1938-2018: 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali

Martedì un convegno a Palazzo Vecchio con Liliana Segre. Incontro pubblico anche a Rignano il 24 novembre. Prorogata la mostra a San Rossore


La senatrice a vita Liliana Segre a Palazzo Vecchio per parlare di razzismo, Shoah antifascismo e indifferenza a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali volute da Benito Mussolini. Ancora oggi si discute delle responsabilità personali del capo del fascismo, di come cominciò, un po’ alla volta, la costruzione del nemico, la messa al bando degli ebrei e di come reagì a tutto questo la popolazione non ebrea. Martedì nel Salone dei Cinquecento si parlerà di questo e molto altro nell’ambito del convegno dal titolo ‘1938-2018, ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali. La difesa della razza e la costruzione del nemico’, che si terrà dalle 9.30 alle 18.30 e si aprirà con i saluti istituzionali tra cui ci sarà il saluto dell’assessore alle Pari opportunità Sara Funaro.

“Firenze è felice di ospitare la senatrice a vita Liliana Segre - ha detto l’assessore Funaro- una grande donna sopravvissuta all’eccidio nazista: deportata ad Auschwitz, visse l’orrore di quel campo di concentramento, dove perse suo padre. Vittima dell’odio dell’Italia fascista, ascolteremo con grande interesse la testimonianza della senatrice a vita Segre, fortemente impegnata per sensibilizzare gli studenti su temi come l’intolleranza, il razzismo e l’antisemitismo. È un grande piacere averla con noi”. “Tenere viva la memoria è fondamentale - ha continuato - e lo è soprattutto a partire dai banchi della scuola, la quale è un presidio fondamentale per il nostro futuro perché più si raccontano ai nostri ragazzi le memorie storiche e più si riuscirà a crescere giovani consapevoli”. “Vorrei ringraziare la Fratellanza militare, il Sindacato degli avvocati di Firenze e l’Associazione avvocati matrimonialisti italiani - ha concluso l’assessore -, che a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali hanno organizzato questo convegno che ci offre l’occasione per riflettere su temi importanti come l’odio razziale e le discriminazioni, che in passato hanno portato a tragedie che non vanno assolutamente dimenticate. Gli episodi di intolleranza e odio, che sono inaccettabili, purtroppo sono realtà ancora oggi. Spetta a noi il compito di tenere alta l’attenzione e vivo il ricordo di quanto avvenuto in passato perché non si ripeta”.

Era il 18 settembre 1938 quando Mussolini annunciò dal palco di piazza Unità, alla folla triestina in tripudio, che per risolvere il problema ebraico “occorre una chiara, severa coscienza razzista che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorità nettissime”. Le leggi razziali del fascismo emanate tra il 1938 ed il 1942, ebbero un forte impatto sulla società italiana, escludendo gli appartenenti alla minoranza di religione ebraica da scuole, università, luoghi di lavoro. Furono migliaia e migliaia le persone private dei diritti fondamentali, fino alla tragedia della deportazione nei campi di sterminio, dai quali pochi tornarono. Nell’Italia fascista non ci furono proteste pubbliche contro la persecuzione antisemita e solo in rari casi i designati a prendere i posti lasciati da cittadini ebrei nelle università, nelle scuole, nella burocrazia rifiutarono di approfittare della situazione. Specie poi durante la guerra, molte persone aiutarono concittadini ebrei a sfuggire all’arresto e alla deportazione con una serie di piccoli atti di solidarietà individuali, senza riuscire però a costruire una consapevolezza critica e collettiva di quello che stava accadendo. Il convegno, organizzato dalla Fratellanza militare, dal Sindacato degli avvocati di Firenze e dall’Associazione avvocati matrimonialisti italiani con il patrocinio del Comune e della Regione Toscana, ha l’obiettivo di approfondire che cosa successe in quegli anni, come sono nate le leggi razziali, come sono state accolte e quali conseguenze hanno prodotto.

“Grazie al Comune di Firenze, alla Regione Toscana e alla professoressa Liliana Segre per l’entusiasmo dimostrato nell’accettazione di questa proposta di riflessione - hanno detto il segretario generale del Sindacato avvocati Alessandro Mori e il presidente AMI Toscana Gianni Baldini -. In un momento così difficile e delicato nella storia del nostro Paese, siamo convinti che solo la conoscenza può essere l’antidoto per evitare che la storia non si ripeta”.

Sabato 24 novembre in Sala Consiliare di Rignano sull'Arno la Sezione ANPI Rignano-Reggello in collaborazione con I.S.R.T. e con il patrocinio del Comune di Rignano sull'Arno promuove un incontro su "Il razzismo che diventa legge". Il programma prevede l'introduzione di Alessandro Valgimigli, un intervento della storica Marta Baiardi e la testimonianza di Ugo Caffaz.

Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, sentita la disponibilità della Fondazione Museo della Shoah di Roma, ha espresso la volontà di prorogare la mostra itinerante “1938 – La Storia” fino a domenica 2 dicembre. La prosecuzione della mostra è stata decisa in considerazione del successo ottenuto in termini di affluenza di visitatori, in particolare di scolaresche (700 studenti circa) che, grazie anche alla collaborazione tra l’Ente Parco e l’A.N.P.I. di Pisa, hanno visitato la mostra nel mese di Ottobre. L’orario di apertura della Mostra:

- il Sabato e la Domenica dalle ore 10.30 alle ore 16.30 (ingresso libero).

- dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 (ingresso su prenotazione).

La mostra è ospitata all’interno della Sala “G. Gronchi”. L’iniziativa si colloca all’interno dell’evento “San Rossore 1938” proposto dall’Università di Pisa in collaborazione con la Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Scuola IMT Alti Studi Lucca. La mostra si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni, dell’Attività Culturali e del Turismo, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e della Comunità Ebraica di Roma. Organizzazione generale: C.O.R. Creare Organizzare. La mostra è a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger. Uno sguardo particolare su uno dei periodi più bui della storia d’Italia (1938-1943), quello in cui il governo di un paese che si considerava “civile” ha violentemente calpestato i diritti di una parte dei suoi cittadini. Tutte le persone di origini ebraica, considerate inferiore dal punto di vista “biologico”, vennero infatti escluse da ogni ambito della società nazionale. Questo tragico capitolo di storia verrà ricordato attraverso fotografie, manifesti, documenti, giornali, in gran parte inediti e originali, relativi all’intera realtà nazionale, provenienti da numerosi archivi e collezioni private.

Redazione Nove da Firenze