II ministro delle Infrastrutture Antonio di Pietro ieri a Firenze per discutere con le autorita' regionali i problemi legati a Tav e Due Mari


Firenze, 7 settembre 2006- Conferma per la realizzazione del progetto del nodo fiorentino dell'Alta Velocità e via libera alla realizzazione del polo ferroviario all'Osmannoro. E' quanto emerso - fra le altre questioni - al termine dell'incontro avvenuto fra il ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini e gli amministratori (sindaci e presidenti delle Province) della regione. Per il Comune di Firenze erano presenti il vicesindaco Giuseppe Matulli e l'assessore all'urbanistica Gianni Biagi. "L'incontro di oggi è stato positivo - hanno sottolineato il vicesindaco Matulli e l'assessore Biagi - perché ha confermato il riconoscimento della strategicità dei progetti che riguardano Firenze e l'area metropolitana. Il nodo fiorentino dell'Alta Velocità è funzionale al sistema delle ferrovie regionali e a tutto il sistema di mobilità su ferro dell'area fiorentina. All'Osmannoro verranno realizzati l'impianto dinamico polifunzionale, l'officina grandi riparazioni e il centro dinamico sperimentale. Questo da un lato conferma la grande tradizione dell'ingegneria ferroviaria nella nostra città e dall'altro conferma la candidatura dell'Osmannoro a divenire la sede naturale per l'agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria". "Come Comune di Firenze - hanno concluso il vicesindaco Matulli e l'assessore Biagi - abbiamo particolarmente apprezzato come la priorità del progetto dell'Alta Velocità è affermato dalla Regione Toscana e anche dalle altre amministrazioni locali, che si sono mostrate attive nel sottolineare la strategicità fiorentina. Si tratta di un risultato importante e un buon punto di partenza che sarà certamente utile anche per accorciare i tempi di realizzazione delle opere".

«Martini riferisca in aula su tempi e fonti finanziarie per la realizzazione delle grandi opere su cui a parole ci sarebbe tutta questa convergenza. Sì perché nei fatti solo l’aula potrà dire quanta parte della maggioranza sostenga il governatore su un punto tanto essenziale come le nuove infrastrutture». Lo chiedono i capigruppo ed il portavoce della Casa delle Libertà in Consiglio regionale Maurizio Dinelli (Fi), Maurizio Bianconi (An), Marco Carraresi (Udc) e Alessandro Antichi (Cdl) all’indomani del summit svoltosi in Regione fra il Ministro Di Pietro, il Presidente Martini ed i vari esponenti dei tavoli concertativi.
«Dopo questo incontro si è visto un gran fumo di promesse, convergenze, intenti e priorità – dichiarano Antichi, Bianconi, Carraresi e Dinelli – ma con poco, pochissimo arrosto quanto a certezze su tempi, risorse disponibili e modalità di reperimento di quelle al momento mancanti. Giusto una blanda idea di ricorso al project financing, ma da qui all’attuazione si va alle calende greche come minimo. E allora? Passerelle mediatiche a parte, a che è servita questa giornata di grande spolvero? E’ stato solo così, pour parler e poi tutto come prima, oppure è saltato fuori anche qualcosa di concreto che dev’essere poi sfuggito in fase di comunicazione? E’ ora che Martini venga in aula di Consiglio a riferire, anziché privilegiare sempre il mezzo stampa snobbando i passaggi istituzionali», concludono gli esponenti della Cdl.
E Antichi, Carraresi, Dinelli e Bianconi vedono proprio nell’appuntamento col Consiglio un’occasione di verifica fondamentale: «Martini proclama la sua soddisfazione per le convergenze ‘totali’, parole sue, registrate sulla piattaforma delle grandi opere e intanto: Verdi e Comunisti italiani diffondono un comunicato contro Alta velocità e autostrada tirrenica, fuori da Palazzo Bastogi Rifondazione protesta contro la Tav insieme alle associazioni ambientaliste, mentre tra gli amministratori e le categorie di Arezzo, Grosseto e Siena si innesca un vero e proprio tiro alla fune su chi meriti per primo il suo lotto di Due Mari. Se queste son convergenze, allora siamo a cavallo. E’ ovvio che la verifica in aula è imprescindibile. Solo così il Consiglio e i toscani potranno sapere davvero se i proclami fatti sono destinati a rimanere aria fritta, incagliati nelle contraddizioni della non-Unione toscana».

Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Maurizio Dinelli, e il consigliere regionale, Alessandro Antichi, hanno così commentato l’esito dell’incontro fra il ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro, il presidente della Regione Toscana Martini e gli amministratori regionali: “Il governatore solo oggi, dopo anni di ostruzionismo strumentale al Governo Berlusconi, si è reso conto della necessità per il rilancio economico della Toscana dell’ammodernamento infrastrutturale! Troppo tempo è stato perso e ancora non è chiaro quando inizieranno i lavori per le tre priorità individuate dal ministro: Alta velocità, Due Mari e corridoio tirrenico.
Forza Italia chiede tempi, fonti di finanziamento e risorse certi per queste opere, considerando alcuni importanti distinguo sia a livello regionale che nazionale (vedi Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani) che rallenteranno, se non addirittura bloccheranno, l’avvio dei lavori.
L’economia toscana non può prescindere da una strategia che veda infrastrutture e economia strettamente collegate! La svolta, la discontinuità è possibile sole se agli impegni presi dal ministro Di Pietro e da Martini seguiranno fatti concreti. Altrimenti la Toscana è destinata al declino”.

«Il ministro è venuto a prenderci in giro. O meglio: ci prendono in giro tutti, Regione e Stato. Faremo, diremo, siamo d’accordo... Sì, sulle intenzioni ok ma: e i lilleri? I soldi? I quattrini? La moneta? Qui siamo al non tengo dinero stile Righeira, al tracciato indefinito della Tirrenica, alle priorità inespresse della Due Mari. Tutto sempre senza dinero. Le sinistre esprimono il meglio di loro quando si tratta di dire una cosa e farne un’altra, nonché nella ‘guerra del linguaggio’ che fa apparire tutto oro anche quello che non luccica. Non dubitiamo che i media di regime diranno che tutto va bene, ma la sostanza è che il Corridoio tirrenico non si farà e la Due Mari non vedrà compiuto il suo cammino ormai divenuto un’odissea».
«In compenso, però, nell’immobilità tutti saranno contenti: la sinistra che vuole le strade e quella che sobilla i comitati. Niente di nuovo sotto il sole».

"Molto deludente la posizione espressa dal ministro Di Pietro che approva nei fatti come priorità in Toscana il dannoso, dispendioso e inutile tunnel di 7 km sotto Firenze -commentano i firmatari dell'Appello al Ministro Di Pietro su Sottopasso Alta Velocità- Si tratta di un'opera per cui è stata prevista una spesa di più di 1 miliardo di euro, tutto denaro pubblico che se impiegato per il sottoattraversamento di Firenze non potrà essere impiegato per le molte altre opere utili da realizzare in Toscana. E non è certo una soluzione quella già indicata dal Presidente Martini che, per salvare il sottroattraversamento, ipotizza di finanziare le altre opere regionali con denaro privato, attraverso la discussa e discutibile modalità del project financing. E tutto questo, mentre veniamo a sapere che ci sono ancora da pagare fatture di Anas per 12 miliardi di euro e si sta varando una Finanziaria che prevede tagli e sacrifici. La soluzione proposta dai soggetti che appartengono alla Rete Toscana sulle Grandi Opere, prevede invece il soprattraversamento della città, con una spesa di meno di un terzo. E poi, il programma dell'Unione non dice chiaramente che le "grandi opere" vanno realizzate con la partecipazione e il coinvolgimento del territorio? Il ministro Di Pietro non rappresenta il governo dell'Unione? E il presidente Martini non penserà mica di dare il via a uno dei progetti più impattanti che questa regione abbia conosciuto negli ultimi anni senza avviare una fase di informazione, discussione, partecipazione della popolazione e dei soggetti attivi sul territorio. Viste le premesse odierne, il tunnel sotto Firenze ha ottime possibilità di diventare uno dei nodi su cui si concentrerà l'azione di ambientalisti, forze politiche, associazioni e comitati non solo a livello cittadino. La valle di Susa insegna".

