Treno della memoria: la Shoah vista nei campi di sterminio

La voce degli studenti in Polonia. Enrico Rossi domani a Cracovia per il Citizen Dialogue con il vice della Commissione Ue Timmermans. Barni: "Educazione, conoscenza e spirito critico contro la costruzione dell'odio". Giornata della Memoria: tanti eventi in Toscana


Lo dicono a più riprese, lo dicono tutti i giovani uscendo dal campo di Birkenau o dal museo di Auschwitz. Aver studiato sui libri il sistema dell'orrore, per quanto in modo approfondito, non è stato come averlo visto con gli occhi, averlo sentito addosso, averlo vissuto. Erano preparati certo, perché durante i due anni di studio i prof li hanno avvertiti che sarebbe stata un'esperienza dura, sia dal punto di vista fisico che mentale. Ma non pensavano così terribile. Il filo spinato ghiacciato, Eden Donitza, quinta liceo scientifico Ulisse Dini di Pisa, non ha potuto toglierselo dalla testa, e si è addormentata pensando a quell'immagine. Il freddo indescrivibile, i lunghi binari, Eden non li dimenticherà mai.

"Posso dire che se una cosa non la vedi con i tuoi occhi non la puoi capire fino in fondo - dice Lavinia Vestri, quarto anno dell'Istituto Tecnico Redi di Montepulciano (SI) - Per tutti questi anni abbiamo studiato la Shoah e le atrocità che hanno colpito gli ebrei, però non avevamo capito davvero cosa volesse dire il campo di concentramento finchè non l'abbiamo visto". Le suppellettili e le scodelle che i deportati si erano portati da casa pensando che fossero utili. Lavinia non riesce a scordare quelle. "Ho pensato alle loro speranze - racconta - di poter mangiare o di poter trascorrere quel tempo con un piccolo pezzo di casa, qualcosa di familiare. E invece è stato tutto annientato". L'hanno colpita anche i disegni che le madri avevano fatto per i loro bambini per rassicurarli un po'. "Ho pensato all'amore e alo strazio di una mamma che ha potuto solo questo per i propri figli: dare loro un disegno, non la salvezza".

"Mi sono resa conto - aggiunge Giulia Pasqualoni anche lei del quarto anno del Redi di Montepulciano - di quanto siano importanti tante cose che noi abbiamo la fortuna di avere e che diamo per scontate: una casa calda, vestiti adeguati, cibo. Uscendo dal campo ho capito quanto valgono per chi non li ha".

"Questa esperienza rimane nel cuore e nella testa per sempre - osserva Luisa Xu, ultimo anno dell'Istituto Dagomari di Prato - Provo dolore dopo quello che ho visto e che ho voluto vedere perché questo viaggio l'ho voluto molto. Come potevano, penso, essere felici e provare piacere nel torturare e uccidere in questo modo altri esseri umani. Mi rimmarà nel cuore un'altra cosa, la preghiera ebraica cantata nel gelo di Birkenau. Sentirla in quel luogo è stato indimenticabile".

"A casa mi porterò tanta conoscenza in più, tanti ricordi - dice Nancy Bogdan, quarto anno del Gramsci Keynes di Prato - ma anche tanta tristezza per quello che ha vissuto il mio popolo sinti".

L'auspicio degli insegnanti che hanno lavorato con gli studenti per un anno e più per prepararli al viaggio della memoria, è che questa esperienza per quanto forte e perfino scioccante, non resti confinata nella conoscenza, ma diventi azione.

"Questo progetto ha una valenza educativa altissima - riflette Annalisa Mistichelli, prof dell'Isituto Dagomari di Prato - e la storia va riletta. E' quindi importante che come scuola e istituzioni si trasferisca la curiosità verso l'impegno quotidiano. Sicuramente quando tornerò a casa creerò una rete tra i giovani di tutte le scuole perché non smettano di pensare, di rielaborare e tradurre in azione ciò che hanno pensato. Dobbiamo riumanizzare la storia perché non sia una lezione sterile, ma aiuti i ragazzi a essere protagonisti nuovi della storia, consapevoli, capaci di rispetto, di solidarietà, amanti della libertà".

