Terremoto nel Chianti: ancora lievi scosse senza criticità

Nuova scossa di magnitudo 3.5 alle 5:07. Continua lo stato di alta attenzione della struttura della protezione civile per lo Sciame Sismico. Disposta la chiusura di scuole e edifici pubblici in via precauzionale nei territori di San Casciano, Barberino e Tavarnelle. La presidente dei Geologi Maria Teresa Fagioli: «Non è possibile rassicurare, ma non è neppure il caso di creare allarmismi quando si parla di terremoti». Miriam Amato (M5S): “Verificare i manufatti contenenti amianto”


FIRENZE - Continuano le scosse di terremoto nel Chianti, anche se lievi e la maggior parte impercettibili, rilevate solo dagli strumenti. Da venerdì fino alle due del 20 dicembre sono state centoventotto di magnitudo almeno 2.0. Alle ore 05:07 è stato registrato un nuovo evento sismico di magnitudo 3.5 a 9.3 km di profondità nel distretto sismico zona chianti. Si ricorda che per motivi precauzionali, alcuni Sindaci dei Comuni della Provincia di Firenze hanno deciso la sospensione delle attività didattiche delle scuole. In particolare i Comuni interessati da tale provvedimento sono: Greve in Chianti, Tavarnelle Val di Pesa, San Casciano Val di Pesa, Barberino Val d'Elsa, Bagno a Ripoli, Figline e Incisa Valdarno, Impruneta, Cerreto Guidi, Capraia e Limite e Castelfiorentino. Nel caso di Tavarnelle e Barberino l’ordinanza è valida fino a domenica 21 dicembre compresa. “Naturalmente – commenta il sindaco Pescini – se la situazione dovesse registrare possibili e impreviste evoluzioni negative provvederemo ad emanare una nuova ordinanza, stiamo facendo valutazioni ora dopo ora con una costante attività di monitoraggio e in continuo contatto con la Protezione civile e gli enti preposti".



A San Casciano si è deciso di celebrare le messe fuori dalle chiese, per precauzione. Qualcuno ha segnalato piccoli distacchi di intonaco. Ma al momento non si riscontrano particolari criticità ed anche le transenne con cui era stato recintato il palazzo comunale di Greve in Chianti, per effettuare verifiche su due pietre della facciata, sono state tolte. Alla Soup, il quartiere generale della Protezione civile regionale a Novoli, si è fatto il punto all'inizio del pomeriggio. Lunedì saranno attivate due squadre che assieme al personale della protezione civile effettuerà ricognizioni nei cinque comuni interessati dallo sciame sismico, su richiesta delle amministrazioni locali. L'area, oltre a Greve in Chianti e a San Casciano in Val di Pesa, si allarga a Tavarnelle, Impruneta e Barberino Val d'Elsa. La protezione civile regionale ha inviato ieri a Greve, su richiesta del Comune, 90 brande ed altre 80 oggi. In centocinquanta la notte scorsa hanno voluto infatti dormire fuori casa, tanta era l'apprensione. L'amministrazione comunale ha messo a disposizione una tensostruttura vicino alla piscina. Ma nessuno è stato sfollato. Sempre ieri è stata prestata assistenza a Greve a quattro disabili, in difficoltà a rimanere da soli nelle proprie abitazioni e collocati, su loro richiesta, in strutture di assistenza adeguate. La protezione civile regionale ha messo a disposizione, nel caso di necessità, le tende pneumatiche che possono ospitare fino a duecento persone. La Soup mantiene un contatto costante con le sale operative provinciali di Firenze e Siena. Gli esperti giudicano comunque la sequenza sismica in atto compatibile con lo stile tettonico dell'area, in una zona dove storicamente, anche in passato, eventi simili non sono mancati. “Per il momento non si registrano danni a persone o cose, invitiamo la popolazione - commentano i sindaci - a mantenere la calma e a non farsi prendere dal panico, in caso di scossa il comportamento da tenere è quello di uscire fuori dagli edifici ordinatamente e collocarsi in spazi aperti; nell'eventualità che sia impossibile uscire da un edificio è necessario mettersi al riparo sotto tavoli o stipiti delle porte. La situazione è sotto controllo: stiamo lavorando con la Protezione civile, La Racchetta e gli enti preposti per predisporre tutte le misure necessarie e rispondere ad eventuali rischi”. Scuole e edifici pubblici aperti nei comuni Valdarno e Valdisieve e pure nell'Empolese.


Ieri e oggi 7 pattuglie del Corpo forestale dello Stato, per complessivi 13 elementi, sono state impegnate sul territorio delle due province. Più in particolare, in provincia di Firenze i Comandi Stazione di Tavarnelle in Val di Pesa e San Casciano, in raccordo con le locali autorità di Protezione Civile e con le Polizie Municipali, hanno svolto di iniziativa attività di monitoraggio e verifica del territorio, allo scopo di evidenziare la presenza di eventuali danni agli edifici o altre infrastrutture. Il Comando Stazione Forestale di Greve in Chianti si è immediatamente messo a disposizione del Sindaco e della Polizia Municipale. Le informazioni raccolte sono state trasmesse alla Prefettura di Firenze insieme all’entità della forza presente sul territorio.



