Rubrica — Agroalimentare

Ritorna a Vinci il clone della Vigna di Leonardo a Milano

Fotografie di Alessandro Zani

Un progetto della Fattoria Dianella a 500 anni della morte del genio. Stamani le marze strappate dalla vigna originaria dalla Casa degli Atellani sono state simbolicamente piantate nei terreni della collina di Sovigliana


Francesco e Veronica Passerin d’Entrèves hanno scelto il giorno del cinquecentenario della morte del genio, per celebrare il ritorno della vigna di Leonardo a Vinci, nei terreni della Fattoria Dianella.

All’aria aperta, stamani, le marze cloni di Malvasia di Candia, prelevate nelle settimane scorse dalla Vigna di Leonardo in Corso Magenta a Milano per gentile concessione della famiglia Castellini proprietaria della Casa degli Atellani, sono state ripiantate nell’orto ornamentale della Fattoria Dianella a Vinci proprio il 2 maggio giorno della sua morte, un segno di rinascita a 500 anni dalla scomparsa del genio, in questa primavera dalla luce intensa e i colori caldi, quando le campagne si rianimano di nuova vita.

La famiglia di Leonardo possedeva vigneti tra Vinci e Bacchereto. A Milano Ludovico il Moro nel 1498 gli donò un terreno di fronte a Santa Maria delle Grazie dove Leonardo stava lavorando all’Ultima Cena. Dal 2015 la Vigna di Leonardo, oggi parte del giardino della Casa degli Atellani, rivive nel rispetto del vitigno e dei filari originari grazie ad un progetto di recupero realizzato in occasione di Expo.

Villa Dianella è la dimora originaria della famiglia del poeta Renato Fucini e si trova alle pendici del Montalbano, nel comune di Vinci, città natale di Leonardo. Oggi l'ampia selezione di vini e la ricca offerta di olio della Fattoria Dianella sono state poi protagoniste di un lunch con un menu di prodotti alimentari locali. L'opportunità esclusiva per un pubblico di invitati (autorità e giornalisti) di calarsi nell’atmosfera rinascimentale gustando ricette ispirate all'eterno genius loci.

Ciascun piatto era accompagnato dai vini prodotti negli oltre 26 ettari di vigneto. Principe della tavola “Il Matto delle Giuncaie”, imbottigliato per la prima volta nel 2001, un rosso IGT, ottenuto unicamente da uve sangiovese di un unico cru, dal carattere vigoroso ad una prima impressione per poi trasformarsi in un vino morbido, con note di tabacco amalgamate a frutti rossi.

Autentica rivelazione l'Acquarosa, bevanda dissetante che a Dianella viene realizzata secondo la ricetta originale di Leonardo, contenuta nel Codice Atlantico, confezionata proprio in occasione del Cinquecentenario.

L’olio Dianella è un olio extravergine di oliva ottenuto da alberi secolari: un blend di diverse tipologie di olive (frantoiane, pendoline, moraiole e leccine) che vengono raccolte a mano e frante, a freddo, nell’arco delle 24 ore. Un olio leggero, ma con un gusto in cui spicca un sentore di carciofo. Il suo grado di acidità (massimo 0,15%) lo rende ideale sia a crudo sia a cotto.

Tra i prodotti di Dianella anche cosmetici. Si tratta di saponi, creme idratanti e gel doccia ottenuti con i residui delle lavorazioni dell’olio, che grazie ai loro ingredienti totalmente naturali, donano morbidezza, tono ed elasticità alla pelle.

Agroalimentare — rubrica a cura di Nicola Novelli

Nicola Novelli

Nicola Novelli — Fondatore e Direttore responsabile di Nove da Firenze, dal 1997 il primo giornale on line fiorentino. Laureato in Scienze Politiche è giornalista pubblicista dal 1989. Dal1999 presiede Comunicazione Democratica, associazione di promozione sociale che edita www.nove.firenze.it. Per 5 anni consigliere regionale dell'Ordine dei Giornalisti della Toscana, attualmente è tesoriere della Fondazione OdG Toscana

E-mail: direttore@nove.firenze.it