Sviluppo della Montagna: Regione e Anci rinnovano l'intesa per il rilancio post-covid

Aree interne: al via il lavoro di ricognizione e ascolto della nuova commissione. Sentito il direttore di Irpet Casini Benvenuti: “Nuove opportunità dopo la pandemia, rischio di difficoltà nell’accesso alle risorse del Recovery Fund”. Il presidente Marco Niccolai (Pd): “Sostenibilità e maggiore qualità della vita. La nostra sfida sarà quella di far sentire più forte la voce di questi territori, lavorare per un ribaltamento di paradigma”. La vicepresidente Luciana Bartolini (Lega): “Stabilire le priorità a breve e lungo termine”


Firenze– Rafforzare le politiche comuni per lo sviluppo dei territori, il contrasto allo spopolamento e il rilancio dopo l’emergenza sanitaria per il Covid19: sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa per la Montagna 2021-2022 siglato tra la Regione e Anci Toscana, che conferma i punti già previsti nell’accordo di due anni fa e aggiunge nuove attività condivise.

“La montagna è valore e opportunità di sviluppo – ha detto la vicepresidente della Regione Stefania Saccardi -. Dare servizi e risposte alla montagna vuol dire investire sul futuro di questi territori ma anche dare prospettive di crescita per tutto il nostro sistema. Proseguiamo e ampliamo quindi la collaborazione con ANCI e con i comuni per essere sempre più vicini ai bisogni delle realtà montane trovando soluzioni nuove a quelle criticità che da lungo tempo le colpiscono e per metterle in condizione di cogliere al meglio le tante opportunità e risorse che arriveranno nei prossimi mesi”.

“Questo accordo è fondamentale per la nostra Montagna - afferma Luca Marmo, sindaco di San Marcello Piteglio e responsabile di settore Anci Toscana - Noi amministratori vogliamo che la montagna non sia più considerata come un luogo ‘da assistere’. Perché la montagna è un valore, la montagna non offre servizi solo a chi ci abita ma a tutti: penso all’acqua, all’aria pulita, agli spazi, all’energia. La montagna va riconnessa con la piana e con le città, perché si crei un circuito di reciproci vantaggi. Ed è questo l'obiettivo con cui vogliamo continuare a lavorare insieme alla Regione”.

Regione ed Anci dunque continueranno a collaborare su molti temi e progetti. Porteranno avanti lo "Sportello Montagna", l'ufficio per la promozione delle politiche e dei progetti che interessano i comuni montani, con newsletter, front-office, workshop informativi su nuovi bandi e opportunità, canali social, sito web; organizzeranno incontri e attività del percorso di avvicinamento agli Stati generali della Montagna toscana, previsti in luglio; realizzeranno indagini specifiche per una migliore programmazione degli interventi; offriranno strumenti per la crescita delle competenze locali.

A questo si aggiungono nuovi obiettivi definiti dalla nuova intesa: realizzare analisi conoscitive sugli ambiti più strategici (valorizzazione economica dei servizi eco-sistemici, efficientamento energetico di edifici e impianti, variazione demografiche); condividere sui territori con appositi focus i risultati e le proposte degli Stati generali; rafforzare la rete territoriale con la condivisione delle buone pratiche sui servizi (scuola, trasporto, sanità, servizi bancari e postali) e su base associativa (coinvolgimento di PA, cooperative di comunità, sistema imprenditoriale privato, associazionismo).

Dal punto di vista operativo, ci sarà un gruppo misto di coordinamento Anci-Regione, che potrà coinvolgere altri soggetti sul territorio; mentre la gestione delle risorse è affidata ad AnciToscana.

