Soccorso degli animali selvatici feriti: salvati a centinaia nel territorio fiorentino

L'assessore Remaschi incontra cacciatori a Lucca e provincia


Convenzione Metrocittà-Asl 10. Il consigliere Manni illustra i dati. In tre anni e mezzo raccolti capi di diverse specie. Per un eccesso di sensibilità cittadini creano talvolta il problema di prelevare animali creduti abbandonati: dopo diventa difficile reimetterli nel loro ambiente. A causa del progressivo aumento della consistenza delle popolazioni di animali selvatici, nel territorio metropolitano fiorentino si sono sempre più determinate occasioni di contatto tra gli esseri umani e la fauna selvatica con un crescente aumento, negli ultimi anni, di incontro con fauna selvatica in difficoltà e bisognosa di soccorso e di recupero.
Il Consiglio metropolitano di Firenze ha approvato all'unanimità una delibera, illustrata dal consigliere delegato all'Ambiente Alessandro Manni, per l'affidamento alla Asl 10 di Firenze del servizio sperimentale di soccorso e recupero della fauna selvatica ferita, con relativo testo di convenzione, per l'anno 2015. Già nel nel 2010 fu avviata una collaborazione tra la ex Provincia di Firenze e l'Asl 10. Nei tre anni e mezzo in cui è stata vigente sono stati raccolti annualmente, in modo via via crescente, dai 400 agli 800 capi di svariate specie (mammiferi ed uccelli); di questi circa il 35% è stato recuperato e reimmesso in natura, circa il 65% è deceduto. Vi sono delle criticità: mancanza, ad esempio, di un luogo idoneo per la degenza degli animali fino alla loro liberazione, il cosiddetto "Centro di Recupero". Né la Metrocittà, subentrata alla ex Provincia, né la Asl 10 dispongono di un sito idoneo dove allocare le strutture per tale attività. Manca anche personale dedicato.
Circa il prelievo da parte della gente dei piccoli di mammiferi e di nidiacei dall'ambiente naturale accade che i cittadini li credano abbandonati e in pericolo di morte. Questi animali non sono ovviamente feriti, ma sono solo incapaci di procurarsi il cibo da soli e, se volatili, di volare. Una volta diventati adulti, sarà molto difficile reimmetterli in natura in quanto carenti della necessaria educazione parentale.
Sarebbe perciç necessaria una campagna informativa per "educare" la cittadinanza a non prelevare i piccoli nati dal loro contesto naturale. Nel 2010, a motivo delle crescenti richieste della cittadinanza, l'ex Provincia di Firenze ritenne indispensabile individuare un sistema idoneo, qualificato e riconoscibile per fare fronte alle esigenze di soccorso e di recupero degli animali selvatici in difficoltà espresse dal territorio. Dato che la Unità Funzionale Multiprofessionale Aziendale (Ufma) di Igiene Urbana Veterinaria della Asl 10 Firenze aveva già istituito un sistema di recupero per gli animali di affezione, con servizio veterinario di pronto soccorso sul territorio, l'ex Provincia sondò la disponibilità della Asl per estendere il servizio anche agli animali selvatici. La Asl 10 offrì piena disponibilità e quindi tra l'ex Provincia di Firenze ed il Servizio di Igiene Urbana Veterinaria dell'Asl 10 Firenze si definì un percorso di collaborazione teso ad attivare un sistema sperimentale per la cura degli animali selvatici. Fu anche definito un gruppo di lavoro per l'attivazione in via sperimentale del servizio stesso. L'attività iniziò nel 2011 con una convenzione e nello stesso anno fu firmato un primo rapporto convenzionale con l'Asl 10 - Ufma di Igiene Urbana Veterinaria della durata, in via sperimentale, di sei mesi, prorogabile fino a tre anni se il servizio avesse garantito le condizioni di efficienza ed efficacia attese. Il rapporto convenzionale prevedeva da parte del Servizio Veterinario Asl 10:

