Rubrica — Agroalimentare

Una giornata di confronto sul settore dell’agriturismo nell’anno del Covid-19

Il 19 novembre un evento promosso da Arezzo Fiere e Congressi, patron della storica fiera. Dal mattino al pomeriggio un programma con una serie di interventi per capire quale sarà il futuro. Cia Toscana: "Lo stop alle 18 ad agriturismi equivale alla chiusura dell'attività"


AgrieTour: l’agriturismo non si ferma. E’ questo il titolo della giornata di lavoro che Arezzo Fiere e Congressi, organizzatore del Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale, ha organizzato per il 19 novembre, on line. Il Salone avrebbe segnato quest’anno l’edizione numero 19 ad Arezzo Fiere e Congressi. Causa Covid-19 la fiera è saltata, come tante altre, tuttavia non del tutto. Punto di riferimento del settore, il più importante a livello nazionale nell’offerta di incontri rivolti esclusivamente al mercato professionale, AgrieTour quest’anno riparte da un confronto che metterà insieme i principali attori della filiera che fino al 2019 aveva continuato a segnare punti di crescita superando di gran lunga quota un miliardo di euro di fatturato.

«Come fiera di riferimento del settore ce lo siamo sentiti come un dovere quello di organizzare un evento per continuare a confrontarci e magari capire anche come approcciarsi in futuro agli operatori in un anno in cui la pandemia ci ha costretti a rivedere tutta la quotidianità – commenta l’Amministratore Unico di Arezzo Fiere, Sandra Bianchi – ecco quindi che, anche raccogliendo gli stimoli dei nostri storici partner, il 19 novembre saremo comunque presenti in maniera virtuale con dei seminari e un momento di discussione al quale parteciperanno i protagonisti di questa filiera che da sempre hanno contribuito al successo di AgrieTour e dell’agriturismo italiano con l’intento di lanciare un messaggio di continuità, di speranza per una speriamo ripartenza più forti di prima».

Un programma che prenderà il via dal mattino (in diretta streaming sulla pagina Facebook di AgrieTour) e che vedrà vari momenti. Il primo in particolare sarà una tavola rotonda con alcuni interventi istituzionali, da parte delle categorie del settore e dei principali partner di AgrieTour con i racconti degli operatori (offerta e domanda) per capire come hanno reagito a quest’anno particolare e come pensano di organizzarsi per il futuro (è stato invitato, tra gli altri, anche il Ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova). Nel pomeriggio è previsto un seminario tecnico, sulla scia dello storico format di AgrieTour, a cura di Agrigiochiamo, con il coinvolgimento di altre significative esperienze e dal titolo “Agriturismo e fattoria didattica 2030, i nuovi bisogni e le sfide della sostenibilità”, riguarderà il tema dei nuovi bisogni cui gli agriturismi e le fattorie didattiche si troveranno a dover far fronte in epoca post Covid-19 rispetto alle mutate esigenze del mondo della scuola e di quello della famiglia a partire proprio dal ruolo fondamentale che il settore può rivestire nella transizione ecologica dell'Agenda 2030.

Il nuovo Dpcm affossa agriturismi ma anche aziende agricole, vitivinicole e tutte quelle che riforniscono la ristorazione (vino, olio, carni, carni, formaggi, ortofrutta e gli altri prodotti di qualità). E’ necessario – sottolinea la Cia Toscana – prevedere un ristoro economico anche per questo settore. Lo stop alle 18 previsto dal nuovo Dpcm per le migliaia di strutture agrituristiche toscane e nazionali equivale alla chiusura delle attività, che non potranno sostenere i costi di apertura con i soli proventi del pranzo, i cui introiti nei giorni feriali hanno incidenza molto ridotta rispetto a quelli determinati dalla fascia oraria 18-21.

«Gli agriturismi della nostra regione sono pesantemente colpiti – sottolinea il presidente di Cia Toscana, Luca Brunelli –, ma ad essere danneggiato è l’intero sistema agroalimentare, le aziende agricole che forniscono prodotti alimentari ai ristoranti e canali Horeca, a causa di quanto deciso con l’ultimo Dpcm. Per questo è necessario che il ristoro economico che interesserà i ristoranti costretti alla chiusura, interessi anche le aziende agricole che quella ristorazione la riforniscono quotidianamente, e che da oggi non avranno più questa entrata economica principale».

Redazione Nove da Firenze