Toscana: dati drammatici su economia e occupazione

Bekaert: il Sindaco Nardella incontra i dipendenti

Bekaert: mercoledì alla Camera l’informativa di Di Maio. Nardella incontra i dipendenti: "Con i lavoratori fino a una soluzione". Vertenza Cl’a (Montelupo Fiorentino): solo 20 dei 76 lavoratori riassunti da Sicrea, disatteso l'accordo sulla mobilità firmato a maggio. Alpi di Modigliana, passi avanti nella trattativa. Kme: firma per la Cigs e tavolo in Provincia. Vertenza Snaitech, assemblea dei lavoratori. Italia 7: terza asta il 31 luglio


FOTO & VIDEO — In Toscana dati drammatici: 140 vertenze in tre anni, 48 tavoli di mediazione tuttora aperti al Mise con 7.400 posti di lavoro a rischio o che stanno per essere cancellati.

E’ calendarizzata per mercoledì alla Camera dei Deputati l’informativa urgente del ministro per il lavoro Luigi Di Maio sulle crisi aziendali italiane tra cui quella della Bekaert di Figline-Incisa in Valdarno: la aveva richiesta, il 27 giunto scorso, il Vicecapogruppo di Forza Italia onorevole Stefano Mugnai invocando da parte del governo «iniziative sollecite e decise e coinvolgimento di Pirelli», ovvero la vecchia proprietà. L’informativa dovrà servire a fare il punto col Governo sulle «iniziative che intende promuovere con la massima sollecitudine e determinazione». Nella sua richiesta di informativa, depositata all’indomani del tavolo del 26 giugno scorso al Mise che aveva registrato l’assenza dello stesso ministro Di Maio, Mugnai richiamava la vicenda Bekaert a partire dalla comunicazione, da parte della multinazionale belga ai vertici del sito produttivo valdarnese, di chiusura della fabbrica specializzata in produzione di steel cord per pneumatici entro 75 giorni. «L’azienda – spiegava Mugnai – impiega 318 lavoratori per i quali sono state avviate le procedure di licenziamento, con decisione genericamente motivata con scarsa prospettiva di redditività». Secondo il coordinatore toscano di Forza Italia «l’azienda probabilmente progetta da tempo la chiusura e smantella via via la filiera produttiva ponendo in essere comportamenti coerenti con quanto comunicato venerdì scorso, ma, al contempo, pone in essere condotte elusive finalizzate a rassicurare i lavoratori. Basti pensare che la settimana precedente era stata avviata la trattativa con il personale per i premi di produttività». Lo stabilimento era fino a pochi anni fa di proprietà Pirelli. E proprio il coinvolgimento del vecchio proprietario è quanto oggi ipotizza Mugnai come exit strategy da una situazione che a livello d’area riveste contorni drammatici: «L’attuale proprietà – osserva il parlamentare di Forza Italia – ha rilevato da Pirelli pochi anni fa lo stabilimento in questione e, a seguito di quella transazione, è divenuta un’importante fornitrice di Pirelli stessa. Parrebbe pertanto opportuno, da parte del Governo, un coinvolgimento nella vertenza anche di Pirelli che, nel momento della vendita dello stabilimento in parola, fornì rassicurazioni al Ministero in merito alla volontà di Bekaert di mantenere produzione e livelli occupazionali nello stabilimento di Figline».

Il Sindaco della Città Metropolitana di Firenze Dario Nardella ha incontrato questo pomeriggio a Figline i dipendenti dello stabilimento: "Siamo accanto ai lavoratori, ai sindacati, alla città di Figline e al suo sindaco, vicini a tutti i dipendenti di questa azienda di grande rilievo, un'eccellenza frutto delle competenze e della dedizione di centinaia di lavoratori: è un patrimonio che non possiamo e non dobbiamo in nessun modo disperdere". La Città Metropolitana insiste nel richiedere un intervento ancora più incisivo da parte del ministro allo Sviluppo economico Di Maio perché coinvolga anche l'azienda Pirelli, a cui la Bekaert è collegata, al fine di trovare una via d'uscita. Mancano poco più di 50 giorni all'annunciata chiusura dello stabilimento, il conto alla rovescia è già partito ma "non possiamo accettare che si possa cancellare un pezzo vivo di storia industriale e soprattutto un presente fatto di impegno, di passione, di dedizione, di centinaia di lavoratori. Siamo con loro e lo saremo fino a quando questa situazione non si risolverà". Il caso Bekaert rivela arroganza da parte della proprietà, nell'assoluta mancanza di rispetto non solo verso i lavoratori ma anche verso le istituzioni. Bekaert non è perciò un problema locale ma nazionale "di cui l'intero Governo italiano deve farsi carico aprendo immediatamente un confronto con il Governo belga". "Noi continueremo a fare tutto il possibile per tenere i riflettori accesi sulla Bekaert. La prima cosa da fare è sospendere la procedura di chiusura e dare tempo alle istituzioni per individuare anche eventuali soluzioni alternative che abbiano sempre al centro la valorizzazione della storia industriale di questo luogo e la tutela dei lavoratori".

