Anfiteatro delle Cascine: Bandabardò ed Elisa


L’amatissima formazione fiorentina capitanata dal vocalist Enrico Greppi torna mercoledì 12 luglio sul palco delle Nozze di Figaro per la presentazione dell’ultimo album Mojito Football Club, album che il gruppo stesso definisce come «un disco per noi, per l'emozione che incameriamo e scambiamo suonando, ballando e viaggiando».. La Bandabardò nasce nel 1993 a Firenze su impulso di Enrico Erriquez Greppi, chitarrista italo-francese, già vocalist dei Vidia. Sin dagli esordi Erriquez cerca di dare al gruppo il suono delle "cantate tra amici", con prevalenza degli strumenti acustici e della coralità contagiosa. Nel 1996, dopo una serie di tour in Italia e Francia, incidono "Il Circo Mangione", primo album per la Cockney music, che vale loro ottime recensioni. Nel 1998 esce Iniziali BB (secondo volume del circo mangione), per la Ricordi. Nel 2000 è la volta di Mojito Football Club, album che la Banda stessa definisce come «un disco per noi, per l'emozione che incameriamo e scambiamo suonando, ballando e viaggiando».
Alle Cascine venerdì 14 luglio approda nientemeno che Elisa, indiscusso astro nascente della scena pop rock italiana, e non solo. Grazie alle grandi doti vocali, Elisa non ha impiegato molto infatti ad attirare l’attenzione delle platee internazionali, conquistando una fama addirittura superiore a quella raccolta tra gli italici confini. Elisa è l'ultima di una lunga serie di talenti vocali e di straordinari autori di canzoni ad emergere in questi anni dall'Italia. Ancora più singolare è che Elisa scriva e canti le sue canzoni in inglese con grande scioltezza e predisposizione, grazie ad un amore sviscerato per la lettura in lingua originale delle poesie di Rudyard Kipling e Jim Morrison. Una bambina prodigio prima e ora una cantautrice matura, nel corso dei suoi 22 anni Elisa ha fatto cabaret, ha suonato con una grande orchestra swing, con un gruppetto punk, come artista solista nei piano-bar della sua zona e ora con un gruppo tutto per sé. Nata e cresciuta nel nord-est italiano (Monfalcone, provincia di Gorizia), Elisa descrive la sua città come culla di una vivace scena musicale ispirata dalle influenze culturali provenienti dalla sua particolare posizione, quasi un punto d'incontro tra l'Europa del Nord e quella dell'Est. Monfalcone (e Papariano, il paesino in cui Elisa si è, di recente, trasferita) è vicino alla frontiera italiana con l'Austria e con la Repubblica Slovena, una sorta di crocevia culturale dove le tensioni dei Balcani incontrano la relativa stabilità dell'Europa occidentale. Dopo la firma del contratto discografico, Elisa ha trascorso due periodi di registrazione a Berkeley, California, dove ha scritto parte delle canzoni del suo primo album. Il primo singolo tratto da questo album, "Sleeping in your hand", è stato pubblicato in Italia alla fine di maggio e in numerosi paesi europei alla fine di agosto del '97. Il titolo dell'album rappresenta due estremi della sua personalità. E' stato prodotto da Corrado Rustici, ben noto per i suoi lavori, tra gli altri, con Zucchero e Whitney Houston. L'album rivela un impressionante talento, unito ad una notevole maturità, per la composizione musicale e la scrittura dei testi, da parte di Elisa. Tra le influenze musicali di Elisa ci sono cantautrici contemporanee come PJ Harvey, Tori Amos e Bjork, che le hanno fornito ispirazione con i loro testi dal cuore aperto, e giganti del jazz e del r&b come Aretha Franklin, Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan che hanno ispirato il suo fraseggio vocale, personale e straordinariamente maturo. Tra l'uscita di "Pipes & flowers" e oggi Elisa ha riflettuto a lungo sulla direzione da dare alla sua musica, peraltro senza mai smettere di comporre. Si è spostata all'estero (ha vissuto a Londra per alcuni mesi), ha incontrato importanti produttori e musicisti (Howie B., Roberto Vernetti, Leo Z; Paul Cook Chris Taylor e altri ancora) che, impressionati dal suo talento, hanno voluto collaborare con lei per il suo secondo disco. Che s'intitola "Asile's world", ovvero "Il mondo di Asile", parola quest'ultima che letta al contrario non dà altro che il nome di Elisa.

Redazione Nove da Firenze