Continua lo stato di alta attenzione da parte della struttura della protezione civile del Comune di Firenze che continua a monitorare minuto per minuto per l’evoluzione del fenomeno sismico. Lo stato di attenzione continuerà anche nei prossimi giorni. Oggi non si segnalano danni aggiuntivi rispetto alla situazione di ieri. L'Opera di Santa Maria del Fiore ha provveduto alla verifica dei dati rilevati dal sistema di monitoraggio montato sulla Cupola del Brunelleschi. Le strumentazioni di controllo non hanno evidenziato andamenti irregolari rispetto a quelli riferibili al normale andamento stagionale.



«L’Appennino è una catena montuosa “viva”, in formazione, ed i terremoti ce lo testimoniano. Ma non deve essere creato un allarmismo indiscriminato». Maria Teresa Fagioli, presidente dell'Ordine dei Geologi della Toscana interpreta la fitta serie di scosse che oggi hanno interessato il Chianti dove già ad agosto si erano verificati episodi di movimento sismico. «Non è possibile rassicurare, ma non è neppure il caso di creare allarmismi quando si parla di terremoti. L’area interessata dallo sciame in atto è caratterizzata da una sismicità storica che raramente ha raggiunto livelli distruttivi; c'è comunque da stare in allerta. È un fenomeno simile a quello che tra luglio e agosto aveva interessato la Toscana centrale. Prima le colline Metallifere, tra Siena, Monteriggioni e Sovicille. Poi la zona di San Gimignano. Quindi il Chianti e la Valdelsa». In estate le scosse si potevano ritenere leggere dal momento che avevano raggiunto magnitudo 3,4 della scala Richter, «tutte in un’area sismicamente attiva, ma sufficienti per non farci dimenticare che buona parte Toscana è sismica», spiega la presidente Fagioli. Stavolta si è toccato il valore di magnitudo 4,1 con una serie lunghissima di scosse che dalla notte hanno raggiunto i 67 eventi di cui uno di magnitudo 3,8 e un altro 3,5. «Tutto ciò ci rammenta che non è saggio dimenticare l’esistenza dei rischi naturali, la strategia dello struzzo non paga, . Dobbiamo tenere sempre alta l'attenzione, i terremoti ci sono costantemente e non vanno in ferie neppure quando ci sono le feste di Natale», commenta Fagioli.

I terremoti non si possono prevedere. Allo stato attuale della scienza «non c’è la possibilità di prevedere quando il prossimo terremoto colpirà», spiega Fagioli. «Chi asserisce il contrario, o è semplicemente un presuntuoso ignorante, o peggio qualcuno che, per ottenere una facile visibilità mediatica, genera allarmismi terroristici».

Unica certezza, le costruzioni antisismiche. Per essere tranquilli occorre costruire in maniera antisismica. Però è altrettanto certo che «per evitare vittime dei terremoti l’unica strada praticabile è quella di non vivere, studiare, pregare, lavorare, dormire, mangiare dentro edifici, in zona accertata come sismica, che non sono in grado di reggere al terremoto. Per consolidare, adeguare, o ricostruire tutto l’edificato non antisismico ci vorranno ancora decenni, ma per informare correttamente la popolazione basta molto meno. Il cittadino informato ed esercitato rischia molto meno. Come cittadina, quando entro in un edificio, soprattutto se pubblico, ho il diritto di sapere se in caso di sisma sono al sicuro o è meglio che corra in strada.

Edilizia a rischio, pochissime le scuole a norma. Il vero problema infatti sono gli edifici, anche quelli pubblici, non antisismici perchè, ribadisce Fagioli «non è il terremoto che uccide, ma la costruzione che ti crolla in testa. Dai dati del censimento dell’edilizia scolastica del Ministero dell’Università e della Ricerca (2012) risulta che in Toscana su 2.839 edifici scolastici solo 566 sono stati progettati in accordo con le normative antisismiche, gli altri, cioè l’80% del totale no; forse più che il dentro e fuori dalle aule visto stamattina sarebbe più produttivo, e meno pericoloso, informare insegnanti ed alunni se l’edificio della loro scuola è, o meno, a rischio di crollare con un terremoto.



“Le numerose scosse di terremoto delle ultime 24 ore, che fortunatamente non hanno fatto registrare danni a persone, potrebbero aver crettato sia le tubature di amianto di Publiacqua che gli edifici contenenti cemento amianto.  Chiedo al Sindaco – annuncia Miriam Amato del Movimento 5 Stelle – di provvedere con i dovuti controlli al monitoraggio dei siti contenenti amianto nel comune di Firenze, a partire dalle strutture scolastiche, che dovrebbero essere chiuse, nell’attesa di analisi che attestino la mancanza di fibre di amianto disperse nell’ambiente. Scuole come ITI Leonardo, al cui interno sono affisse raccomandazioni e norme di sicurezza, con cui s’invita i ragazzi a non correre, non poggiarsi o graffiare le pareti, sono a mio avviso da chiudere preventivamente in attesa di dati certi. I principi di precauzione e prevenzione – prosegue la consigliera del Movimento 5 Stelle Miriam amato – sono ad oggi gli unici alleati, con una buona dose di buon senso, per tutelare la salute pubblica. Nell’attesa che l'amministrazione e gli enti di competenza ci diano dati certi, in merito al fatto che non ci siano stati danni ai manufatti d’amianto, si rende sempre più urgente la totale bonifica del nostro territorio”.

Redazione Nove da Firenze