All'Abbazia di Badia a Passignano si festeggia con visita al Castello e cena

Per ricordare la figura e le opere di San Giovanni Gualberto, a circa mille anni dalla sua morte


TAVARNELLE VAL DI PESA - Grandi celebrazioni sono attese sabato 12 luglio, all’Abbazia di Badia a Passignano, nel Comune di Tavarnelle, per ricordare la figura e le opere di San Giovanni Gualberto, a circa mille anni dalla sua morte. Al santo che fondò la Congregazione Valombrosana, lottò contro ogni forma di corruzione e nel 1951 divenne, su proclamazione del papa Pio XII, patrono dei forestali d’Italia, è dedicata un’intera giornata di commemorazione. 

Alla chiesa di San Michele Arcangelo, dove San Giovanni Gualberto morì e fu seppellito il 12 luglio 1073, è prevista la celebrazione della Santa Messa alle ore 18. Saranno presenti il parroco Don Lorenzo Russo, il vescovo di Fiesole Mario Meini e il sindaco di Tavarnelle David Baroncelli.

La serata proseguirà nel segno della solidarietà con una visita al castello (ore 19) e una cena (ore 20,30) organizzata dagli Amici di Badia, presieduta da Andrea Montagnani, con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare all’organizzazione Unicef e ai bambini di Haiti. Promossa in collaborazione con la Pro Loco di Badia a Passignano, la Misericordia di Barberino e Tavarnelle e l'Unione Comunale del Chianti Fiorentino, l’iniziativa “Rendi speciale il sorriso di un bambino” si terrà lungo le mura del castello di Badia e in caso di maltempo si sposterà all’interno del chiostro dell’Abbazia.

Info e prenotazioni: 338. 8047520

La figura di San Giovanni Gualberto è strettamente legata alla chiesa di Badia dove, oltre ad una cappella a lui dedicata, è presente una scultura di Giovanni Caccini che raffigura il santo del perdono coricato sul sepolcro. “Anche nella frazione di Sambuca - rileva il sindaco David Baroncelli – sono presenti tracce e testimonianze che rievocano la storia del santo; a lui è dedicato un percorso a più tappe lungo la Pesa una delle quali è la cappella nei pressi della località Mulino dell'Abate”.

Secondo la tradizione, quello della Cappella è il luogo che ospita il masso miracoloso che curava Giovanni Gualberto “da penosa ischiade”, come rivela la lapide collocata nell'atrio. Il santo, in preghiera, vi si sdraiava, sofferente lasciando impressa la forma del proprio corpo. Intorno al masso fu costruito un primo capitello votivo nel 1671. La chiesetta attuale fu costruita in sostituzione dell'antico capitello votivo nel 1856. All’interno si trova un dipinto del pittore Pietro Pezzati che raffigura San Giovanni Gualberto in preghiera illuminato dalla luce divina. Altri elementi legati al percorso del santo sono il Mulino dell'Abate, dove il santo portava a macinare il proprio frumento, e la presenza dei massi lungo la Pesa che, secondo la leggenda, il diavolo avrebbe scagliato contro il santo in preghiera. 

Redazione Nove da Firenze