«Un incontro positivo anche se interlocutorio. Senza prendere particolari impegni in merito lo stesso Ministro Di Pietro ha riconosciuto la priorità della 2 Mari, le nostre ragioni e ammesso che in ogni caso la nostra è una situazione avanzata e presenta positivi elementi di concretezza e fattibilità».
Così l’assessore provinciale ai lavori pubblici Silvana Micheli all’uscita dall’incontro questo pomeriggio con il Ministro alle infrastrutture Antonio Di Pietro in Regione Toscana. All’incontro, da tempo annunciato, anche il presidente della Regione Claudio Martini, i presidenti di tutte le province toscane e i sindaci dei capoluoghi. Insieme alla Micheli anche il vicepresidente Alessandro Pinciani.
«Il Ministro – continua Micheli - ha fatto presente a tutti la difficile situazione finanziaria in cui si trova ad operare, con le poche risorse disponibili già impegnate quasi esclusivamente per liquidare i lavori attualmente in corso. Tuttavia, non ha mancato di sottolineare l’importanza della Due Mari, che la stessa Regione Toscana considera prioritaria, e l’avanzato stato di cantierabilità che hanno molti lotti, rispetto ad altre infrastrutture sul territorio nazionale».
«Abbiamo riferito – conclude l’assessore - che entro la fine del 2006 tutti i lotti avranno progetti cantierabili. Sarà quello il primo banco di prova per il Governo e la stessa Regione Toscana per capire se dagli impegni si passerà ad precisi e concreti atti».

A margine dell’incontro il Presidente della Cia, Giordano Pascucci, è intervenuto sottolineando alcuni aspetti che secondo la Confederazione dovranno essere tenuti presenti nell’ambito del progetto di rafforzamento delle infrastrutture in Toscana.
«Sulle priorità individuate dalla regione siamo favorevoli – ha espresso nel suo intervento Giordano Pascucci - perché queste sono dei punti fondamentali per lo sviluppo del sistema infrastrutturale regionale, la cui realizzazione consentirà di elevare il livello di competitività alle imprese toscane».
«Occorrerà inoltre realizzare – ha proseguito Pascucci - tutte le altre opere complementari, con gli obiettivi di modernizzare il sistema della mobilità, favorire lo sviluppo, ma soprattutto tutelare il territorio e le aree rurali».
La Cia Toscana, che nei mesi scorsi si era impegnata fortemente in ambito di approvazione di Programma Regionale di Sviluppo (Prs) al fine di coinvolgere nei progetti economici anche le aree rurali, si era fin da subito espressa favorevole alla creazione di assi viari in relazione alle aree industriali indicando tuttavia che non venissero lasciate fuori le zone a vocazione rurale, che rappresentano per la regione un forte incentivo all’economia locale.

"La Maremma costiera dell'agricoltura biologica e delle colture di qualità, del turismo dei piccoli borghi come Capalbio, delle zone umide di Burano e delle della spiaggia della Feniglia, delle aree archeologiche di Vulci e Tarquinia non ha bisogno della ferita del nastro di asfalto e cemento di una nuova autostrada, non voluta dall'Europa (che ha escluso finanziamenti a strade e autostrade nelle nuove reti europee approvate nel 2004), ma di scelte chiare nel comparto dei trasporti quali: l'adeguamento a quattro corsie della SS1 Aurelia e di scelte logistiche intermodali che servano a trasferire sui treni e sulle navi le merci che viaggiano oggi sulla strada", ha commentato Fulco Pratesi, presidente del WWF Italia.
Il WWF Italia giudica difficilmente comprensibile la scelta del ministro alle Infrastrutture Di Pietro che sul Corridoio tirrenico Nord ha scelto di non differenziarsi, pur in presenza di un progetto definitivo dell'ANAS di adeguamento in sede a quattro corsie della SS1 Aurelia da Rosignano-Civitavecchia (196 km di cui 15 in variante, per un costo complessivo al 2001 di 870 milioni di euro), dalla scelta di autostrada costiera (203 km, di cui 110 in variante, per un costo complessivo di 2 miliardi a 400 milioni di euro) della Regione Toscana, su cui è stato registrato un parere contrario dell'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio.
Secondo il WWF Italia l'avallo alle politiche della Regione Toscana, prima ancora di umiliare le ragioni delle popolazioni e degli enti locali, delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni agricole e non valutare la soluzione a minor impatto ambientale, si pone in un solco di continuità con il Primo programma delle infrastrutture strategiche, varato dal Governo Berlusconi, che per il suo gigantismo economico e finanziario (dal 2001 al 2005 i costi complessivi del programma erano lievitati di oltre il 110%: da 125 miliardi di euro a 264 e il costo complessivo dei Corridoi tirrenici Nord e Sud da 3.300 milioni ad oltre 6.000 milioni) era stato aspramente criticato dalla Corte dei Conti e dalla Commissione Europea.
Pratesi ha aggiunto, poi: "Siamo pronti al confronto, convinti che sarà difficile dimostrare il minor impatto ambientale dell'adeguamento in sede della SS1 Aurelia rispetto al progetto di autostrada che investirà decine di aziende agricole di pregio, aree di grande interesse naturalistico e archeologico: vale la pena ricordare che sarebbero stravolti dall'autostrada 9 parchi ed aree protette (tra cui il Parco Regionale della Maremma) e 12 siti di interesse comunitario o zone di protezione speciale (tra cui Monti dell'Uccellina, Selva del Lamone-Monti di Castro, Lago di Burano, Feniglia, Saline di Tarquinia) e 2 importantissime aree archeologiche (città etrusche di Tarquinia e di Vulci.
Pratesi ha concluso, infine: "Anche sulle valutazioni economiche non temiamo confronti, visto che attualmente percorrono la tratta Rosignano-Civitavecchia, non più di 17.000 autoveicoli, quando per ripagare l'autostrada ce ne sarebbero bisogno tra i 70-80 mila. Questo obbligherà la SAT anche in futuro (dati gli attuali ritmi di crescita del traffico nell'anno 2030 non si avranno più di i 26.500 autoveicoli) a imporre pedaggi altissimi, per l'utilizzo di un'infrastruttura che serve traffico per la stragrande maggioranza locale."