Imparare dal passato per capire il futuro: questo l'obiettivo del "Citizen Dialogue", dialogo con i cittadini sul futuro dell'Europa, l'evento che domani, mercoledì 23 gennaio, si svolgerà all'Auditorium Maximum dell'Università Jagelloniam a Cracovia, nell'ambito delle manifestazioni per il Treno della memoria. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi con il vice vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans, risponderà alle domande del pubblico e degli studenti italiani e polacchi. L'evento, dalle 11.30 alle 14, sarà preceduto da un incontro preparatorio. A seguire, il dibattito vero e proprio. Insieme al presidente Rossi e a Frans Timmermans ci saranno il vice sindaco di Cracovia Boguslar Kosmider, il Rettore dell'Università Jagellonian Woiciech Nowak, Tatiana e Andra Bucci e Lidia Maksymowicz, sopravvissute ad Auschwitz, Giovanni Gozzini, ordinario di storia all'Università di Siena e Dominika Wielowieys, giornalista Tv polacca. L'incontro è suddiviso in due diverse brevi sessioni. La prima, dal titolo "Imparare dal passato", vedrà approfondimenti degli storici e testimonianze del sopravvissuti, sia italiani che polacchi. La seconda parte, "Capire il futuro", vedrà sul palco Timmermans e Rossi che risponderanno alle domande del pubblico.

"La visita ad Auschwitz è la tappa di un percorso iniziato un anno prima con la formazione dei docenti. Noi non siamo qua solo per commemorare e mettere corone, ma per fornire ai ragazzi la conoscenza su ciò che è stato. Soprattutto per fornire loro quegli strumenti di pensiero critico che li possano aiutare a giudicare". La vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni lo sottolinea, uscendo dal Museo di Auschwitz, al termine della cerimonia davanti al Muro della Morte dove anche la Regione Toscana ha portato, come ogni volta, la sua corona di fiori. "Per questo - continua Barni - ho centrato il mio intervento ieri a Birkenau durante la cerimonia dei nomi, su tre aspetti principali: l'educazione, la conoscenza e la costruzione dello spirito critico". Educazione come chiave fondamentale per la costruzione dei nuovi cittadini e la nuova classe dirigente, spiega la vicepresidente. "Importante poi il tema della conoscenza - prosegue - perché troppo spesso si abbina la Shoah all'operato di mostri, cioè qualcuno che è distante da noi e costruiamo un muro tra noi e loro. Ma quello che è stato non è solo opera di mostri, è anche e soprattutto il frutto di un disegno perfettamente strutturato che ha coinvolto la burocrazia e stamani l'abbiamo visto: i registri delle persone, degli oggetti, i capelli, tutto doveva essere schedato e riutilizzato anche a fini di sostegno dell'economia. Mai fermarsi quindi all'affermazione – dice ancora - che chi ha perpetrato questo abominio fossero dei mostri, ma andare oltre e capire le ragioni profonde e il disegno che si voleva seguire. Non a caso ieri ho parlato di ‘stato giardiniere', uno stato, cioè, che vuole eliminare le erbacce e che lo fa con un disegno scientifico, facendo sì che quelle erbacce possano servire fino in fondo". Ultimo tema, quello legato alla costruzione dello spirito critico nei ragazzi: "perché devono sempre tenere gli occhi aperti – afferma Barni – e, come ci dice Primo Levi, far sì che la storia non si ripeta perché non pensate che quell'orrore non possa tornare, può tornare in forme diverse, usando capri espiatori diversi, ma il meccanismo è sempre lo stesso: si individua un capro espiatorio, si costruisce un clima di sospetto e di odio e questa mattina lo abbiamo visto benissimo nel padiglione israeliano del Museo, nel quale una stanza era interamente dedicata al tema della costruzione dell'odio attraverso le parole e le azioni. Poi, una volta trovato il capro espiatorio e un contesto favorevole, si va oltre, ma a quel punto le condizioni si sono create ed è facile. Per questo - conclude Monica Barni - anche con il presidente Enrico Rossi abbiamo invitato i giovani a non essere indifferenti, a scegliere in m odo consapevole , perché le scelte di ognuno di noi sono importanti. I nostri giovani devono essere partigiani della memoria".