Il giorno 31 luglio 2018 dinanzi al notaio Vincenzo Gunnella, nel suo ufficio a Firenze, avrà luogo la vendita all'asta giudiziaria di “Italia7”, l'emittente televisiva di Firenze, con assegnati i diritti individuali d’uso delle frequenze per la TV digitale terrestre e la proprietà di alcune infrastrutture per TLC, di fornitore di servizi di media audiovisivi (FSMA) con assegnati i diritti d’uso di numerazioni logiche (LCN) compresi gli apparati per la produzione e la regia di programmi televisivi e del marchio. L'Associazione Stampa Toscana, che sta seguendo da mesi la vicenda, anche con due convocazioni al tavolo dell'unità di crisi della Regione Toscana, continua a essere, momento per momento, al fianco dei colleghi e, subito dopo l'asta, chiederà un incontro immediato a chiunque risulterà vincitore.

Vertenza Cl’a (Montelupo Fiorentino, ex Consorzio Etruria): lo scorso 14 maggio è stato sottoscritto in Regione Toscana l’accordo di mobilità per i 76 lavoratori tra la Fillea Cgil, l’azienda e Sicrea (Società Emiliana che ha affittato un ramo d’azienda di Cl’a). Per i 76 lavoratori Cl’a si apriva la possibilità di riassunzioni o sostegno economico (integrando la Naspi) fino a 10 mila euro. Ma fino ad oggi i lavoratori (che non riscuotono da marzo, la maggior parte di loro non ha avuto nemmeno accesso alla Naspi ed essendo in liquidazione non percepiscono neanche il preavviso) hanno visto disatteso l’accordo sulla mobilità e l'incentivo. Inoltre, Sicrea ad oggi ha assunto poco meno di 20 persone di Cl'a, il resto dei lavoratori è a casa, a parte qualcuno che sta lavorando al concordato di Consorzio Etruria. Giovedì, presso la sede della Regione Toscana a Firenze, si è svolto un incontro tra l’istituzione, il commissario liquidatore, Sicrea e la Fillea Cgil. Nell’occasione, i lavoratori hanno fatto un presidio in piazza Duomo. Ha detto alla fine dell'incontro Giulia Bartoli (segretaria generale Fillea Cgil Toscana): “Dalle iniziali rigidità siamo mediamente soddisfatti di come è andato l'incontro. Abbiamo chiamato a responsabilità tutte le parti firmatarie dell'accordo e chiesto la sua applicazione integrale, soprattutto sulla parte dei sostegni economici, per evitare una ricaduta sociale ben più consistente. L'incontro è aggiornato a venerdì 20 luglio, momento in cui vogliamo arrivare alla definizione. In questa settimana avremo vari incontri con tutti i soggetti per trovare le dovute soluzioni. I lavoratori sono stanchi, esasperati e con un condizione precaria anche economicamente ma sono pronti a proseguire nelle mobilitazioni”.

Si aprono spiragli nella vertenza dell'Alpi spa a Modigliana, in provincia di Forlì, nella quale lavorano anche diversi marradesi. Mercoledì, davanti ai cancelli dello stabilimento Alpi si è tenuto il presidio di sindacati e lavoratori, con una numerosa partecipazione. Assieme al sindaco di Modigliana era presente anche il sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, che ha rappresentato, a tutti i lavoratori in agitazione, la vicinanza dell'Amministrazione comunale. Durante la manifestazione, l'azienda si è resa disponibile a incontrare una delegazione di lavoratori e sindacati insieme ai due sindaci. Dall'incontro sono emersi passi avanti. Le trattative proseguiranno ancora ma, intanto, è stato concordato, come sottolineano i sindacati, che il criterio per gestire gli esuberi è quello della volontarietà. Le parti si incontreranno nuovamente entro il mese di luglio presso la Regione Emilia Romagna. “Alpi è sempre stata una realtà produttiva importante, per un territorio vasto, e diversi sono i marradesi che vi lavorano - afferma il sindaco di Marradi Tommaso Triberti -. Come abbiamo fatto in passato, continueremo a seguire la vicenda e a fare la nostra parte nel ruolo che ci compete perché - conclude - si risolva in modo positivo, con la salvaguardia del lavoro e dei lavoratori”.