Si intitola “Alta Velocità, Nodo di Firenze: un progetto insostenibile per la città e per la sua area metropolitana alla luce del fallimento erariale, sociale e ambientale della tratta TAV Bologna-Firenze”, ed è una dettagliata ricostruzione critica della vicenda TAV in Toscana: 94 pagine fitte di fatti, argomenti, citazioni, valutazioni e proposte, il tutto aggiornato a settembre 2006.
E’ il dossier che Idra avrebbe desiderato poter consegnare e presentare di persona ieri al ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro in vista in Regione. I coordinatori regionale e provinciale dell’Italia dei Valori avevano fissato per l’associazione ecologista toscana un breve incontro col ministro. Nessuno ha saputo spiegare perché, gli stessi coordinatori sono rimasti sorpresi, ma il ministro ha lasciato la sede di Palazzo Bastogi senza che la consegna potesse aver luogo.
Idra tuttavia non si perde d’animo e spedisce oggi stesso al ministro quel dossier, accompagnato da ulteriori proposte.
L’associazione ricorda di aver trasmesso un articolato esposto sulla situazione delicata in cui versa la costruzione della tratta TAV Firenze-Bologna (un lungo tratto della Galleria Firenzuola è in demolizione e in ricostruzione da oltre un anno e mezzo, nei pressi dell’autodromo del Mugello). Adesso, sulla scorta delle poche ma preoccupanti notizie che ha potuto fornire l’ARPAT al riguardo, Idra chiede ad Antonio Di Pietro documentazione circa le responsabilità accertate negli eventi apparentemente ascrivibili a cattiva progettazione della cantierizzazione dell’opera a partire dal luglio 1996, circa l’entità dei costi aggiuntivi conseguenti agli eventi legati alle circostanze di apparente cattiva progettazione, circa i soggetti ai quali essi siano stati e siano addebitati: se al consorzio costruttore, o a TAV SpA, o a entrambi.
Analogo invito era stato rivolto nelle settimane scorse al presidente della Giunta regionale toscana Claudio Martini, ma nessun riscontro è pervenuto per ora all’associazione.
Idra chiede inoltre al ministro informazioni sulla Commissione di collaudo in corso d’opera attiva sulla tratta TAV Bologna-Firenze.
Nel sottolineare lo “spirito costruttivo e collaborativo, in funzione dell’interesse collettivo”, con cui l’associazione propone questi argomenti, e fiduciosa “nell’attenzione che da sempre Lei ha dimostrato verso le problematiche anche finanziarie, che non sono certo da sottovalutare nel caso in esame”, Idra rinnova la richiesta, già formulata in un telegramma inviato al ministro lo scorso 27 luglio, di un approfondito incontro tecnico sul tema TAV.

Redazione Nove da Firenze