Ha preso il via venerdì il lavoro di ricognizione e ascolto della commissione per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana, presieduta da Marco Niccolai (Pd). La commissione istituzionale, costituita di recente, è chiamata a svolgere attività di studio e di analisi delle problematiche connesse allo sviluppo socio-economico delle aree interne della Toscana, a elaborare iniziative legislative e fare proposte operative alla Giunta regionale. Venerdì mattina è stato sentito il direttore di Irpet, Stefano Casini Benvenuti, che ha fornito una ‘mappatura’ aggiornata delle aree interne, da quelle appenniniche all’area delle colline metallifere fino alla zona del Monte Amiata. Aree più deboli rispetto ai centri produttivi più densamente popolati, periferiche, marginali, storicamente accostate prima di tutto alle zone montane; aree fragili dal punto di vista territoriale, a bassa densità abitativa, con maggiori difficoltà nell’accesso a servizi anche essenziali, ma nelle quali nel complesso vive circa un milione di persone in Toscana. Aree, ha spiegato Casini Benvenuti, che tuttavia vivono oggi una nuova condizione: “La pandemia ha mostrato le debolezze del modello prevalente di accentramento nelle grandi città, la fase della digitalizzazione può ridurre il divario esistente e aprire nuove opportunità, grazie all’accesso ai servizi telematici e al lavoro a distanza. E gli indirizzi del Next generation Eu possono far tornare a essere queste aree meno ‘interne’ rispetto al recente passato”. Il problema, che Casini Benvenuti mette in evidenza con chiarezza, diventa adesso “la capacità di accesso alle risorse messe a disposizione dal Recovery Fund, perché è possibile che questi territori abbiano maggiore difficoltà a ottenerle. Il rischio è reale, i tanti sindaci di quelle piccole comunità potrebbero non avere la stessa forza nel richiedere l’accesso ai fondo europei rispetto ai loro colleghi delle città e dei grandi agglomerati urbani. Ci vuole grande progettualità. Sarà necessaria una governance adeguata”.

“Sarà nostro compito contribuire a fare in modo di rappresentare le aree interne non come luoghi nei quali ci sono solo dei problemi, ma in cui ci sono delle opportunità che si apriranno nella fase post pandemica”, ha dichiarato il presidente Marco Niccolai. “Sostenibilità e maggiore qualità della vita sono le linee guida. La sfida della nostra commissione – ha aggiunto il presidente – è quella di far sentire la voce di questi luoghi come fattore di sviluppo, lavorare per un ribaltamento di paradigma, rispetto al progressivo accentramento nelle città, che ha segnato il modello culturale degli ultimi decenni. La stessa mappa delle disuguaglianze si sta modificando, le risorse del Recovery Fund dovranno essere ben utilizzate da noi, come in tutti i paesi europei”.

Il consigliere Mario Puppa (Pd), che proviene dalla Garfagnana, rileva che “nell’era della digitalizzazione che stiamo vivendo, si apre una prospettiva emozionante. Bisogna avere la forza di cogliere l’opportunità, facendo scelte fondamentali. Le pre-condizioni necessarie stanno nella sicurezza: sanitaria e territoriale in chiave sismica, ambientale. Il ruolo della Regione, nell’accompagnamento e nella gestione dei servizi, sarà fondamentale”.

Anche la vicepresidente della commissione, Luciana Bartolini (Lega), conosce direttamente le problematiche delle aree interne: “Sono d’accordo, l’obiettivo principale è la sicurezza. Altri obiettivi, a più lungo termine, riguardano la ripresa dal punto di vista della popolazione, con un incremento della parte più giovane. Poi deve crescere il benessere di chi vive in quelle zone, con servizi adeguati e riduzione dei costi”.

Secondo la consigliera Donatella Spadi (Pd), lo sviluppo potrà riprendere slancio “solo se riusciremo ad avvicinare i servizi essenziali, in primo luogo la sanità, e anche in questo campo saranno molto importanti la digitalizzazione e la mobilità, dunque le infrastrutture. Il Covid ha mostrato l’importanza di queste aree”.

Il quadro conoscitivo è incoraggiante anche secondo il capogruppo del Partito democratico, Vincenzo Ceccarelli, che per il cronoprogramma dei lavori della commissione ritiene “utile il nostro impegno in una azione di ‘lobby’, a fianco del lavoro degli assessori regionali, nei confronti dell’attività complessiva della Regione, per vedere come alcune scelte iniziate negli ultimi anni vengono portate a compimento e magari affiancate ad altre necessarie. Per concentrarsi sulla sanità, ora che ci stiamo avviando agli stati generali: il tema è garantire maggiore facilità di accesso, con particolare attenzione al tema dei servizi territoriali”. Ceccarelli ha proposto di invitare in commissione l’ex ministro Fabrizio Barca, “che su questi temi ha svolto un lavoro importante”.

Per la consigliera Elena Rosignoli (Pd) “ci si dovrà occupare approfonditamente della questione dei tagli boschivi, che nella zona dell’Amiata, dalla quale provengo, sta diventando un problema serio. E sarà necessario un lavoro capillare sui servizi essenziali, anche per la possibilità di creare occupazione per i tanti giovani che hanno maggiori difficoltà di accesso al lavoro e che invece dovrebbero avere la possibilità di poter vivere e lavorare nel posto dove vivono”.

La commissione tornerà a riunirsi il 22 febbraio, quando sarà sentita l’assessore regionale Stefania Saccardi, che ha le deleghe sulle aree interne.

Redazione Nove da Firenze