Tramvia: il debito di 855.922 alberi

Perché un albero non vale un albero: la denuncia di Italia Nostra

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 Agosto 2026 19:01
Tramvia: il debito di 855.922 alberi

Firenze sta vivendo un’emergenza climatica senza precedenti, confermandosi stabilmente al primo posto tra le città più arroventate d’Italia. Con temperature che superano i 40 gradi, ben oltre l'umana sopportazione, la popolazione è prigioniera di un’isola di calore urbana che nega il diritto alla socialità e alla salute.

In questo scenario, emerge il paradosso fiorentino: mentre la città soffoca, i progetti per la nuova Linea 3.2.2 della tramvia (Libertà-Rovezzano) minacciano il patrimonio arboreo esistente. Interi quadranti cittadini, dal primo tratto di Viale Don Minzoni passando per le Cure fino a Viale dei Mille, vedranno stravolta la propria vivibilità. L'impatto colpirà duramente servizi essenziali come il Liceo Pascoli e il Mercatale delle Cure. L'amministrazione presenta l'opera come "green", ma i dati tecnici suggeriscono un'altra verità: siamo di fronte a un deficit ecologico.

La Giunta comunale, guidata dalla Sindaca Sara Funaro, sostiene che il bilancio del verde sarà positivo: a fronte di 428 abbattimenti, sono previste 506 nuove piantumazioni. Ma questa narrazione numerica è definita dalle associazioni ambientaliste come "mistificatoria" e priva di rigore scientifico. Il valore di un albero non è un numero su un foglio Excel, ma un valore ecosistemico.  Secondo Italia Nostra:

  • Il rapporto di compensazione: 1 albero ornamentale adulto = 2.000 giovani piante della stessa specie.
  • La produzione di ossigeno: Un albero adulto produce oltre 4 kg di ossigeno al giorno; un alberello appena piantato ne produce solo 0,5 kg..

Approfondimenti

"Il saldo dell’operazione descritta nel Piano del Verde [...] sarebbe non in attivo di 78 ma in abissale passivo di 855.922" concludono da Italia Nostra Firenze.

L'abbattimento di alberi maturi durante una crisi climatica non è una scelta urbanistica, ma una potenziale lesione dell'Articolo 32 della Costituzione. La vegetazione urbana è un "climatizzatore naturale" che abbassa le temperature di diversi gradi; la sua rimozione è un rischio sanitario diretto.

Il peso scientifico di questa tesi è supportato dal report "The 2026 Europe report of the Lancet Countdown on health and climate change", che evidenzia come il verde urbano riduca drasticamente la mortalità legata al calore. Inoltre, la legge 833/1978 stabilisce che il Sindaco è l'Autorità Sanitaria Locale: procedere con i tagli significa ignorare il dovere di emettere ordinanze contingibili e urgenti per la tutela della salute pubblica, aggravando la spesa del Sistema Sanitario Nazionale.

Oltre ai tagli dichiarati, esiste un'ombra inquietante sul restante 72% delle alberature (circa 1.100 piante) situate lungo il tracciato. Molte di esse si trovano nella "zona di rispetto" dei cantieri.

L'Assessore alle infrastrutture e mobilità, Andrea Giorgio (che non ha più la delega all'Ambiente), e la Sindaca Funaro si mantengono in "silenzio" sull'istanza formale presentata da Italia Nostra il 3 luglio. Non esistono dati trasparenti che garantiscano la sopravvivenza di questi alberi "salvati sulla carta". Il rischio tecnico è la compromissione irreversibile degli apparati radicali durante gli scavi, condannando le piante a un deperimento lento e invisibile post-cantiere.

Firenze, con un tasso di cementificazione del 30% (tra i più alti in Toscana), ignora il principio europeo "3-30-300": vedere almeno 3 alberi dalla finestra, avere il 30% di copertura arborea e un parco a 300 metri.

La "pubblica incolumità" viene spesso usata come pretesto per la motosega, ma la sentenza n. 9178 del Consiglio di Stato (27 ottobre 2022) è categorica: la pericolosità di un albero deve essere scientificamente provata e l'abbattimento deve essere l'ultima risorsa in assenza di alternative. Alternative che esistono, come i sensori Treevoice e gli studi del Prof. Stefano Mancuso, capaci di monitorare la stabilità delle piante in tempo reale attraverso le oscillazioni.

La risposta dell'amministrazione alle ondate di calore è stata l'annuncio di "rifugi climatici" artificiali. Secondo le associazioni è necessaria una moratoria dei cantieri estivi, come richiesto nell'istanza del 3 luglio, e l'apertura di un dibattito pubblico trasparente.

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