostanziale: il ‘fondatore della nuova fisica’, accettando di pronunciare l’abiura pur non correndo un serio pericolo di vita, ha commesso un crimine nei confronti della societa, ne ha ostacolato il processo di affrancamento dal potere costituito, ha fallito poiche non ha operato per il bene del genere umano, ma, al contrario, ha trascurato le esponsabilita individuali che ogni scienziato porta nei confronti delle proprie scoperte. L’impulso alla trasformazione radicale del personaggio, che ora “deve essere condannato dal lettore e dallo spettatore”, rifletteva il senso di impotenza per le mutate circostanze storiche: il 6 agosto 1945 fu sganciata la prima bomba atomica su Hiroshima, seguita il 9 da quella lanciata su Nagasaki.

Ritornato in Europa, Brecht s’appresto fin da subito al lavoro di traduzione della versione americana del Galileo. Ma gia dall’inizio del lavoro si profilo la stesura di una ulteriore versione, la terza, che nella sostanza non si distacca dalle conclusioni della versione Laughton.

In essa si integrano alcune parti della versione danese, la riscrittura di nuovi testi e la traduzione fedele di testi americani. Questo lavoro avvenne per gradi nel corso degli anni. Nel ’53 Elisabeth Hauptmann e Benno Besson vennero incaricati – senza esito – di realizzare una riduzione teatrale in base al materiale preesistente, ma ancora nel ’56 Brecht, durante le prove al Berliner Ensemble, ne rimaneggio alcune parti. Le prove poi dovettero essere sospese in marzo perche l’autore cadde ammalato. Il dramma, nel corso di tali rifacimenti – essenziali peraltro nell’opera di Brecht, che in questa pratica concentrava tutti i suoi sforzi per giungere a una nuova arte dello spettacolo – s’arricchi di ulteriori elementi, la contraddittorieta del personaggio raggiunse la sua pienezza, cosi i contrasti di carattere sociale in cui sono calate tutte le figure.

La lettura che Brecht diede delle vicende nella fase post-bellica – il rifiuto da parte americana di sospendere gli esperimenti sulla bomba all’idrogeno, l’arbitraria condanna a morte degli ebrei comunisti Ethel e Julius Rosenberg accusati di spionaggio atomico a favore dell’Unione Sovietica, il processo a carico di Robert Oppenheimer, ‘padre della bomba atomica’, per essersi espresso contro un ulteriore impiego militare della bomba, la minaccia di una terza guerra mondiale per l’intervento bellico statunitense in Corea – contribuirono a mettere in maggior risalto la responsabilita dello scienziato di fronte alla societa e accrebbero ancor di piu l’altezza della caduta galileiana: Vita di Galileo | 25 Se io avessi resistito – dice Galileo nella sua autoaccusa finale – i naturalisti avrebbero potuto sviluppare qualcosa di simile a cio che per i medici e il giuramento di Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza ad esclusivo vantaggio dell’umanita. Cosi stando le cose, il massimo in cui si puo sperare e una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo.

L’avvento di una nuova epoca: un dramma ‘dialettico’ Il testo teatrale, articolato in quindici scene ispirate alla carriera dell’insigne scienziato pisano, affronta nella loro complessita dialettica una serie sorprendente di tematiche di cui, quelle centrali, riguardano il rapporto che la scienza intrattiene tanto con l’autorita quanto con la societa – che dovrebbe servire – alla luce del difficile rapporto tra scienza e fede che fa da cornice all’intero dramma. Sotto il profilo strutturale, l’opera, che e giustamente considerata il ‘testamento spirituale’ di Brecht, si rivela, nella sua ‘classica’ solidita, costruzione ‘epica’ per quadri successivi, conchiusi in se stessi, efficaci nell’uso di paradossi disvelatori e di contrasti dialettici, ma porta anche le tracce di una costruzione drammatica piu tradizionale, ‘teatrale’, basata su un notevole equilibrio formale di corrispondenze interne tra una scena e l’altra, con punte drammatiche molto efficaci.

L’azione verte intorno all’ ‘eroe’ / ‘antieroe’ Galileo che, quasi summa dei personaggi brechtiani, possiede le connotazioni piu contraddittorie: e un uomo gioioso, fortemente radicato nella materialita della vita e nei suoi piaceri; e uno scienziato antielitario, che si serve della lingua del popolo per diffondere le sue acquisizioni rivoluzionarie e intraprendere la dura lotta per l’affermazione delle nuove teorie scientifiche ed etiche; e un maestro che crede profondamente nell’uomo e nella sua ragione, convinto che “il pensare [sia] uno dei massimi piaceri concessi al genere umano”. Ma proprio cio che costituisce la sua forza, la sua saggezza nella lotta, si rivelera essere la sua debolezza: la sua sensualita, per cui “davanti a un vino vecchio come a un pensiero nuovo, non sa dire di no”, la sua vanita, per cui non tollera di essere messo in disparte, lasceranno che la parte legata agli impulsi, alla golosita, alla comodita, alla vigliaccheria abbia il sopravvento e lo trasformi in un traditore, la cui “presenza non puo essere tollerata nei ranghi della scienza”. La sua opera scientifica, la sua ricerca della verita, dunque, si trasformeranno a poco a poco in una sorta di vizio, di incontinenza a cui e sottratta ogni alta responsabilita verso il genere umano.

Complemento drammatico del personaggio Galileo e il discepolo Andrea Sarti che, fungendo da cartina tornasole, illumina tanto la forza dello scienziato maturo quanto il suo fallimento finale. A lui, nell’ultima scena, ormai trasformatosi a sua volta in maestro, sono affidati i Discorsi di Galileo perche di nascosto, cosi come erano stati scritti, possano essere diffusi nel mondo. All’umile Andrea, dunque, e affidata ancora una tenue speranza, per quanto egli stesso cerchi fino all’ultimo di giustificare il fallimento di Galileo. Numerose sono le figure che compongono il quadro, e tutte portano in se i segni della funzione sociale che svolgono: tra gli altri, la signora Sarti, casalinga superstiziosa, governante di Galileo e madre di Andrea, Virginia, la figlia di Galileo che diventa strumento in mano all’Inquisizione, il giovane di ricca famiglia Ludovico, che vede nella scienza uno strumento di controllo dei piu deboli, l’affilatore di lenti Federzoni, esponente di un artigianato alleato della nuova scienza, e il monacello Fulgenzio, figlio di umili contadini che prende parte all’avventura di Galileo, divenendo anch’egli, al pari di Andrea, un importante riscontro drammatico dello scienziato.

Il testo è arricchito da varie testimonianze sull’argomento oggetto di dissertazione e foto che aiutano il lettore a comprendere bene il testo.

Redazione Nove da Firenze