A Firenze parole di una professoressa contro Liliana Segre

Flc Cgil: “Esprimiamo sgomento e sconcerto. Grazie agli studenti per la reazione. Siamo a disposizione per iniziative sui temi della memoria e dell’antifascismo contro la pervasiva diffusione di idee revisioniste”. Toccafondi (IV): “Sconcertante quanto accaduto alla scuola media Mazzanti. Se confermato l’insegnante cambi lavoro, è incompatibile con la scuola. Bravi i ragazzi e i genitori che non sono rimasti indifferenti.” Mercoledì 5 febbraio concerto di Michele Gazich al Teatro Niccolini


Firenze, 31-1-2020- “Liliana Segre cerca pubblicità”. Lo avrebbe detto ai suoi alunni, durante le celebrazioni della Giornata della Memoria, un’insegnante di una scuola media di Firenze, secondo quanto si legge dalla stampa. SI tratterebbe di un’insegnante della scuola media Mazzanti di Firenze

"Non possiamo che condannare qualsiasi parola contro una donna degna di ammirazione come Liliana Segre e qualsiasi intento che intenda relativizzare tragedie come la Shoah o sminuire veleni come antisemitismo, razzismo e fascismo -dichiarano dalla Flc Cgil Firenze- Ci sgomenta poi il fatto che a pronunciare quelle inaccettabili parole riportate dalla stampa sia stata una docente, una figura che dovrebbe formare i ragazzi e le ragazze nella scuola basata sulla Costituzione nata dall’antifascismo. Teniamo a dire però anche che ci conforta che siano stati i ragazzi stessi ad accorgersi delle parole fuori luogo della professoressa e a denunciarle ai genitori, che opportunamente si sarebbero poi mossi con la dirigenza scolastica. Ringraziamo ragazzi e genitori, ci sono anticorpi: bene. Noi, sulla scia di quanto facciamo da anni, dalla campagna #D12 per lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste al premio dedicato al partigiano Silvano Sarti rivolto agli studenti, siamo a disposizione per qualunque ulteriore iniziativa di promozione della memoria e dei valori democratici e antifascisti nelle scuole, valori quanto mai necessari per contrastare la sempre più pervasiva diffusione di idee negazioniste o revisioniste, evidentemente anche tra chi - come docente - dovrebbe esserne immune".

"Quanto accaduto lunedì nella scuola media Mazzanti di Firenze, durante la giornata della memoria, sconcerta per quello che viene riportato, per quanto detto ai ragazzi e per l’assoluta assenza di attenzione educativa. Voglio però sottolineare un aspetto positivo della vicenda: il resto della scuola che non è rimasto indifferente. I ragazzi che hanno reagito, i genitori che non hanno lasciato perdere e i docenti e il dirigente che hanno affrontato il caso. Se poi quanto scritto verrà confermato, quell’insegnante dovrà lasciare il mondo della scuola e cambiare lavoro, perché incompatibile con l’insegnamento." Questo quanto dichiarato stamani durante un’intervista a Lady Radio dal deputato fiorentino di Italia Viva Gabriele Toccafondi, in merito alla notizia "Tutto questo deve far riflettere tutti, ma soprattutto in Parlamento e al Ministero anche sul ruolo dell’insegnamento, che non tutti sono in grado di fare. Per diventare insegnanti occorre un percorso formativo e selettivo vero e una valutazione periodica, perché non tutti possono fare questo mestiere.” Ha affermato ancora il deputato "Ringrazio Liliana Segre per quanto sta facendo. - ha concluso Toccafondi - Questo episodio ci dimostra ancora di più che il percorso educativo è fondamentale, non solo per i ragazzi, ma per tutti."

Tra le iniziative promosse dall’Ateneo in occasione del Giorno della Memoria 2020, mercoledì 5 febbraio (ore 21 - Teatro Niccolini, via Ricasoli, 3) è in programma il concerto "Temuto come grido, atteso come canto" del musicista e poeta Michele Gazich, accompagnato da Marco Lamberti. Il concerto sintetizza il percorso del poeta e compositore nel mondo ebraico: il programma include brani dall’ultimo ciclo di canzoni di Gazich, pubblicato nel 2018 in occasione dell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali e dedicato agli ebrei deportati nel 1944 dall’isola-manicomio di San Servolo a Venezia. Nelle canzoni, frutto di un appassionato lavoro di ricerca, si valorizza e riscopre la parlata giudeo-veneziana, pressoché cancellata dalla violenza dei carnefici. La performance - in cui sarà anche eseguita “Dia de Shabat”, che si ricollega alla tradizione sefardita – avrà al suo centro l’inedita “Argon”, declinazione in musica e versi dell’omonimo racconto di Primo Levi, composta in occasione del centenario della nascita dello scrittore. A conclusione del programma “Il latte nero dell’alba”, dedicata al poeta Paul Celan. Legato insieme alla musica classica e alla tradizione popolare, Gazich è attivo dall’inizio degli anni Novanta: con il suono del suo violino è stato protagonista di vari tour negli Stati Uniti e in Europa, collaborando con formazioni sinfoniche e con il mondo dei cantautori italiani e USA. L’ingresso al concerto è libero fino ad esaurimento posti.

Redazione Nove da Firenze