Giornata della Memoria: gli incontri per non dimenticare

Tanti gli incontri per non dimenticare le deportazioni e celebrare la Giornata della Memoria.

La persecuzione razziale, dalle premesse normative agli effetti concreti sulle istituzioni che le accettarono e sulle vite di chi le subì. In occasione del Giorno della Memoria, l’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, in collaborazione con l’Università di Firenze, organizza giovedì 24 e venerdì 25 gennaio “L’invenzione della razza. L’impatto delle leggi razziali in Toscana”, iniziativa che conclude idealmente la ricorrenza degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia celebrata lo scorso anno. Il convegno si aprirà giovedì 24 gennaio, alle ore 15.30 nell’Aula Magna dell’Ateneo fiorentino (piazza San Marco, 4 - Firenze). Dopo la relazione introduttiva di Michele Sarfatti, seguiranno quelle sulla legislazione antiebraica e sui precedenti normativi di Paolo Caretti e Saverio Gentile. Una parte del convegno sarà dedicata alle memorie della persecuzione, con interventi e testimonianze di Lionella Neppi Modona Viterbo, Gigliola Sacerdoti Mariani, Daniele Olschki e Ida Zatelli. Il convegno proseguirà venerdì 25 gennaio (dalle ore 9.30, sede della Colombaria - via Sant’Egidio, 23 Firenze) con un focus sull’applicazione delle leggi razziali in Toscana. La prima sessione, coordinata da Francesco Margiotta Broglio, sarà dedicata all’impatto delle leggi razziali su istituzioni, economia e società. Nel pomeriggio, Maurizio Torrini presiederà quella dedicata all’impatto su scuola, istituzioni culturali e università e sugli studenti e i docenti vittime delle leggi razziali. Il programma completo dell’iniziativa è disponibile online.

Nei giorni successivi, proseguiranno per l’Università di Firenze le iniziative per il Giorno della Memoria. Lunedì 28 gennaio, alle 9, il rettore Luigi Dei ricorderà gli universitari fiorentini allontanati da aule e cattedre a seguito delle leggi razziali, davanti alla lapide che si trova nell’atrio del Rettorato, con la deposizione di una corona di alloro (piazza San Marco, 4). A seguire, in Aula Magna, la Compagnia teatrale universitaria ‘Binario di Scambio’ diretta da Teresa Megale, terrà una lettura intitolata “Etty, cuore pensante”, tratta dai diari della deportata olandese Etty Hillesum, scritti tra il 1941 e il 1942. L’intervento, con la regia di Stefania Stefanin, sarà accompagnato al violino da Gabriele Centorbi, direttore dell’Orchestra dell’Ateneo.

A una vicenda storica poco nota la fuga di circa 18.000 ebrei europei verso la Cina durante gli anni ’30, sarà dedicata poi la mostra “Ebrei in Cina durante il secondo conflitto mondiale. Shanghai, città rifugio dalle persecuzioni razziali”, organizzata dall’Istituto Confucio presso l’Università di Firenze, in collaborazione con l’insegnamento di lingua e letteratura Ebraica Unifi tenuta da Ida Zatelli, il Center of Jewish Studies di Shanghai, lo Shanghai Jewish Refugees Museum e la Comunità Ebraica di Firenze e con il patrocinio del Comune di Firenze. L’esposizione verrà inaugurata giovedì 31 gennaio, alle ore 15.30, presso la Colombaria (via Sant’Egidio, 23). La mostra, che sarà visibile fino al 28 febbraio 2019, propone un’accurata documentazione – tra lettere, testimonianze e fotografie – che illustra le vicende e la vita degli ebrei nel quartiere di Hongkou a Shanghai. All’inaugurazione si accompagnerà un convegno - sempre alle 15.30 - che racconterà la storia millenaria degli ebrei in Cina e le vicende che portarono gli ebrei da tutta Europa verso l’unico porto al mondo pronto ad accoglierli senza visto. Maggiori info sul convegno e sull’esposizione sono disponibili online.

