Sabato 29 al Pinocchio Jazz Antonello Salis pianoforte, fisarmonica (Ore 22.15 – Ingresso 8,00 euro)


Un quartetto di assoluti fuoriclasse che fanno dell’energia e il carisma una costante: fin dallo storico gruppo CADMO, più di vent’anni di emozionanti collaborazioni. Mille camaleontiche esperienze, vissute sia in gruppo che individualmente con musicisti come Lester Bowie, Paolo Fresu, Pat Metheny, e un’unica certezza, l’assoluta libertà creativa e improvvisata.
La musica del Méta Quartet nasce infatti dalla sintesi tra la solarità melodica mediterranea, una naturale tensione ritmica e la comunicativa propria della più coinvolgente improvvisazione jazzistica. Antonello Salis (pianoforte e fisarmonica), Sandro Satta (sax contralto), Riccardo Lay (contrabbasso) e Francesco Sotgiu (batteria) costituiscono un quartetto unito, compatto, che ha il proprio punto di forza nell'amalgama tra molteplici ingredienti e la totale volontà di incontro verso luoghi comuni. D'altro canto Méta in greco sta a significare cambiamento, mutazione. La musica del Méta Quartet è perciò proiettata verso il futuro: un futuro che si fonda comunque sulla consapevolezza storica del moderno linguaggio jazzistico, mescolato con quelle influenze folkloriche che fanno parte del bagaglio di tutti e quattro i componenti del gruppo.

Antonello Salis
Pianista e fisarmonicista autodidatta, Antonello Salis è nato a Villamar in terra sarda (CA), nel 1950. Le sue prime esperienze musicali, dal 1969 al 1973, le vive come organista in orchestre da ballo. Trasferitosi a Roma nei primi anni Settanta, intraprende la carriera professionistica come musicista rock nel gruppo jazz-oriented "Cadmo" con Mario Paliano e Riccardo Lay. Avvicinatosi poi più da vicino al jazz collabora con alcuni dei maggiori musicisti afro-americani ed europei (da Don Moye a Lester Bowie da Enrico Rava a Paolo Fresu). Dal 1975 in poi, sono numerose le partecipazioni a festival jazz sia in Italia che all'estero che lo hanno visto suonare al fianco di musicisti di prim'ordine, quali Antony Braxton, Billy Cobham, Nanà Vasconcelos, Ed Blackwell, Don Cherry, Gianluigi Trovesi .
Negli stessi anni, Salis stringe un legame, destinato ad essere ricco e duraturo, con il chitarrista francese Gérard Pansanel: entrambi studiosi di jazz, ma amanti delle contaminazione, i due si sono esibiti su numerosi palchi e più volte hanno inciso insieme. Per il teatro, significative le sue collaborazioni con Remondi e Caporossi per i quali ha suonato dal vivo ("Doctor Faust"), realizzato la colonna sonora di un video ("Trucco") e composto musiche di scena ("Quelli che restano").
Gli orizzonti aperti ad ogni tipo di genere musicale e ad ogni tipo di contaminazione tra generi ed espressioni artistiche, hanno portato Salis a lavorare proficuamente, dal 1980 ad oggi, con la danzatrice e coreografa americana Roberta E. Garrison, in performance fondate sull'improvvisazione di musica e movimento.
Tra il notevole lavoro svolto nel campo del teatro e della danza contemporanea, Salis ha scritto musiche anche per alcuni importanti spettacoli di Teri Weikel e Alessandro Certini.
Un grosso merito gli va sicuramente attribuito per una certa sua riscoperta tutta "italiana" della fisarmonica e del suo impiego nella musica improvvisata, che lo ha visto incontrare il fisarmonicista Richard Galliano con il quale, oltre che con il quartetto con Coscia, Cazzola e Rossi, ha dato concerti e registrato dischi memorabili.
Il suo approccio al jazz fa spesso riferimento a livello tematico a motivi popolari presi o da tradizioni folkloriche o dal mondo del cinema, (ha lavorato su trascrizioni di musiche di Nino Rota, Charlie Chaplin....), i quali ben si prestano alla modernità di uno stile improvvisativo che, rispetto della obsoleta scena del newbop italiano ed internazionale, si apre verso escursioni "free", mantenendo comunque un vivido sapore e calore mediterranei.
Da qualche anno a questa parte è inoltre divenuto colonna portante di alcuni importanti progetti di Paolino Dalla Porta e – specialmente – di Paolo Fresu, con il quale divide sempre più spesso i palchi del mondo jazzistico sia nel divertente e apertissimo trio P.A.F. (con Furio Di Castri) e a fianco del quartetto Angel (con Furio Di Castri, Roberto Gatto e Nguyen Le.
Dalla sua, anche e specialmente in queste esperienze, l'incredibile vulcanicità della sua strepitosa energia artistica, collimante con una viva ed intensa "mediterraneità" capace di identificarlo quale uno tra i migliori esponenti di un sempre più in voga "mediterranean sound".

Sandro Satta
Nato a Rovereto (TN) il 7 agosto del 1955. Dopo aver studiato dall’età di 13 anni chitarra classica e tromba, si perfeziona nel sax alto. Inizia l’attività professionale nel 1974. Ha suonato in concerto ed ha inciso con: Marcello Melis, Paolo Fresu, Bruno Tommaso, Lester BOWIE, Don Cherry, Don Pullen, Albert Mangelsdorff, George Garzone, Han Bennik, Steve Grossman ed altri.
Ha partecipato a tutti i più importanti festival italiani: Umbria Jazz, Clusone Jazz, Jazz in Sardegna, Berchidda Jazz, Siena, Bari, Talos Ruvo, Festival Ciak Milano ed altri.
Ha partecipato a diversi festival in Germania, Olanda, Spagna, Francia, Austria, Svizzera, Slovenia, Repubblica Ceca, USA, Australia e India.
Ha collaborato con alcune compagnie teatrali tra cui il Club Teatro di REMONDI e CAPOROSSI, la compagnia della coreografa Roberta GARRISON, il regista Roberto OLLA ed altri. Ha partecipato a diverse trasmissioni radiofoniche (Rai e Radio Vaticana) e televisive (Rai e varie TV private).
Attualmente è impegnato con le seguenti formazioni: duo con Antonello SALIS, Quartetto Meta, Tankio Band, Quintetto di Giancarlo SCHIAFFINI, Quartetto MEDIANA, Pino MINAFRA Sud Ensemble.
Insegna all’Università della Musica di Roma ed alla Scuola Popolare di Musica del Testaccio (Roma).

Redazione Nove da Firenze