Rifiuti in Toscana: scarti di produzione a peso d'oro

di Rosa Marchitelli


E' il 29 maggio 2015 quando la legge sugli ecoreati entra in vigore in Italia, portando così una novità non indifferente al codice penale. I danni all'ambiente si considerano dei veri e propri reati e si acquisiscono strumenti più efficaci per la lotta alle ecomafie. Nonostante questo, secondo l'ARPAT - l'Azienda Regionale per la Protezione ambientale della Toscana, ogni anno vengono smaltite enormi quantità di rifiuti illegali le quali sono poi riversate nelle campagne oppure incendiate, provocando conseguenze importanti sull'inquinamento.

L'allarme per l'infiltrazione mafiosa in Toscana è stato lanciato il 21 Novembre 2013 dalla Fondazione Caponnetto di Firenze, sostenendo che i casalesi avessero spostato proprio in Toscana lo sversamento di rifiuti tossici.
E' il 20 dicembre dello stesso anno quando il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti afferma che una discarica di rifiuti tossici della Camorra si trova anche a Prato e che la capitale dell'industria tessile toscana sarebbe stata terra di smaltimento di tutti i rifiuti nocivi diretti nei Paese dell'Est. Da quel momento in poi iniziano le indagini volte a scoprire i legami tra camorra napoletana e malavita cinese.

Già nel 2012 però, un caso di traffico illegale di rifiuti invade la cronaca aretina: il 7 Ottobre La Nazione di Arezzo pubblica la notizia di 3 camion, intercettati dal NOS (Corpo Forestale dello Stato) guidati da cittadini stranieri che portavano rifiuti speciali verso i principali centri di raccolta di Arezzo. Oltre ai danni ambientali, questa attività nasconde una notevole circolazione di denaro: parliamo di 2000 o 3000 euro netti al giorno.

L'ultima notizia a riguardo, vede coinvolta ancora una volta la provincia di Prato e risale al 15 Ottobre 2015. E' stata infatti sequestrata un'azienda che possedeva 13 tonnellate di scarti e in più un autocarro utilizzato per il trasporto illegale dei rifiuti.

Il caso della Terra dei Fuochi, al centro dell'attenzione di tg e stampa nazionali, non si alimenta da solo. Sono proprio le province toscane di Viareggio, Pistoia, Lucca, Pisa e Arezzo che tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90 hanno iniziato a percorrere l'Autostrada del Sole per scaricare il tutto principalmente nelle province di Napoli e Caserta. La Toscana è ad oggi al settimo posto nella classifica nazionale dell'illegalità ambientale dopo Campania, Calabria, Sicilia, Lazio e Sardegna.

Dal 2002 a oggi sono state concluse 45 indagini per traffico organizzato di rifiuti che hanno coinvolto a vario titolo diverse aziende toscane. Una delle cause principali del fenomeno è da ritrovarsi nella vasta presenza del territorio toscano di aziende medio-piccole che anche se sono molto attive nella gestione dei rifiuti, si ritrovano poi a percorrere la strada sbagliata. Nel 2014 i reati legati allo smaltimento illegale dei rifiuti calano da 412 a 365 e gli arresti aumentano da 2 a 8.

I dati restano comunque allarmanti e ad oggi l'attenzione è puntata sulla Cava di Calce Paterno a Firenze e la Cava di Quarata ad Arezzo. Quest'ultima è infatti la provincia toscana con il numero più alto di infrazioni accertate, ne conta infatti 76, seguita da Firenze (72), Siena (67) e Prato (50). Non solo Terra dei Fuochi.

Redazione Nove da Firenze