Alluvione del ‘66: un percorso multimediale sull’Arno, fiume da vivere e riscoprire

La mostra che aprirà i battenti lunedì 4, giorno del 53° anniversario, nello spazio espositivo intitolato a Ciampi. Una targa sarà consegnata ai familiari del giornalista Marcello Giannini all’inaugurazione. In occasione delle celebrazioni per l’anniversario del 4 novembre, il Museo Novecento apre le porte a tutti, gratuitamente, dalle 11 alle 22


Firenze– Il 4 novembre 1966 l’esondazione dell’Arno provocò vittime e danni ingenti. Firenze e la Toscana vissero momenti tragici ma la rinascita c’è stata, è ancora in corso e si è diffusa una nuova consapevolezza sul fiume. Negli ultimi 20 anni, infatti, sull’Arno sono stati fatti interventi ingenti per renderlo più pulito, più sicuro e vivibile tanto che oggi è l”’unico grande fiume europeo che non riceve più scarichi fognari e industriali”. Lo rende noto Erasmo D’Angelis, dell’associazione culturale Vivi l’Arno nel corso della conferenza stampa di presentazione della mostra “Arno. Sicuro. Pulito. Da vivere” che aprirà i battenti lunedì 4 novembre alle 12.30 nello spazio espositivo intitolato Carlo Azeglio Ciampi (via de’ Pucci, 16 - Firenze).

Tutte le opere realizzate e quelle in corso per la messa in sicurezza del territorio, le tante attività che si svolgono sulle rive del fiume e il rapporto tra l’Arno e i cittadini, saranno raccontati attraverso un percorso multimediale “non banale e certamente suggestivo” commenta il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. L’esposizione offre infatti il “senso e la misura di quello che rappresenta il reticolato dei nostri fiumi” ricorda citando anche il Serchio e l’Ombrone. “Da un punto di vista mediatico – continua -, è indubbio che l’alluvione del ’66 colpì più Firenze che la Toscana ma non dobbiamo dimenticare i morti e la devastazione in tutto il nostro territorio”. “Nel giorno dell’anniversario ricordiamo e celebriamo quanto è stato fatto, moltissimo, e quanto ancora dobbiamo inserire nella nostra agenda da un punto di vista di interventi a contrasto del dissesto idrogeologico”.” Le opere a difesa del territorio sono fondamentali, l’uso corretto dei nostri percorsi fluviali sono raccontati in questa esposizione ricca di significati” conclude.

La mostra è “straordinariamente importante” per D’Angelis che commenta: “potremo ammirare un fiume molto cambiato grazie anche al contributo dei sindaci, delle aziende idriche e di chi ha lavorato per la sua depurazione”. L’Arno può vantare “interventi in corso per quasi 130 milioni di euro. Risorse per la messa in sicurezza che erano attesi da almeno 50 anni e che erano stati immaginato già nel 1967”. “È un fiume – continua – che sta diventando sempre più sicuro, ricco di ecosistemi diversi e pieno di vita, basti pensare che le sponde, grazie al lavoro fatto dai consorzi di bonifica, non sono mai state così pulite”. Per D’Angelis, l’Arno è oggi più che mai un “fiume da vivere. La mostra servirà anche per recuperare quella cultura fluviale che abbiamo perso dopo l'alluvione. L’Arno non è un nemico ma una ricchezza straordinaria”.

Le opportunità che può offrire il grande fiume sono ricordate anche dal direttore generale dell’Autorità idrica toscana Alessandro Mazzei: “Grazie ai numerosi interventi di depurazione, l’Arno è oggi molto più pulito e rappresenta la principale risorsa di approvvigionamento idrico per 650 mila toscani. Lo sforzo compiuto in questi anni è sì nel nostro interesse, ma riguarda anche la tutela ambientale e delle future generazioni”.

Sul fronte della depurazione delle acque, interviene anche Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana: “Le nostre aziende sono state molte attive. Solo l’anno scorso sono stati investiti 80 milioni di euro per la depurazione civile e per rendere l’Arno più fruibile. È una conquista straordinaria e continuiamo ad investire in tutela e sicurezza”.

Nessuno dimenticherà quel gesto. Era il 4 novembre 1966. Tutti dovevano sapere, in Italia e nel mondo, quello che stava accadendo a Firenze. Marcello Giannini, storico giornalista della Rai regionale, durante la diretta delle 14,30, smise di parlare, apri la finestra e calò il microfono vicino all’acqua, che scorreva impetuosa nel centro della città. Un frastuono enorme, come una cascata dirompente. E i tonfi sordi delle auto, sbattute contro i palazzi dalla violenza delle acque. La ‘voce’ della Fiorentina divenne la ‘voce dell’alluvione’. Il Consiglio regionale lo ricorderà con una targa, che sarà consegnata ai familiari all’inaugurazione della mostra “Arno. Sicuro. Pulito. Da vivere” che aprirà i battenti appunto il 4 novembre alle 12.30 nello spazio espositivo intitolato Carlo Azeglio Ciampi (via de’ Pucci, 16 - Firenze). Il giorno dell’anniversario sarà anche un’occasione di ritrovo per gli Angeli del Fango che, alle ore 16 sempre all’interno dello spazio espositivo, si ritroveranno per commemorare e per non dimenticare. Ci saranno, fra gli altri, Il calciatore Giancarlo Antognoni, Furio Valcareggi, il figlio del commissario tecnico della Nazionale, gli amici storici della Fiorentina, il giornalista Franco Mariani e il presidente dell’Associazione stampa Toscana Sandro Bennucci.

