Casato Prime Donne: sabato la premiazione della ricercatrice Ilaria Capua

Con la premiazione 2009 prevista a Montalcino il prossimo 19 settembre, viene inaugurata la sala dedicata a Ilda Bartoloni prematuramente scomparsa nell’aprile scorso a cui si deve il rinnovamento del premio Casato Prime Donne.


PREMI — Ecco la dedica della virologa Ilaria Capua, vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2009, al territorio di Montalcino e alle donne: "Donne, madri, figlie, compagne, mogli, sorelle, schiacciate dal peso delle aspettative che vi accompagnano dal primo respiro, non vi lasciate intimorire, c’è spazio per altro, per conquistare l’universo, ognuna a modo suo, salite, discese, ombra, sole, pioggia, vento, freddo, gioia e dolore, come solo le donne sanno provare. Osate".
Rimarrà per sempre nei vigneti di Brunello insieme alle dediche delle vincitrici delle precedenti edizioni del premio: Josefa Idem, Frances Mayes, le volontarie del telefono rosa e così via. Ma anche alle opere di giovani artisti. L’istallazione 2009 contiene le “pietre parlanti” dello scrittore americano Jeff Shapiro.

Casato Prime Donne, la prima cantina con un organico di sole donne, organizza il premio che porta il suo nome e che ogni anno valorizza quanti studiano, fotografano oppure divulgano il territorio di Montalcino. Nella sezione più importante, incorona una donna che è di esempio, di aiuto per le altre donne ed ha scelto quest’anno la virologa Ilaria Capua che ha identificato per prima il codice genetico del virus dell’aviaria e più recentemente dell’A/H1N1 responsabile dell’influenza dei suini.

Il Casato Prime Donne è diventata una mostra permanente del Premio.
Le “Prime Donne” a cui ogni anno viene assegnato il premio più importante, lasciano nei vigneti del Casato Prime Donne una dedica scritta su cippi di travertino: l’olimpionica Josefa Idem, la scrittrice Frances Mayes, le volontarie del Telefono Rosa, le Suore Cabriniane, primo ordine missionario femminile, la paladina dei diritti umani Kerry Kennedy, l’etoile della danza Carla Fracci.

Le dediche, poste lungo un percorso meditativo-sportivo, sono accompagnate dalle opere di giovani artisti.
L’istallazione 2009 è costituita dalle “Pietre parlanti” di Jeff Shapiro, scrittore statunitense residente a Siena che ha creato un lastricato che dialoga con chi ci cammina sopra. Inizia con un invito “See what’s growing”, “See in order to grow”, continua con una sollecitazione “Do you see? ” e si conclude con un monito “And are you growing?”

Il percorso d’autore con le dediche delle vincitrici del premio Casato Prime Donne e le 7 opere d’arte che l’accompagnano va ricondotto alla “Landscape art”, corrente culturale che combina paesaggio e arte con lo scopo di dare un nuovo significato ai luoghi.

Oltre alle pietre di Jeff Shapiro ne fanno parte il calendario del Brunello in cristallo di Stefano Carlucci, la famiglia di colombe del più premiato orafo italiano Orlando Orlandini, le banderuole giganti del pittore Alessandro Grazi a cui si deve il Palio del luglio 2007, la Croce dedicata a Santiago di Compostela di Rossana Mulinari, le foto di diversissime donne contemporanee di Bruno Bruchi e Giovanni Senatore e la vacca chianina a grandezza naturale dell’architetto Marco Pignattai.

Con la premiazione 2009 prevista a Montalcino il prossimo sabato 19 settembre, viene inaugurata la sala dedicata a Ilda Bartoloni prematuramente scomparsa nell’aprile scorso a cui si deve il rinnovamento del premio Casato Prime Donne nel segno dell’agricoltura al femminile.

Nella sala sono esposte le foto d’autore che, dal 1999 ad oggi, hanno vinto la sezione del premio patrocinata dalla Camera di Commercio di Siena: Duccio Nacci, Gianfranco Bracci, Giulio Veggi, Arnaldo Dal Bosco, Maurizio Leoni, Stefano Caporali, Bruno Bruchi, Andrea Rabissi, Andrea Rontini, Roberto Virgini. Ritraggono e raccontano il territorio agricolo a Sud di Siena che fa parte del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco e contemporaneamente rappresentano, nel modo più alto, i passaggi stilistici della fotografia di paesaggio: dal geometrismo astratto degli anni Novanta all’espressionismo post modern di oggi.

Redazione Nove da Firenze