A Firenze c’è stato il primo Meeting nazionale della Formazione delle Misericordie d’Italia. In sala erano in 207, e altri 394 si sono collegati da tutta Italia in videoconferenza.
L’evento si è tenuto negli spazi della Fondazione Andrea Bocelli ed è stata anche l’occasione per festeggiare i 25 anni del sistema formativo delle Misericordie: un percorso che in un quarto di secolo ha formato migliaia di volontari e responsabili.
A condurre la giornata c’era Lorenzo Baglioni. Sul palco si sono alternati tanti nomi: il presidente nazionale Domenico Giani, Elio Di Leo per l’Area Formazione, Alberto Corsinovi dalla Toscana, mons. Franco Agostinelli come Correttore nazionale, il sottosegretario regionale Bernard Dika, il coach Alessandro Sorani, Laura Biancalani e Silvia Gualdani della Fondazione Bocelli e don Alessandro Lombardi per l’Arcidiocesi di Firenze.
Il filo conduttore è stato chiaro: senza formazione non c’è futuro per il volontariato. Formare significa passare competenze, custodire l’identità delle Misericordie e preparare le volontarie e i volontari ad affrontare i bisogni reali delle comunità, ogni giorno.
A chiudere il senso della giornata ci ha pensato Domenico Giani: «La formazione è decisiva per il futuro delle Misericordie. Sono i formatori a generare quel bene che poi, attraverso i nostri volontari, arriva a chi soffre. Il nostro modello di servizio è un patrimonio che si può trasmettere, ma servono persone capaci di accompagnare e di testimoniare».