Teatro della Pergola: da martedì 10 a domenica 15 dicembre Sior Todero Brontolon di Carlo Goldoni con Eros Pagni e Ivana Monti


La vicenda si svolge a Venezia, nella casa di Sior Todero, un vecchio mercante burbero e antipatico che tiranneggia tutta la famiglia, fino al punto di rendersi odioso e vivere in solitudine la propria cinica cattiveria. La situazione familiare precipita quando Pellegrin, figlio di Todero, e sua moglie Marcolina decidono di maritare la loro figlia Zanetta con il giovane Meneghetto. Ma i due non sanno come convincere l’arcigno Todero, che invece, per risparmiare sulla dote, vorrebbe far sposare la nipote con il povero Nicoletto, figlio del suo fattore Desiderio. I contrasti all’interno della famiglia si fanno sempre più tesi, soprattutto a causa della testardaggine di Todaro. Ma Marcolina, che è l’unica della famiglia a tenere testa alle angherie del suocero, riesce ad aggirare il problema facendo sposare Nicoletto con la bella cameriera Cecilia, di cui il giovane è innamorato. A questo punto, scansato il pericolo, Marcolina ha gioco facile a convincere Todero del matrimonio della nipote con Meneghetto. Per di più, il giovane si dice pronto a rinunciare alla dote di Zanetta, la qual cosa rende felice l’avaro e taccagno Todero, che può a questo punto dare il proprio assenso al matrimonio tra Zanetta e Meneghetto, tra la felicità e l’approvazione di Marcolina e Pellegrin.
Scritta nel 1762, alla vigilia della partenza per l’esilio parigino causato dalle forti polemiche che Gozzi per primo aveva aizzato contro il commediografo, questa commedia in dialetto veneto è opera della maturità goldoniana, e rappresenta una delle punte più alte della drammaturgia del grande scrittore veneto. Dopo gli esiti straordinari della trilogia della Villeggiatura (Le smanie per la villeggiatura, Le avventure per la villeggiatura, Il ritorno dalla villeggiatura), in cui la commistione tra i caratteri e l’ambiente raggiunge risultati assolutamente apprezzabili, Carlo Goldoni con Sior Todero Brontolon dà vita ad uno dei suoi personaggi più incisivi e psicologicamente perfetti. Grandioso della sua assoluta cattiveria e nel suo perfetto isolamento dal resto dei personaggi, Sior Todero domina la commedia e la sua avarizia e il suo egoismo finiscono per diventare proverbiali. L’azione della commedia è incentrata sul matrimonio contrastato tra Zanetta e Meneghetto, che diventa tuttavia un pretesto per dipingere con umorismo implacabile una serie di rapporti familiari tesi al più assoluto cinismo. Sior Todero è tuttavia anche il ritratto del pater familias severo ma protettivo, che cerca di difendere la propria famiglia dagli attacchi all’assetto borghese.
Prodotto da Teatro Franco Parenti – Teatro de Gli Incamminati, lo spettacolo è diretto da Andrée Ruth Shammah. In questo allestimento, che ripropone fedelmente il testo originale, Shammah opera delle scelte registiche mirate alla costruzione del grande personaggio di Todero che, infatti, giganteggia sulla scena, finemente ritratto in tutta la sua cattiveria e in tutte le sue sfumature. La difficoltà nel rappresentare questo testo risiede, secondo Shammah, nella ricerca di un attore che sia in grado di sostenere un personaggio tanto complesso. In passato attori come Emilio Zago e Cesco Baseggio – entrambi veneti -, in tempi più recenti Gianrico Tedeschi, hanno saputo dar vita a memorabili e credibili Sior Todero. Andrée Ruth Shammah sceglie ora un grande attore come Eros Pagni, già interprete di Goldoni, che affronta la complessità del burberissimo Todero conferendogli un tocco di grottesca comicità. L’azione è focalizzata sul matrimonio dei due giovani e sulle personalità di Marcolina, i cui panni sono vestiti da Ivana Monti, donna dal carattere forte e deciso che riesce a tenere testa a Todero, e del giovane Meneghetto, che rinuncerà alla dote con la consapevolezza, però, di ereditare un patrimonio alla morte di Todero.
Giovedì 12 dicembre alle ore 17.45 per il ciclo Firenze a Teatro (a cura di Patrizia Creati) incontro con Eros Pagni e Ivana Monti presso il Teatro Le Laudi (Via L.Da Vinci 2). Ingresso libero.
Carlo Goldoni mancava nella programmazione della Pergola da oltre quattro anni: nel febbraio 1998 lo Stabile di Bolzano mise in scena La locandiera, per la regia di Marco Bernardi. Nel ruolo del Conte d'Albafiorita, l'indimenticato Mario Pachi. Il primo Goldoni del dopoguerra è da ascrivere invece ad un grandissimo interprete del commediografo veneziano, Cesco Baseggio, che il 5 dicembre 1947 fu Lunardo dei Rusteghi e il giorno dopo il Marchese di Forlimopopoli nella Locandiera, sempre al fianco di Elsa Merlini e con la regia di Renato Simoni.
Ivana Monti vanta un precedente alla Pergola, nella commedia E se l'uomo del video si rompe una gamba?, di Moss e Kaufman: con lei Oreste Lionello. Eros Pagni è invece ospite abituale con le produzioni del Teatro Stabile di Genova. Nel 1961 giunse come Leporello in Uomo e superuomo di Shaw (protagonisti Alberto Lionello e Lucilla Morlacchi, regia di Luigi Squarzina), nel 1972 come il cuoco di Madre Courage di Brecht (con lui Lina Volonghi, la Morlacchi, Omero Antonutti e Tullio Solenghi, regia di Squarzina), nel 1987 come Mauler in un altro testo brechtiano, Santa Giovanna dei Macelli (con Carla Gravina, regia di Giancarlo Sepe).

