Letture, suoni, lezioni di Alessandro Baricco venerdì 29 /sabato 30 giugno alla Villa Medicea di Poggio a Caiano


Dopo la serata inaugurale di martedì 26 giugno, il Festival delle Colline continua venerdì 29 e sabato 30 giugno alla Villa Medicea di Poggio a Caiano (inizio ore 21,15 – ingresso 20.000 lire) con l’attesissimo doppio appuntamento di TOTEM, lo spettacolo di parole, letteratura e musica ideato da Alessandro Baricco. TOTEM (condotto e realizzato da Alessandro Baricco e Gabriele Vacis, con la partecipazione di Katia Labèque - solo per la serata del 30/6 - regia Roberto Tarasco, produzione Modena International Music) è un ipnotico racconto di immagini, musiche e parole. Un lavoro che scardina le convenzioni abituali della messa in scena teatrale e ci conduce verso un viaggio fra pagine, suoni, letture e racconti di storie, oltre il teatro e al di là del teatro. Spettacolo di teatro che fa incontrare i moduli differenti dell’evento scenico – dal recital di poesie alla musica, dalla proiezione di scene di film alla lettura di pagine di libri – TOTEM è interamente affidato al magico incontro sul palco fra Baricco e Vacis, accompagnati dalla pianista francese Katia Labèque (solo per la serata di sabato 30 giugno). A TOTEM si incontrano Rilke e Joyce, Hemingway e Calvino, Eschilo e Cèline, Osvaldo Soriano e Christa Wolf, alcune poesie di Gozzano accanto a Shakespeare, Mozart e Ry Cooder, Carter e una lezione dell’Iliade, Bartleby lo scrivano di Melville e Cuore di Tenebra di Conrad. La scelta dei pezzi e dei brani cambia ogni volta e concede ampi margini d’improvvisazione, lasciando agli autori in scena la libertà di decidere senza copione di inventare TOTEM facendolo. E se è il gioco dell’improvvisazione a fare di TOTEM ogni volta un evento unico, a caratterizzare lo spettacolo è soprattutto la sua struttura, che si snoda attraverso due serate, di cui la seconda è la continuazione della prima. Con la prima riallaccia i nodi, riprende i motivi e porta avanti il flusso di un racconto libero e senza schemi che ricostruisce come in un mosaico le letture, i suoni e le parole rubate alle migliori pagine della letteratura, della musica e del teatro.
IL TITOLO
Era il titolo pensato per una trasmissione televisiva che parlava di capolavori di musica classica. Poi la trasmissione non si è fatta, ma il titolo è rimasto a indicare un certo modo di raccontare la cultura. Alla prima occasione lo si è recuperato.
GLI AUTORI
Alessandro Baricco è uno scrittore, Gabriele Vacis fa il regista teatrale, Roberto Tarasco fa molte cose, ma quella che fa meglio è scegliere luci e suoni per spettacoli teatrali. Totem lo inventano loro tre. In scena ci vanno solo Vacis e Baricco perché il mixer, con Tarasco, non si riesce mai a schiodarlo dalla platea.
IL FORMATO
Totem è fatto in due serate, che non sono uguali: la seconda è la continuazione della prima. Questa è una cosa abbastanza difficile da far capire ai teatri, al pubblico e alla stampa. Per cui, spesso, la seconda sera ci si trova davanti un pubblico diverso da quello della sera precedente. Il che, per Totem, non è l’ideale. Le serate durano dalle due alle tre ore. Dipende, per lo più, dalla pazienza del pubblico.
L’IDEA
L’idea di Totem è quella di raccontare alcune pagine, musiche, immagini, persone, storie che agli autori sembrano meravigliose, o importanti, o comunque da non dimenticare. Raccontarle può significare molte cose: a volte spiegarle, a volte portarle semplicemente su quel palcoscenico, a volte ripeterle con tecniche curiose, a volte raccontarle proprio, letteralmente. Di volta in volta l’unico scopo è ricreare l’emozione e la meraviglia che, per gli autori, sono legate a quelle schegge di cultura.
ESEMPI
Per esempio a Totem passano Euripide, Gadda, il finale di Furore di Steinbach, la morte di Schumann, qualche poesia di Gozzano, Romeo e Giulietta, Mozart, Ry Cooder, Carter, una lezione sull’Iliade, schegge di cinema, Dickens, il finale di Aspettando Godot, Springsteen, Woody Guthry, Cyrano, Bartleby lo scrivano, tutta la storia di Cuore di Tenebra. La scelta dei pezzi cambia ogni volta. Spesso si decide il giorno prima. Sulla scena si improvvisa: c’è una scaletta precisa, ma non c’è copione, di volta in volta si inventa Totem facendolo. E’ un po’ come suonare il jazz.
STORIA
Totem è andato di scena per la prima volta nel gennaio del 1997. Lo si fa sette, otto volte l’anno. Di più no, sennò diventa uno spettacolo teatrale fatto a memoria e non ha più senso. Se non si stupiscono gli autori facendolo, come potrebbero stupirsi quelli in sala? Nel dicembre del 1998 Totem è andato in televisione, in prima serata, su Rai2. Nell’ottobre del 1999 è uscito un libro su Totem, fatto di fotografie e di testi in cui gli autori provano a spiegare qualcosa (l’editore è Fandango Libri). All’inizio del 2000, la Rcs ha pubblicato videocassette del Totem televisivo. Alle magliette non ci ha pensato ancora nessuno.

Redazione Nove da Firenze