Florence Dance Company ha inaugurato ieri sera la Winter season 2001 al Teatro Goldoni


I Direttori artistici, da 10 anni animatori di questa fortunata esperienza, salutata dal pubblico anche ieri sera, sono Marga Nativo Keith Ferrone.
Giovedì sarà di scena Corte Sconta, compagnia di Milano. Dai primi anni '90 Laura Balis e Cinzia Romiti creano per la Corte Sconta, da loro fondata e diretta, spettacoli di intenso impatto visivo ed originale dinamica coreografica. I cinque spettacoli fin ora prodotti, Tuffo nell'acqua e Tonfi del Cuore (1991), Sette Tavole (1992), Il Giardino dei Coccodrilli (1995), Strapiombo (1995), Spargimento (1997), sono stati coprodotti e presentati da prestigiosi teatri e festival in Francia, Germania, Canada e Italia, suscitando l'interesse degli operatori internazionali, del pubblico e della critica. La produzione Dimmi che sono bella (1999) è stata presentata a Venezia dopo il debutto mondiale a Stoccolma alla Dansens Hus.
La sede fortunata del festival ancora una volta lo storico Teatro Goldoni.
Edificato ai primi dell'Ottocento, sul terreno tra via Romana, via S. Maria e via dei Serragli, il Goldoni nasce "moderno", se non addirittura all'avanguardia, per quella che si direbbe oggi la sua "polivalenza": Teatro coperto e contigua Arena a cielo aperto entrambi capaci di accogliere 1500 spettatori. Il progettista fu l'architetto fiorentino Giuseppe del Rosso e l'inaugurazione avvenne il 7 aprile 1817 nel nome del grande autore cui era dedicato, con "11 burbero benefico" abbinato al balletto "La figlia malcustodita". La scomparsa della corte lorenese con l'avvento del Regno d'ltalia, e le vicende legate a Firenze capitale portarono al temporaneo decadimento del Teatro che tuttavia, nel 1875, completamente rinnovato e con l'impianto di illuminazione a gas, venne inaugurato una seconda volta (con "L'ltaliana in Algeri" di Rossini), e proseguì l'attività fino al 1914, anno in cui venne ulteriormente ristrutturato e dotato dell'impianto d'illuminazione elettrico. Dopo la prima guerra mondiale il Teatro andò in progressivo abbandono e restò chiuso dal 1925 al 1954 (periodo nel quale servì anche da ricovero per gli sfollati); nel 1954 venne riaperto al pubblico, ma nel 1976, dopo "Quarry" di Meredith Monk, chiuse definitivamente i battenti. l lavori di ripristino, durati oltre vent'anni con numerose interruzioni, sono stati curati dall'Ufficio Belle Arti del Comune di Firenze, in collaborazione con la Soprintendenza di Palazzo Pitti. La capienza finale del Teatro, restituito allo splendore dei colori pastello originali, è di circa 420 posti.

Redazione Nove da Firenze