La mostra omosex si farà a Firenze

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
05 ottobre 2007 13:09
La mostra omosex si farà a Firenze

Firenze, 05 Ottobre 2007- Il comune non c'entra. La mostra su arte e omosessualità di Vittorio Sgarbi, annullata a Milano dopo roventi polemiche, si terrà alla palazzina Liberty della Stazione, ma non avrà il patrocinio del Comune di Firenze. Dal prossimo 23 ottobre la tanto contestata iniziativa di Vittorio Sgarbi «Vade retro, Arte e omosessualità», dedicata al mondo omosex racconterà, come un archivio «in progress», anche la storia di un´altra Firenze: quella omosessuale, appunto nell'ambito del «Florence Queer Remix.

Decenni diversi». "Nessun intento censorio -spiega l'assessore alla cultura Giovanni Gozzini- anzi, siamo lieti che uno spazio della città accolga la mostra organizzata da Vittorio Sgarbi. Ma riguardo al patrocinio, anche dopo esserci consultati con Francesco Bonami, già direttore della Biennale di Venezia ed esperto di arte contemporanea, riteniamo che la qualità delle opere non sia adeguata". "Mi auguro che non ci siano polemiche -aggiunge Gozzini - anche perché il tema merita migliori battaglie".


Oggi la richiesta del patrocinio comunale alla mostra "Vade Retro- Arte e omosessualità" da parte dei gruppi consiliari Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Un'altra città un altro mondo. «Non condividiamo la scelta dell'assessore alla Cultura Giovanni Gozzini di negare il patrocinio -hanno spiegato i richiedenti- al di là delle dichiarazioni dell'assessore, la negazione del patrocinio è un atto oggettivamente censorio. Il compito dell'amministrazione comunale, almeno in un paese democratico, non è infatti quello di valutare il valore artistico delle iniziative, ma di incoraggiare il dibattito ed il pluralismo culturale.

Non si vede perché non dare il patrocinio ad una mostra che lo stesso assessore "è lieto che la città accolga". "Se si considera la qualità delle opere esposte -spiegano da Azione gay e lesbica, Onlus dell'Arci- la notorietà degli artisti e delle artiste coinvolti-e e le modalità di concessione del patrocinio a mostre e esposizioni d'arte in genere, ci pare che la negazione del patrocinio alla mostra in oggetto derivi principalmente da una operazione di censura ideologica e moralistica indegna di una ammistrazione pubblica, democratica e laica".
«La censura sia religiosa che politica è un freno per la crescita culturale e politica di un popolo e di una nazione».

Lo ha detto il consigliere di Alleanza Nazionale Giovanni Donzelli, che è anche presidente nazionale di Azione Universitaria, commentando «la notizia apparsa sulla stampa secondo la quale la ormai famosa mostra di Sgarbi sull'omosessualità potrebbe approdare a Firenze dopo i rifiuti di Milano, Napoli, Roma e Campione d'Italia». «Ci sono alcune opere inaccettabili, offensive della cultura cattolica, in alcuni casi anche pedopornografiche - ha aggiunto Donzelli - per esempio quella intitolata Miss Kitty di Paolo Schmidlin che raffigura anche Papa Ratzinger, o la Pietà di Paolo Cassarà, in cui oltre la blasfemia del nome raffigura una Madonna che stringe tra le braccia una bambola gonfiabile.

Opere di questo genere non possono essere esposte a Firenze e il Comune non può permettersi di patrocinarle, ma se venissero escluse le opere offensive e lesive, non avrebbe senso essere contrari all'esposizione della mostra perchè raffigurante arte omosex». «L'Europa affonda le proprie radici nella cultura cristiana, ma anche greco-latina - ha concluso il consigliere di AN - ed è innegabile che l'arte visiva, ma anche la letteratura siano costellate da esempi non particolarmente eterosessuali.

Non mi scandalizza l'idea di una mostra omosex, mi offende però se diventa una scusa per deridere i valori cattolici e valorizzare deliri pedopornografici. Impossibile trascurare che Alessandro Riva, il primo ideatore della mostra è al centro di vicende giudiziarie proprio per pedofilia».

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