Cdl finita: si muove il centrodestra in Toscana


Firenze, 27 Novembre 2007- I rapporti all'interno del centrodestra si sono definitivamente guastati. «Riduciamo pure il numero di consiglieri regionali, anche fino a 50, ma giù le mani dal bipolarismo garantito dalla legge elettorale toscana». Partono lancia in resta, il Coordinatore regionale di Alleanza Nazionale onorevole Riccardo Migliori e il Presidente del gruppo di An in Consiglio regionale Maurizio Bianconi che questa mattina, insieme al senatore Achille Totaro e agli altri consiglieri regionali del partito, hanno tenuto una conferenza stampa sul futuro del centrodestra toscano e non solo.
Bipolarismo come punto fermo, dunque, e un’Alleanza Nazionale pronta a proporsi come baricentro nella costituzione di una nuova piattaforma di quanti intendano formulare un progetto chiaramente alternativo al centrosinistra. Partiti, associazioni, movimenti, persone che siano. Il tutto, ha chiarito con forza Migliori, «senza spazi per i consociativismi di potere». «Non come chi scende in piazza contro la sinistra e poi con essa condivide il governo delle banche», ha specificato Bianconi riferendosi agli assetti interni del Monte dei Paschi di Siena.
An riparte dal territorio ma sul serio, dunque, e già nel prossimo fine settimana mette in fila una serie di manifestazioni in cinque capoluoghi della regione: venerdì a Lucca, Prato e Firenze, e poi sabato a Pistoia e ad Arezzo. Titolo: Per il bipolarismo, per la sicurezza, per lo sviluppo perché – spiega Migliori – «solo il bipolarismo assicura il governo di temi seri come sicurezza e sviluppo dei territori».
E proprio a tutela del bipolarismo e «contro ogni possibile canalizzazione sulla legge elettorale regionale delle tentazioni proporzionali che si vanno definendo a livello nazionale» Alleanza Nazionale è pronta a lavorare anche in Regione. «Che non provino a declinare in Toscana la logica delle mani libere tanto cara a Veltroni e Berlusconi, perché significherebbe compiere un passo indietro verso la palude politica», ammonisce Migliori. Che prosegue: «Il presidente Bianconi ha mandato di aprire confronti per discutere del futuro del consiglio regionale, ivi compresa la riduzione dei consiglieri anche a 50, ma assolutamente entro le colonne d’Ercole del bipolarismo e dell’alternanza chiara alla sinistra, senza spazio per i consociativismi di potere».
Per altro, chiarisce Bianconi, «qui in Toscana, se venisse meno l’impianto bipolare, decadrebbe lo statuto stesso, fondato su quell’impianto». Quanto al partito che non c’è, quello che era Fi e non è ancora Pdl, Bianconi prosegue: «Qui in Regione è accaduto in realtà un anticipo di quanto poi avvenuto in piazza San Babila. In pratica, il comportamento degli ex alleati che ci era sembrato un atto di arroganza isolato si è poi rivelato una prova tecnica di trasmissione».
Sui rapporti con gli ex alleati azzurri, del resto, l’assemblea regionale di An solo venerdì scorso ha approvato all’unanimità un Ordine del giorno bello chiaro che vede il partito di Fini porsi «come un pilastro per rappresentare tutto il popolo toscano che intende cambiare maggioranza», ha spiegato Migliori. «Perché noi – ha chiosato Bianconi – possiamo stare in un condominio tutti insieme con pari dignità ma non entrare ospiti nella villa di Berlusconi. Non siamo funzionali a un capo, ma solo al popolo toscano. Questo è ciò che ci differenzia da Fi».
“Né il numero dei consiglieri, né la legge elettorale sono dogmi intoccabili. Non lo sono mai stati. Le regole attuali, che insieme abbiamo votato nel 2005, sono il frutto di una mediazione tra diverse esigenze e di un dialogo che intendiamo proseguire. Detto ciò, non siamo però disposti a transigere sul ruolo e sul valore di essere e fare opposizione. Su questo versante Forza Italia ha dimostrato una coerenza assoluta, la stessa che pretendiamo da chi è stato chiamato dai toscani a svolgere questa funzione.”
Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, sintetizza così la posizione del Gruppo regionale in questa fase politica. “In Toscana, una maggioranza divisa su tutto, soprattutto dopo l’ingresso di Rifondazione – sottolinea – non pensi di fare il bello e cattivo tempo approfittando della congiuntura non facile che sta attraversando l’opposizione. Non si faccia illusioni. Il grande progetto lanciato dal Presidente Silvio Berlusconi, che il Gruppo regionale azzurro condivide a pieno, deve rappresentare uno strumento eccezionale di condivisione e di rafforzamento dell’opposizione anche in Toscana. Con AN, UDC ed Alleanza Federalista abbiamo portato avanti per due anni e mezzo un’azione che non è stata avara di risultati. Il Gruppo regionale di Forza Italia intende proseguire su questa strada operandosi per creare le condizioni di una ritrovata collaborazione e di un rafforzamento del centrodestra con tutte le forze antagoniste alla sinistra. Comunque il Gruppo di Forza Italia continuerà a svolgere fino in fondo il mandato di contrastare ogni scelta che risulti dannosa e penalizzante per la cittadinanza e di garantire il più puntuale controllo sugli atti del Presidente Martini. Tireremo diritto per questa strada e non tradiremo mai il voto degli elettori, convinti, peraltro, di averlo sempre fatto in maniera cristallina.”