Martedì 29 gennaio 2019 alle ore 17, presso la Casa di Dante in via Santa Margherita 1, presentazione del libro 'Danusia' di Dana Szeflan Bell. Interventi di Michele Brancale, Annalisa Macchia e Francesco Todaro (traduttore del libro, edito da Ladolfi). Coordina Giuseppe Baldassarre. Sarà proiettato un video con un messaggio dell'autrice: "I ragazzi ascoltavano partecipi. Rivivevo la mia infanzia con mio nipote lì, seduto tra quei bei bambini: vedevo nei loro volti una generazione che non avrebbe più avuto testimoni di ciò che accadde a me, o di sofferenze come la mia". L'appuntamento è promosso da 'Pianeta Poesia'.

In programma venerdì 25 gennaio (ore 21) al Teatro delle Arti di Lastra a Signa, “Zingari lager” di Teatro Bertolt Brecht svela una delle pagine meno conosciute della storia recente. Scritto da Alessandro Izzi e diretto da Maurizio Stammati, lo spettacolo vede in scena lo stesso Stammati, affiancato dai musicisti Marian Serban, Petrika Namol e Mitika Namol. Biglietti 15/13/8 euro, riduzioni per per over 65, under 26, soci Coop, soci BCC, soci Biblioteca Comunale e Amici del Museo Caruso. Prevendite online su www.boxofficetoscana.it e www.ticketone.it e nei punti vendita dei circuiti Boxoffice Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita, compresa la Coop Lastra a Signa. Per chi lo desidera, la sera dello spettacolo dalle 19.45, c’è l’aperitivo teatrale, con buffet e drink 6 euro (prenotazione consigliata entro il giorno precedente lo spettacolo - 055 8720058 - 331 9002510 teatrodellearti.lastraasigna.fi@gmail.com). Come di consueto, è disponibile su prenotazione un servizio navetta dal capolinea Villa Costanza della tramvia, a Scandicci, e ritorno.

Campi Bisenzio celebra la giornata della memoria proponendo tre iniziative: domenica 27 Gennaio, presso il TeatroDante Carlo Monni, alle ore 17.30 pomeriggio all'insegna di musica, balletto e letture I PAINTED PEACE a cura della Scuola di Musica di Campi Bisenzio. Lunedì 28 Gennaio, sempre al TeatroDante, alle ore 10 il Sindaco Emiliano Fossi e l'Assessore alla Cultura Monica Roso interverranno alla presentazione del libro "STORIE CAMPIGIANE" di Giovanni Bacci e del libro "ANCHE SUPERMAN ERA UN RIFUGIATO" alla presenza degli autori Alessandro Raveggi e Lilith Moscon e di Dagmawi Ymer. Martedì 29 Gennaio presso la Sala Consiliare S. Pertini, alle ore 17, verrà conferito il Premio Levriero Città di Campi Bisenzio a Ugo Brilli. Accogliere la memoria è un'iniziativa promossa da Comune di Campi Bisenzio, Associazione Futura Memoria, Cooperativa Macramè ONLUS e UNHCR.

Sabato prossimo 26 gennaio alle 18,30 nella Saletta Barbugli della Biblioteca Comunale di Rufina, gli Amici di Contea presentano “C’era una volta in Polonia". L’iniziativa ripercorre la tragedia della Polonia nella seconda guerra mondiale vista attraverso le storie di molti suoi atleti, calciatori e velisti, sciatori e boxeur, tennisti e cavalieri, ciclisti e lottatori. Si racconterà di campi di concentramento e ghetti, ma non solo: della resistenza armata, delle partite clandestine, della strage sovietica di Stalin della battaglia di Montecassino fino all’insurrezione di Varsavia, l’odissea di un popolo da sempre occupato ma da sempre libero.