Una giornata a porte aperte, per non dimenticare. Il Museo Novecento, rimarrà aperto, con ingresso gratuito per tutti, dalle 11 alle 22 del 4 novembre, anniversario dell’Alluvione del 1966. E non è un caso che il direttore artistico Sergio Risaliti abbia deciso di tenere le porte del museo spalancate alla città in occasione di questa ricorrenza. Nel 1966 infatti, quando l’Alluvione devastò Firenze, lo storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti stava promuovendo una mostra dedicata all’arte italiana degli anni Venti e Trenta che avrebbe dovuto servire da volano per l’apertura di un museo dedicato al secolo breve, quel Museo Novecento che ha visto la luce 48 anni più tardi, nel 2014. Ragghianti si fece all’epoca promotore delle iniziative volte al risarcimento dei danni al patrimonio storico e artistico della città sensibilizzando artisti e collezionisti alla donazione di alcune loro opere e gettando le basi per quello che sarebbe stato il futuro museo. In occasione dell’apertura straordinaria, sarà possibile visitare, oltre alla collezione permanente Alberto della Ragione, le mostre Bice Lazzari. La Poetica del segno (fino al 13 febbraio 2020), antologica curata da Paola Ugolini e Sergio Risaliti (e realizzata in collaborazione con Archivio Bice Lazzari), Solo. Mirko Basaldella (fino al 13 febbraio 2020) curata da Luca Pietro Nicoletti e Lorenzo Fiorucci, L’Eccezione, opera video di Rä di Martino, artista fra le più rinomate del panorama nazionale e internazionale, curata da Sergio Risaliti e prodotta da Museo Novecento - MUS.E (fino al 13 febbraio 2020) e ancora Duel. Lucciole per lanterne, dell’artista cinese Wang Yuyang, alla sua prima personale in Italia, curata da Lorenzo Bruni (fino al 16 gennaio 2020), Da qui tutto bene, installazione della giovane Rebecca Moccia, Un matrimonio futurista (fino al 16 gennaio 2020), dell’artista toscano Lino Mannocci e infine Survival strategies, rassegna di video d'artista, concepita e prodotta da Beatrice Bulgari per In Between Art Film e a cura di Paola Ugolini (fino al 16 gennaio 2020). E ancora, alle 15:30 spazio ad uno degli incontri del ciclo Noi del Novecento dedicato agli anziani con Alzheimer e con decadimento cognitivo, persone che hanno vissuto in prima persona il dramma dell’Alluvione. Il Museo Novecento apre le sue porte alle famiglie e agli ospiti delle RSA proponendo un percorso rivolto a persone con demenza senile e a coloro che se ne prendono cura nella convinzione che l’incontro con l’arte, la storia e la cultura sia portatore di un benessere profondo. (La partecipazione a Noi del Novecento è gratuita - max 8 anziani con un accompagnatore ciascuno - La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni: Tel. 055-2768224 - Mail info@muse.comune.fi.it)

Sino al 3 novembre il progetto “L’ALLUVIONE” di e con Alessio Martinoli è in residenza negli spazi di San Salvi, ospite dei Chille de la balanza. La residenza è stata aperta a tutti con l’intenzione di raccogliere testimonianze di alluvioni, in particolare di quella del 4 Novembre 1966 e su quanto avvenne proprio a San Salvi. Ai partecipanti è stato richiesto di portare un oggetto legato al proprio ricordo. Domenica 3 novembre alle ore 17.30 il progetto sarà aperto al pubblico con uno spettacolo finale: un evento unico de L’Alluvione principalmente dedicato a San Salvi. Sarà questo il primo appuntamento a San Salvi di domenica pomeriggio. I Chille hanno aderito alle numerose richieste sin qui pervenute, ospitando 3 appuntamenti: dopo “L’Alluvione”, la domenica successiva, il 10 novembre Monica Fabbri presenta “N’Ì CANTO D’Ì FOCO” e domenica 17 novembre Officina Papage presenta “GAIA E L’ENERGIA DELLA TERRA” di e con Silvia Elena Montagnini. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 17.30. Ritornando a “L’Alluvione”, obiettivo dei Chille e di Martinoli è di raccogliere notizie e testimonianze scritte e orali di alluvioni: dalla prima del 28 ottobre 1177 a quelle del 30 ottobre 1589 e del 3 novembre 1844, sino naturalmente all’ultima catastrofica del 4 novembre 1966. Al progetto collabora Anna Maria Ferrigno. Si invitano fiorentini di tutte le età, e non solo fiorentini, a partecipare: il progetto è anche un festoso ma consapevole incontro tra generazioni. Nello spettacolo, da non perdere una preziosa intervista rilasciata da Suor Cecilia, memoria storica del manicomio fiorentino, che visse da giovane i terribili giorni dell’alluvione del 1966 che causarono la definitiva chiusura della colonia agricola di San Salvi e la perdita di tanti animali (maiali, mucche, galline) che la popolavano. L’ingresso allo spettacolo costa solo 8 €, con un ridotto per soci Coop e Arci a 5€. Dato il limitato numero di posti disponibili, si consiglia una tempestiva prenotazione. Info e prenotazioni: tel. 055.6236195 - 335.6270739, mail a info@chille.it

Redazione Nove da Firenze