Uffizi Diffusi, la Villa Medicea dell'Ambrogiana da manicomio a perla d'arte

Montelupo: oggi il sopralluogo del Presidente della Regione Toscana Giani assieme al direttore degli Uffizi Schmidt e alla giunta comunale all'ex ospedale psichiatrico giudiziario. Assieme alla Villa di Careggi e alle Terme del Corallo di Livorno è uno dei cardini del progetto


Oggi è stato un momento importante nel percorso che condurrà al recupero della Villa Medicea dell’Ambrogiana nell’ambito dell’idea degli Uffizi Diffusi.

Il sopralluogo del Presidente della Regione Eugenio Giani è stato l’occasione per aprire le porte di questo luogo a tanti esponenti politici e tecnici per cominciare a ragionare concretamente del progetto.

Erano presenti i sindaci dell’Empolese Valdelsa, il vicedirettore del Demanio Alessio Casci, l’architetto Gabriele Nannetti della Sovrintendenza, membri del consiglio comunale di maggioranza e di opposizione, oltre ovviamente al sindaco Paolo Masetti a alla sua giunta, ad Eugenio Giani ed Eike Schmidt direttore degli Uffizi. Presenti il consigliere regionale Enrico Sostegni e il senatore Dario Parrini.

Nel 2017 il Demanio, proprietario dell’immobile, aveva firmato un protocollo d’intesa con Comune e Regione Toscana finalizzato alla valorizzazione del complesso mediceo.

Il Presidente Giani oggi ha parlato della necessità di prevedere un protocollo d’intesa più ampio connesso al progetto degli Uffizi Diffusi, una grande opera di recupero per l’Ambrogiana che per Giani va incontro alla vocazione naturale del luogo.

«Una villa medicea bellissima, l’unica con l’accesso diretto sull’Arno, potrà essere restituita, dopo essere stata per anni sede di un ospedale psichiatrico giudiziario, a una funzione più consona: un luogo vocato ad ospitare bellezza. Condividiamo pienamente l’idea proposta da Eike Schmidt di Uffizi che non siano più solo la Galleria di Firenze, ma divengano la Galleria della Toscana.

Paolo Masetti, sindaco di Montelupo, è riuscito ad accendere i riflettori su questo luogo e sul futuro della Villa, come una delle sedi centrali degli Uffizi Diffusi.

Devo dire che assieme a Schmidt condividiamo l’obiettivo di realizzare questo progetto che rappresenta l’esempio più classico di quello che sono gli Uffizi Diffusi. Fra le tante proposte di luoghi che potranno accogliere le opere non esposte della Galleria, l’Ambrogiana rappresenta l’esempio più emblematico. L’incontro di oggi è una tappa importante del percorso per arrivare a stipulare un protocollo d’intesa che concretizzi questa idea per cui Eike Schmidt passerà alla storia.

L’Ambrogiana, la Villa di Careggi e le Terme del Corallo di Livorno sono tre cardini del progetto. Ovviamente l’intervento che potrà partire per primo è quello di Careggi, che spero di vedere concluso per il 2024, ma io sono ottimista anche per quanto concerne Montelupo».

Eike Schmidt ha messo in luce come l’idea degli Uffizi Diffusi arrivi da lontano e ha accennato alle opere che potranno trovare una collocazione a Montelupo.

«L’idea degli Uffizi diffusi non è nostra, ma di Cosimo I de'Medici e di Anna Maria Luisa de'Medici, che il 31 ottobre 1737 lega il patrimonio mediceo alla Toscana e alla sua capitale. Questa è la vocazione della Galleria e questa idea ci consentirà di dare visibilità alle tante opere conservate nei nostri depositi, che potranno tornare nei loro luoghi originari.

Qui all’Ambrogiana fra il 1600 e il 1700 si trovavano centinaia di opere e questo è il luogo giusto dove riportarle. Il nostro parte proprio dalla rinascita di due luoghi simbolo: la villa dell’Ambrogiana e la villa di Careggi.

Arricchendo le collezioni con opere che possano raccontare la storia del luogo, collegate, nel caso concreto, con Ferdinando I e Cosimo III de'Medici.

Io sono sempre molto ottimista. L’idea degli Uffizi Diffusi è antica e possiamo finalmente attualizzarla.

Non mi scoraggio e credo che ci siano le condizioni per raggiungere questo obiettivo importante in tempi relativamente brevi. In questi anni qualcosa si muove e quindi noi ci impegniamo per accelerare i tempi, consapevoli che ci siano interventi da fare sulla villa; per questo siamo già al lavoro per predisporre i progetti e avviare l’attività di reperimento dei finanziamenti»

Per il primo cittadino di Montelupo, Paolo Masetti il progetto degli Uffizi Diffusi ha il merito di rilanciare un intero territorio e l’Ambrogiana può essere un attrattore anche per tutti i comuni dell’area.

«Si tratta di cambiare approccio alla cultura, valorizzando l’intero sistema Toscana e mettendo sempre più in connessione i territori; Firenze continuerà a rivestire il suo ruolo di grande attrattore e di questo progetto tutti i territori potranno beneficiarne in un’ottica di collaborazione reciproca, con un occhio particolare ai flussi turistici che prima o poi torneranno a muoversi.

In sintesi si tratta di un’importante operazione culturale: disseminare la Toscana di arte e bellezza.

Uno dei punti focali sarà proprio Montelupo con la sua Ambrogiana, un luogo che per anni ha rappresentato detenzione, dolore e sofferenza.

La presenza di tutti i sindaci, di Alessio Falorni come Presidente dell’Unione, di Giacomo Cucini, delegato alla cultura e di Brenda Barnini sindaco di Empoli e vicesindaco metropolitano da ancora maggiore corpo a questa visione: siamo abituati a cooperare e sostenere i progetti strategici senza soluzione di continuità. Credo che questa sia la forza del nostro territorio. Presenze imprescindibili sono sicuramente il Demanio proprietario dell’immobile e la Sovrintendenza interlocutore cruciale per questa operazione.

Ringrazio davvero Eugenio Giani per aver individuato nel recupero dell’Ambrogiana il simbolo degli Uffizi Diffusi. Ovviamente sono grato a Eike Schmidt per l’idea che sta sviluppando e per il lavoro che sta portando avanti giorno dopo giorno. Credo che tutti insieme potremo davvero fare grandi cose».

Redazione Nove da Firenze