  1. servizio di soccorso e recupero animali selvatici comunque reperiti con orario h 24;
  2. prestazioni veterinarie specialistiche e cura degli animali, con personale medico specialistico per il primo soccorso, assistenza medico-veterinaria ed ogni altra prestazione e cura nel periodo di degenza, acquisto e somministrazione di cibo occorrente e medicinali necessari per le cure e le profilassi;
  3. nei casi in cui le condizioni dell'animale determinassero una prognosi veterinaria per la quale non sia previsto il totale recupero per la successiva liberazione in natura il veterinario può prevedere la soppressione eutanasica.

Da parte della ex Provincia di Firenze si prevedeva che:

  • la Sala Operativa di Protezione Civile della Provincia ed il comando della Polizia Provinciale svolgevano le attività di ricezione, valutazione ed inoltro al servizio veterinario ASL 10 delle chiamate;
  • se necessario e compatibilmente con gli oneri di orario e di servizio la Polizia Provinciale partecipava direttamente alle operazioni di recupero; l'Ufficio caccia provvedeva a tenere la contabilità finanziaria del servizio con l'erogazione annuale dei fondi stanziati dalla Regione Toscana secondo le scadenze prestabilite.

Dopo la prima annualità le convenzioni sono state riattivate anche nei successivi tre anni , fino a tutto il 2014.
"Nei tre anni e mezzo di sperimentazione - spiega Manni - il sistema si è affinato e sono stati puntualizzati vari accorgimenti con l'intento di redimere le criticità che via via emergevano, tra cui il concetto generale fondamentale della tutela della specie e non del singolo individuo, la standardizzata, varie casistiche rappresentate sia dal tipo di animale (cacciabile, protetto o particolarmente protetto) che dal contesto (antropizzato o naturale) attraverso le quali stilare le priorità di intervento". La Polizia Provinciale ha poi attivato un sistema in rete condiviso anche con la Asl per avere la tracciabilità dell'animale dal suo ingresso per tutto il suo percorso nel sistema. La nuova convenzione recepisce quanto condotto finora, aggiornando aspetti che sono stati puntualizzati nel testo.

Sarà l'attività venatoria, le sue peculiarità, ma anche le sue criticità, il tema di una serie di incontri che l'assessore all'agricoltura, caccia e pesca, Marco Remaschi, terrà nei prossimi giorni in provincia di Lucca. Agli incontri sono invitati i cacciatori iscritti a tutte le associazioni venatorie e agli ATC (ambiti territoriali di caccia) del territorio. Lunedì 21 settembre, ore 21, il primo incontro che si svolgerà presso la sala della ex circoscrizione in via Galileo Galilei a Fornaci di Barga. Il 28 settembre, sempre alle 21, l'incontro si terrà invece a Lido di Camaiore, presso la sede della Croce Verde, in via Fratelli Rosselli. Infine il 2 ottobre alle 21 l'incontro si terrà a Lucca, presso la sala Tobino al piano terra di palazzo Ducale.

«Sulla proposta di legge specifica sulla gestione degli ungulati selvatici, per contenere la proliferazione di cinghiali e caprioli in Toscana, presentata dall’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi, ci riserviamo di dare una valutazione definitiva solo dopo aver analizzato nel dettaglio il documento articolato. Le premesse sembrano positive, auspichiamo però che non si perda tempo fra i rivoli burocratici e che venga posto finalmente rimedio ad una piaga vera e propria per la nostra agricoltura, che venga posto rimedio al sovrappopolamento di cinghiali e caprioli. Servono interventi immediati. Finalmente era il tempo che il tema venisse affrontato in modo organico senza sottovalutazioni o soluzioni improvvisate». E’ questo il commento del presidente Cia Toscana Luca Brunelli, dopo l’incontro di oggi in Regione Toscana, insieme alle sigle dell’agricoltura e del mondo venatorio regionale sulla proposta di legge regionale.

Redazione Nove da Firenze