A Firenze la prima biobanca italiana a servizio della ricerca europea


Firenze, 15 ottobre 2007- È operativa la biobanca Leonardo da Vinci, realizzata dalla fondazione farmacogenomica FiorGen Onlus: si tratta della prima struttura italiana in possesso dei requisiti necessari per entrare a far parte della rete europea delle biobanche. Un risultato reso possibile dal lavoro sinergico di biologi molecolari, medici e informatici.
Presso la Leonardo da Vinci sono conservati migliaia di campioni organici provenienti dai laboratori del Polo Medico di Careggi: un autentico forziere per la comunità scientifica internazionale che può accedere ad una mole immensa di dati a scopo di ricerca. Le biobanche sono infrastrutture di base al servizio della ricerca scientifica di ogni settore, poiché vi si conservano campioni biologici di tutti i tipi: ad esempio urina, sangue, plasma, tessuti tumorali ma anche proteine e DNA. Gli scienziati di FiorGen hanno messo a punto i protocolli preanalitici per il trattamento dei campioni biologici custoditi nei repositori, i codici di sicurezza per la protezione dei dati sensibili e i software necessari per l'interrogazione remota dei database della biobanca.
I protocolli preanalitici sono essenziali per fornire ai medici e ai patologi le linee guida da seguire per il trattamento dei campioni che verranno poi conservati nei repositori della biobanca, in modo tale da garantirne la corretta conservazione e renderli fruibili per le ricerche successive.
Contemporaneamente si è lavorato ai protocolli etici e ai codici di sicurezza: è infatti essenziale rendere da un lato disponibili le informazioni per gli scienziati e, dall'altro, tutelare con assoluto rigore la riservatezza dei dati relativi ai pazienti dai quali è stato estratto il campione.
Una volta trattato il campione attenendosi alle regole del protocollo preanalitico, il patologo archivia i dati ad esso collegati su due server: uno, accessibile ai ricercatori attraverso la rete informatica, contiene i dati scientifici relativi al campione e la storia clinica del paziente, indicato con un codice; l'altro, inaccessibile, contiene l'anagrafica del paziente associato al codice.
Proprio l'impiego delle più recenti tecnologie bioinformatiche spalanca orizzonti nuovi per la ricerca scientifica: la rivoluzione sta nella possibilità per i ricercatori di scambiarsi dati e condividere informazioni.
I calcolatori di FiorGen sono in grado di interfacciarsi con quelli della rete europea: i dati relativi ai campioni conservati presso la Leonardo da Vinci sono quindi a disposizione della comunità scientifica di tutta Europa. Le regole standardizzate di raccolta dei campioni e la possibilità di dialogare con una rete sopranazionale di calcolatori fanno della biobanca Leonardo da Vinci un caso di eccellenza in Italia: allo stato attuale, infatti, esistono numerose altre raccolte di campioni di provenienza umana a scopo di ricerca che sono però prive dei requisiti organizzativi e gestionali necessari richiesti dalla Commissione Europea. Il risultato è che i dati relativi ai campioni restano a disposizione soltanto del ristretto gruppo di ricercatori che ha curato la raccolta, anziché essere accessibili per l'intera comunità scientifica internazionale.
I ricercatori della Leonardo da Vinci lavorano in costante sinergia con la costituenda biobanca europea che è stata inserita dall'ESFRI, il comitato intergovernativo dei paesi europei incaricato di redigere la Road Map delle infrastrutture di ricerca, tra quelle strategiche sia per garantire la salute dei cittadini che per favorire l'incremento dell'imprenditoria nel campo della biomedicina per la salute. Le biobanche forniscono un forte impulso alla crescita del settore farmaceutico, che sui campioni può testare nuovi farmaci e biomarkers, ma anche alle industrie di alta avanguardia impegnate, ad esempio, nello sviluppo di nuovi composti per il trattamento preliminare dei campioni. "Leonardo da Vinci, la prima 'banca' italiana di campioni biologici al servizio della ricerca biomedica internazionale, candida la nostra città a rappresentare in Europa l'eccellenza italiana in campo biomedico", afferma il presidente della Camera di Commercio Luca Mantellassi. "Si cerca di recuperare un ritardo che dura da tempo. L'Italia investe nella ricerca scientifica e tecnologica solo l'1% del PIL contro il 2-3% dei paesi dell'Europa del Nord.Rispondere oggi alla sfida della competitività vuol dire mettere al centro la ricerca, con un orientamento strategico che, puntando su sinergie tra centri del sapere e sistema imprenditoriale, favorisca la valorizzazione delle risorse, lo sviluppo di competenze, l'attrazione di talenti".
Gli scienziati di FiorGen porteranno a Bruxelles i primi risultati del loro lavoro per essere inseriti ufficialmente nella rete europea delle biobanche: la Leonardo da Vinci potrà così accedere anche ai finanziamenti europei.
"Il nostro obiettivo - dice il professor Ivano Bertini, fondatore e presidente del Comitato Scientifico di FiorGen - è fare di Firenze un punto di riferimento di eccellenza per l'Europa nel campo della biomedicina. Nel nome che abbiamo scelto per la biobanca di FiorGen, Leonardo da Vinci, è contenuto il nostro sogno: una realtà fiorentina di respiro mondiale, come il grande genio del rinascimento. Un rinascimento scientifico per la nostra città, questo ci piacerebbe. Aumentando il numero dei repositori fino a costruire un grande edificio che contenga milioni di campioni organici, per custodire a Firenze il tesoro necessario all'avanzamento della ricerca biomedica nel mondo. Per far questo contiamo sul sostegno finanziario dell'Europa e di chi ci ha sempre sostenuti, come la Camera di Commercio e l'Ente Cassa di Risparmio, ma rivolgiamo un appello anche ai Governi nazionale e locale perché supportino concretamente l'eccellenza scientifica fiorentina".

Redazione Nove da Firenze