“Sul resto siamo disponibili – continua Dinelli – a discutere, pur non rinunciando alle nostre convinzioni che, per la composizione del prossimo Consiglio regionale, riguardano la difesa intransigente dell’identità di genere e della rappresentanza territoriale. Quanto alle preferenze, restiamo più che mai convinti che una loro eventuale reintroduzione potrebbe aprire la strada a episodi di corruzione, come hanno dimostrato i fatti del 2000. In ogni caso ribadiamo che non siamo in presenza di dogmi.” “Si tratta allora – conclude Maurizio Dinelli – di scrivere insieme le regole per garantire governabilità, alternanza e controllo, sapendo che le sparate sui giornali, da qualsivoglia parte vengano, non sono utili al dialogo.”
In un articolo che uscirà domani su Il Giornale della Toscana, Denis Verdini, coordinatore regionale di Forza Italia risponde agli attacchi di oggi di Alleanza Nazionale: «C'è molta confusione sotto il cielo della politica, e di questo passo si rischia di perdere non solo le coordinate essenziali, ma anche la trebisonda. Nei periodi di cambiamento, in effetti, sarebbe meglio che tutti usassero il ragionamento invece di mettere in piazza umoralità sparse e resipiscenze identitarie legittime ma deleterie. (…) Il giorno dopo l'approvazione della Finanziaria al Senato, il presidente di An Gianfranco Fini, con una lunga lettera al Corriere della Sera, ha preso platealmente le distanze dal suo principale alleato, rinfacciandogli di aver sbagliato strategia e dicendosi convinto che questo governo entrerà in crisi "un secondo dopo che si avrà certezza che non si torna alle urne con l'attuale legge elettorale". Un attacco senza precedenti, alla base del quale si sono mischiate motivazioni politiche e personali, e che ha certificato la crisi definitiva della Casa delle Libertà. E' stato Fini a scavalcare Berlusconi e a proporsi come interlocutore privilegiato del centrosinistra sia per la nuova legge elettorale, sia per le riforme istituzionali. Per questo - lo dico per inciso - mi ha non poco sorpreso il documento dell'assemblea regionale di An, discusso venerdì scorso, che esprimeva "sconcerto e smarrimento" per quanto riguarda "la possibilità di larghe intese sulla riforma delle legge elettorale". Un'intesa auspicata e proposta - carta canta - proprio da Fini. (…) Il partito della libertà evocato da tempo e finora sempre rimasto sulla carta ha la missione di chiudere la lunga transizione italiana e di porre fine a un bipolarismo malato che ha portato con sé il virus dell'ingovernabilità, o della difficile governabilità. (…) Ora bisogna guardare al futuro, senza perdere la bussola e senza dimenticare mai che i nostri avversari politici stanno nel centrosinistra, e non nel nostra campo di azione. Negli ultimi giorni ho notato da parte di An, anche e soprattutto in Toscana, un preoccupante crescendo di attacchi a Forza Italia, e una irragionevole e preordinata chiusura al partito che sta nascendo. Non voglio entrare nel merito delle accuse, perché mi rifiuto di partecipare a uno scontro irresponsabile che porta solo acqua al mulino della sinistra. Se ho apprezzato - come sempre - i toni e la pacatezza delle argomentazioni di Altero Matteoli, ho dovuto prendere atto con rammarico di altre prese di posizioni del tutto fuorvianti e distruttive che hanno teso a rappresentare il partito di cui sono e resto leader in Toscana come il partito degli inciuci. Nulla di più falso e strumentale, come testimoniano anni e anni di ferma opposizione allo strapotere della sinistra nella regione più rossa d'Italia. La nuova forza politica, di cui Forza Italia costituirà il nucleo fondamentale, continuerà ad essere l'asse portante del centrodestra, in Italia come in Toscana. (…) Ognuno può farsi gli scenari che vuole, ma con le illusioni non si fa politica, si fa solo propaganda. Voglio rassicurare gli amici di An: noi siamo pronti a discutere su tutto, a partire dal numero dei consiglieri regionali e delle preferenze, e a gennaio presenteremo una proposta organica sull'argomento. Ma non accettiamo lezioni di opposizione. (…) Nessuno, inoltre, chiede a nessuno iscrizioni coatte al cosiddetto "partito del capo", come è stato autorevolmente definito. Noi possiamo contare sull'unico grande leader riconosciuto dagli italiani, e ce lo teniamo ben stretto, visto che è l'unico leader che ha dimostrato di saper sconfiggere il centrosinistra. Ognuno è naturalmente libero di metterlo in discussione, ma la strada delle divisioni, dei particolarismi e delle chiusure identitarie porta solo in un vicolo cieco. Una deriva che, soprattutto in questa regione, sarebbe del tutto irresponsabile».

Redazione Nove da Firenze