Passo in avanti verso il rilancio dello stabilimento di Fornaci di Barga (Lucca) di Kme: ieri mattina, al centro per l'impiego di San Vito, a Lucca, Regione, vertici aziendali, Confindustria, Fiom Cgil e Uilm hanno firmato il passaggio dai contratti di solidarietà in essere alla cassa integrazione straordinaria per i mesi di luglio e agosto, fino al 23 settembre. “Si tratta di un passaggio essenziale – conferma il segretario della Uilm area Nord Toscana, Giacomo Saisi – che ci consente di arrivare al 23 settembre con maggiori garanzie per il futuro: era quella, infatti, la scadenza dei contratti di solidarietà esistenti in azienda. Il passaggio alla cassa integrazione, nell'accordo sottoscritto, è comunque legato alla riorganizzazione del gruppo e al piano di rilancio dello stabilimento, elemento imprescindibile della contrattazione. In questo modo, alla scadenza del 23 settembre, potremo chiedere al Ministero per lo sviluppo economico altri 12 mesi di cassa integrazione straordinaria. A breve dovremo iniziare anche la trattativa per il rinnovo dell'accordo integrativo del 2016 che riguarda tutti gli stabilimenti di Kme Italy, non solo quello di Fornaci, in scadenza anch'esso a settembre”. L'incontro è servito per definire in maniera dettagliata il passaggio alla cassa integrazione e ad avere tutte le garanzie necessarie a tutela dei lavoratori: “L'azienda – prosegue Saisi – ha ribadito che porterà avanti un piano di sviluppo che non servirà soltanto a recuperare gli esuberi esistenti ma a creare nuova occupazione stabile, ulteriori posti di lavoro, per il completo rilancio dello stabilimento di Fornaci. Ora il documento sottoscritto dalle parti – conclude il segretario della Uilm nord Toscana – deve essere inviato al Ministero. L'azienda ha 7 giorni di tempo per fare la relativa richiesta di cassa integrazione e poi procedere così come previsto e far diventare l'accordo esecutivo”. Nel pomeriggio si è inoltre svolto il tavolo di monitoraggio in Provincia a Lucca sulla Kme durante il quale l'azienda ha presentato il progetto di sviluppo e rilancio di Fornaci, già mostrato ai lavoratori, anche alle istituzioni e ai rappresentanti della politica.

Ieri, giovedì 12 luglio, nella sede Snaitech di Porcari, dopo l'incontro con l'azienda, si sono tenute le assemblee di sito per tutti i lavoratori. Hanno partecipato i dirigenti sindacali di UILM (UIL) FIM (CISL) per il settore Metalmeccanico UILTUCS (UIL) e FISASCAT (CSL) per il settore commercio. L'assemblea si è resa necessaria per fare un resoconto dell'incontro tenutosi a Roma nella sede Snaitech tra azienda e organizzazioni sindacali che aveva all'ordine del giorno il cambio di contratto dal CCNL dell'industria metalmeccanica a quello del terziario e la possibilità di un'ulteriore proroga del contratto di secondo livello (scaduto a marzo 2018) fino ad ottobre 2018. Il vertice serviva inoltre per fare chiarezza su alcune diversità di vedute della delegazione trattante accreditata a sedersi al tavolo. Riguardo al contratto di secondo livello, l'assemblea ha dato mandato all'unanimità alla RSU e alla RSA aziendale di procedere alla firma della proroga, per non correre il rischio di perdere un sostanzioso premio di risultato e tutti i benefit correlati.

"Questi dati -afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia)- fanno il paio con quelli emersi a giugno da una ricerca condotta da Federconsumatori su un campione di quasi 15 mila toscani, e da cui emergeva che il 67% del campione ha ridotto le spese per ristoranti e pizzerie, il 48% ha tagliato le spese in libri, cinema e teatro, e il 64 per cento fa economia su vacanze e divertimenti. Addirittura il 29% dei toscani, dato ancora più preoccupante anche in prospettiva, ha rinunciato alle spese sanitarie oppure le ha rinviate a tempi migliori". "Il punto - sottolinea il vicepresidente del Consiglio regionale - è che questa regione non cresce, la sinistra (da decenni al governo della Toscana) non fa investimenti, non attrae risorse, non colma il gap infrastrutturale, tarpando così le ali allo sviluppo economico del territorio. Questo determina un clima di sfiducia nei cittadini e negli imprenditori. La Toscana deve voltare pagina, solo un centrodestra unito può riportare questa terra a livelli produttivi e occupazionali accettabili".

Redazione Nove da Firenze