Rubrica — Editoria Toscana

Salone del libro: l'omaggio di "Leonardo" agli aspiranti chef degli istituti alberghieri

Il genio toscano tra le novità di Torino nell'edizione 2018-2019. L'allarme "Noi traduttori rischiamo di scomparire"


TORINO- È arrivato anche Leonardo da Vinci, in realtà un professore delle superiori della provincia di Pisa nei panni del genio toscano, per chiudere al meglio, presso lo stand della Regione Toscana al Salone del Libro di Torino, l'esperienza di "Dulcis in primis", il progetto della Regione Toscana che nel corso dell'anno scolastico ha coinvolto gli studenti dell'indirizzo enogastronomico degli istituti alberghieri toscani. È stata anche l'occasione per ringraziare gli studenti che hanno partecipato a questo progetto, finalizzato alla riscoperta dei sapori e delle ricette della tradizione, ma anche alla crescita professionale dei partecipanti. A rappresentarli una delegazione dell'alberghiero e commerciale Matteotti di Pisa. La "presenza" di Leonardo, ovviamente, non è stata casuale: il programma della Toscana al Salone di Torino quest'anno è tutto nel segno dell'anniversario di Leonardo, che peraltro, è stato ricordato nell'incontro di ieri, ha messo il suo genio al servizio anche della cultura del cibo, persino con alcune invenzioni che oggi sono strumenti ordinari nelle nostre cucine. Nel corso dell'incontro sono state distribuite centinaia di copie del volume "Primi di Toscana", edito dalla Regione Toscana, con le ricette degli istituti alberghieri che l'anno scorso hanno partecipato alla prima edizione del progetto.

Anche quest’anno la Betti Editrice è presente al Salone del Libro di Torino con una selezione dei lavori editoriali realizzati nell’ultimo anno. All’interno dello stand Regione Toscana, dedicato alla figura e al genio di Leonardo, è stato presentato in anteprima il libro per bambini delle sorelle Silvia e Giulia Clemente “I Sogni di Leonardo”, primo volume di una collana che vuole far conoscere ai più piccoli le storie e le curiosità sugli uomini e sulle donne eccezionali della Toscana.

“Il Salone è il più importante appuntamento per l’editoria italiana - sottolinea l’editore Luca Betti - non solo per presentare il proprio lavoro, ma anche e soprattutto per confrontarsi con altre case editrici, per capire e conoscere i trend e le tendenze di questo settore e capire come progettare il futuro. Per una casa editrice che parte dal proprio territorio, è un momento per allargare i propri orizzonti e portare la Toscana oltre i confini regionali”.

“Veniamo trattati come lavoratori ‘atipici’, pagati a cottimo, senza tutele e con i redditi più bassi d’Europa, proprio noi che svolgiamo un mestiere antico quanto le traduzioni della Bibbia” denuncia Marina Pugliano, coordinatrice iniziative StradeLab, l’associazione culturale che affianca la sezione traduttori editoriali della CGIL Strade SLC, e curatrice della quarta edizione di ViceVersa, l’evento internazionale dedicato alla traduzione che quest’anno si svolge per la prima volta in Italia. La rassegna si è aperta il 7 maggio e proseguirà fino al 14 alla Casa Cares di Reggello con laboratori e momenti di confronto tra dodici traduttori internazionali. La gestione dei diritti d’autore e le condizioni lavorative dei traduttori editoriali sono stati al centro del Salone di Torino giovedì 9 maggio, in occasione degli eventi con StradeLab, nel corso dei quali l’On. Piccoli Nardelli ha ammesso i pochi passi in avanti fatti per le tutele della categoria e si è dichiarata disponibile a portare la questione sul banco della Commissione Cultura nelle prossime settimane. Attualmente sono in corso gli Stati Generali dell'Informazione e dell'Editoria e proprio ViceVersa sarà il momento per fare il punto, sensibilizzare il grande pubblico e redigere una proposta concreta da presentare al Dipartimento per l’Informazione e l’editoria, con la partecipazione di professionisti europei di primo piano, tra cui Dominique Vittoz, la voce francese di Camilleri, Fo, Scarpa, Comencini; Lise Capuis, traduttrice di Tabucchi, Manganelli eAnaïs Bouteille-Bokobza voce francese di Rosa Ventrella, per citarne solo alcuni.

"“Le nostre condizioni sono equiparabili a quelle dei riders – prosegue Pugliano –. Dal 2012, anno in cui abbiamo lanciato la petizione per istituire un fondo di sostegno alla traduzione editoriale cui è seguita la firma di un protocollo d’intesa con gli editori indipendenti, ma pochi passi avanti sono stati fatti sul piano istituzionale. Lo scenario attuale è privo di istanze nel programma della Commissione Cultura e rimane sospeso in attesa di un incontro promesso dal Ministro Bonisoli in occasione di BookPride, ma mai concretamente organizzato”.Quella dei traduttori editoriali italiani è, infatti, una condizione di precariato: ““Secondo la legge siamo autori al pari degli scrittori delle opere che traduciamo, ma siamo pagati a cottimo e male e, al contrario degli altri paesi europei, non ci vengono riconosciute royalties – conclude Pugliano – . Il nostro è un mestiere ‘di lusso’ che non tutti possono permettersi di svolgere perché non sufficientemente remunerativo. Se continuiamo così siamo condannati ad estinguerci e ad impoverirsi non saranno solo tutta la nostra letteratura e il patrimonio culturale, ma anche la stessa industria editoriale, che deve buona parte del suo fatturato al nostro lavoro”.

Redazione Nove da Firenze