Marina di Massa: le fotografie di Araki, le modelle di Arnal, femminilità di Man Ray, i contrasti di Mapplethorpe, la trasgressione di Newton


Mentre fervono i preparativi per la nuova stagione artistica 2007-2008, Paolo Pratali & Akio Takemoto presentano a Marina di Massa, Spazio d’arte 54 una mostra di istallazioni, fotografia, pittura e scultura che raduna da una parte grandi maestri del click e dall’altra professionisti della creatività pittorica e scultorea. L’attività si intitola TRACCE, MATRICI DELL’EROS e somma le immagini, alle forme, ai volumi di Battista Antonioli, Araki, Arnal, Giorgio Bolgioni, Anibal Ferreira, Giorgio Giuseppini, Andrea Grassi, il Gruppo Sinestetico, Man Ray, Mapplethorpe, Mariella Menichini, Newton, Marina Parentela, Peri&Peri, Fabrizio Piccioli, e Georg Victor. L’iniziativa sarà inaugurata Lunedì 13 agosto alle ore 21,45 nella sala espositiva curata dall’associazione ateliermostre a Marina di Massa sita nel nuovo centro commerciale San Leonardo, in Via Ascoli 54; rimarrà in esposizione fino al 20 dello stesso mese ed i curiosi, i visitatori, gli addetti ai lavori potranno osservare da vicino l’insieme delle opere tutti i giorni dalle 21.45 alle 24. Nella piccola kermesse vengono allestite opere che toccano i perimetri del sacro e del profano come le fotografie di Araki che ci propone la vita notturna giapponese, o quelle di Arnal dove le modelle rivelano la loro profonda sensualità; Man Ray che ci riporta indietro nel tempo, le sue immagini appartengono agli anni trenta/40 e ci illuminano dentro una femminilità sobria costruita nelle sensibili emozioni; Mapplethorpe è determinato nei suoi contrasti maschili e femminili dove i soggetti che concorrono all’impianto creativo si tramutano per convenzione o per cessione sperimentale dentro le identità contrapposte; Newton racconta la trasgressione la libertà di raccontare senza ottemperare, navigare nei soliti precari tabù. L’eros di Battista Antonioli come quello di Giorgio Bolgioni, Anibal Ferreira, Giorgio Giuseppini, Andrea Grassi, Mariella Menichini, Marina Parentela, Fabrizio Piccioli è concettuale, tocca i confini della sacralità espressiva dove l’arte si trasforma in racconto-raccontato costruito sulle cessioni formali, plastiche e cromatiche. Si tratta d emozioni impercettibili dove l’artista esalta, nella trasformazione, nella manipolazione quotidiana il tracciato di un’intera esistenza creativa. Il Gruppo Sinestetico e Georg Victor sono più determinati e diretti, i primi mettono in campo una fotografia censurabile, mentre il secondo un calco di gesso realizzato direttamente sul corpo femminile di una sua modella. Gli spaccati di questi autori si inseriscono con coesione indiretta nelle nove opere di Peri&Peri che i curatori della mostra allestiscono a mò di istallazione, proponendo ai visitatori, di questa particolare esposizione di smontare e rimontare la composizione. Il gioco racconta il sottile omaggio alla vita, all’opera di Courbet curato da Michele Peri per esaltare il grande pittore romantico-impressionista che diede valore e spazio all’arte e soprattutto all’erotismo dell’arte, ovvero l’arte dell’arte.

Redazione Nove da Firenze