Prossimamente alla Pergola
Finalmente il Natale sta per giungere: è tempo di pensare ad un’occasione che unisca nel divertimento grandi e piccini. La Pergola propone il Pinocchio della compagnia Mannini/Dall’Orto: una vera garanzia di qualità. Per l’occasione, la favola del burattino si trasforma in una divertente e scatenata opera-rock, capace di piacere a tutti. Spettacoli il 19 e 20 dicembre (alle 10.45 e alle 20.45) in sala grande e dal 4 al 6 gennaio in Saloncino (10.45 e 15.45, il 5 gennaio alle 10.45 e 20.45). Pinocchio è anche un CD con le musiche dello spettacolo (e la partecipazione tra gli altri di Irene Grandi) che sarà disponibile in teatro: una parte dell’incasso sarà devoluta a progetti di cooperazione internazionale dell’ospedale Meyer di Firenze.
Dopo la tradizionale pausa per Natale e S.Stefano, il teatro riapre il 27 dicembre con la divertente Palla al piede di Feydeau interpretata da Luca De Filippo. La storia di un libertino impenitente che vorrebbe sistemarsi con una ragazza di buona famiglia, ma è perseguitato da un sciantosa, sua amante nel passato. E a complicare la già intricata situazione ci si mettono anche un generale sudamericano innamorato della soubrette, sua sorella ed il suo ex marito, la madre della promessa sposa, un librettista di canzoni, un ospite "scomodo". Irresistibile, davvero l’ideale per un 31 dicembre di assoluto divertimento. Per S.Silvestro i prezzi sono di 48 € per la platea, 31 € per il palco e 21 € per la galleria. Si replica fino al 6 gennaio.
Cosa c’è di meglio, poi, di un frizzante Noël Coward per superare in scioltezza i postumi delle festività ? Ce lo propone dal 14 al 19 gennaio 2003 con Vite private la famiglia Pambieri al completo: Giuseppe con Lia Tanzi e la figlia Micol mettono in scena la vicenda di una coppia divorziata che si ritrova in un alberghetto francese durante la luna di miele con i nuovi compagni appena impalmati. Ne scaturirà ovviamente il meglio. Un capolavoro d’ironia dall’unica vera penna che possa stare al pari di quella di Oscar Wilde.

Redazione Nove da Firenze