Uno spettacolo dedicato alla “Ragazza di Bube” in occasione della Giornata della Memoria. È previsto per venerdì 25 gennaio alle 21 alla Casa del Popolo di Pelago (piazza Ghiberti) lo spettacolo “La vera storia di Nada Giorgi 'la ragazza di Bube'”. La rappresentazione è a cura della compagnia La Carovana della Memoria, con la regia di Moreno Betti, l’arrangiamento di Moreno Ciandri, protagonisti Antonella Ganino e tutta la Compagnia Bella. Lo spettacolo ha il patrocinio del Comune di Pelago ed il sostegno dell'Associazione Donne in Cammino.

Come ogni anno, in occasione della Giornata della Memoria, Catalyst cura presso il Teatro Comunale Corsini, una significativa programmazione di iniziative realizzate in collaborazione con ANPI e con il Comune di Barberino di Mugello, che vedranno il culmine proprio nella giornata del 27 gennaio, alle ore 18.00, con il concerto-spettacolo della Pavel Zalud Orchestra diretta da Enrico Fink. Proprio per questo oltre ai tre titoli riservati alle scuole (L’albero della Memoria 04/02/19 e La mia Vita prigioniera 05/02/19), domenica 27 gennaio alle 18.00 il Teatro Corsini ospita lo spettacolo musicale WIEGENLIED. Ninna nanna per l’ultima notte a Terezin, un concerto spettacolo nato da un’idea dello scrittore ed ebraista Matteo Corradini che in oltre 10 anni di studi e viaggi sul ghetto di Terezin ha recuperato quegli strumenti originali Pavel Zalud che oggi, suonati dai solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, formano la PAVEL ZALUD ORCHESTRA diretta da Enrico Fink che in questo spettacolo suona per la prima volta tutti insieme i 13 strumenti musicali.

“Oltre il Filo, la Speranza”. E’ questo il titolo della rappresentazione teatrale proposta dalla Compagnia “Passi di Luce” per ricordare la tragedia della Shoah, e che si svolgerà Teatro C’Art (loc. Pesciola) sabato 26 e domenica 27 gennaio, in occasione della “Giornata della Memoria 2019. Lo spettacolo, che gode del patrocinio del Comune di Castelfiorentino, nasce da un intenso e appassionato lavoro di ricerca e dalla creatività artistica di quasi cinquanta giovani-attori, ragazzi e bambini che grazie alla regia di Elena Verdiani hanno voluto ricordare l’olocausto con uno sguardo di speranza, rivolto al futuro. Testi e personaggi sono stati scelti e interpretati da loro, le scene sono state costruite in un laboratorio di teatro-danza, partendo dalle storie e dalle testimonianze di ebrei sopravvissuti. Un lavoro in cui i ragazzi sono stati coinvolti in maniera attiva, cosi da portarli a riflettere su questo tema e a cercare di trasmettere un messaggio al pubblico attraverso questo tipo di arte.

In occasione del Giorno della Memoria, il Cinema Scuderie Granducali di Seravezza presenterà il film SCHINDLER'S LIST di Steven Spielberg, nella nuova versione restaurata.Il film, tratto dal libro di Thomas Keneally, uscì nelle sale nel 1994 e vinse 7 Premi Oscar e 2 Golden Globes. Per celebrarne il 25° anniversario il film arriva in sala per alcune proiezioni esclusive: Giovedì 24 ore 20.00 / Venerdì 25 ore 20.00 / Sabato 26 ore 16.00 e ore 20.00 / Domenica 27 ore 16.00 e ore 20.00. Film concepito e costruito per essere definitivo, come memoria, opera d'arte e documento storico; il regista ha usato il bianco e nero ispirandosi ai documentari dell'epoca nelle sequenze corali e alle immagini espressioniste nelle scene private. Momenti straordinari contraddistinguono le scene, come l'attacco al ghetto di Cracovia e alcuni episodi del campo di concentramento.

Redazione Nove da Firenze