Retina artificiale: a Careggi record internazionale di impianti

Al via il Mese della Prevenzione della Maculopatia e Retinopatia diabetiche, promosso dal 4 al 28 febbraio


La retina artificiale è un impianto che collega un microchip alla retina ormai priva di capacità visiva permettendo il passaggio al cervello di segnali catturati da una microcamera esterna. Questi segnali restituiscono ai pazienti, dopo specifica riabilitazione, la percezione di sagome e presenze in movimento, consentendo una capacità visiva sufficiente a orientarsi nello spazio.

 "Con il paziente operato nei giorni scorsi all’oculistica di Careggi sono trenta le persone che hanno recuperato una certa capacità visiva grazie all’impianto di retina artificiale" dichiara il professor Stanislao Rizzo che ha eseguito l’intervento, un pioniere di questa tecnica chirurgica che ha consentito all’Azienda ospedaliero - universitaria fiorentina di raggiungere il primato mondiale nell’impianto di retine artificiali. 

"Sono circa 300 in tutto i pazienti che ad oggi hanno un impianto retinico – prosegue Rizzo – quaranta sono stati operati in Toscana e la maggior parte a Careggi fra i pochi ospedali al mondo in grado di offrire questa sofisticata ed innovativa tecnologia, attualmente l’unica possibilità di cura per le persone in condizione di cecità da grave ed avanzata retinite pigmentosa".

"La visione bionica – conclude Rizzo – si sta affermando come unica terapia con efficacia relativa per questi pazienti, stiamo uscendo dalla fase sperimentale con un’esperienza ormai sufficiente a definire protocolli standard nella procedura di impianto. Continua la stretta collaborazione con gli ingegneri per migliorare sia l’hardware che il software, solo il tempo necessario all’evoluzione tecnologica e le risorse finanziare per velocizzare questo progresso ci separano dall’obbiettivo di restituire una capacità visiva sempre più completa ai nostri pazienti".

Intanto ha preso il via anche a Firenze il Mese della Prevenzione della Maculopatia e Retinopatia diabetiche, promosso dal 4 al 28 febbraio su tutto il territorio nazionale dal Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano.Un’importante iniziativa medico-sociale che gode del patrocinio del Ministero della Salute e della Società Oftalmologica Italiana (SOI).

Nel capoluogo toscano gli interessati potranno recarsi presso la Clinica Oculistica Università di Firenze in Largo Brambilla 3. Per usufruire dello screening è necessario prenotare la propria visita sul sito www.maculopatie.com. Un’équipe di specialisti sarà a disposizione per diagnosticare la presenza di maculopatia e retinopatia diabetiche e suggerire le opportune terapie.

In totale sono 30 i Centri presenti su tutto il territorio nazionale in cui si potrà effettuare una visita oculistica gratuita, volta alla rilevazione di queste patologie invalidanti che, se non diagnosticate per tempo possono portare alla cecità. Gli screening sono effettuati da équipe medico-infermieristiche dotate di attrezzature all’avanguardia tra cui un software che utilizza un algoritmo di intelligenza artificiale per analizzare le immagini dell’occhio prese con una telecamera retinica. La nuova frontiera della diagnostica.

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Secondo quanto riportato dalla Società Oftalmologica Italiana e dalla Società Italiana di Diabetologia, quando il diabete mellito viene diagnosticato oltre i 30 anni di età, la prevalenza di retinopatia diabetica varia tra il 21% negli individui con diabete insorto da meno di 10 anni e il 76% in quelli con più di 20 anni dalla diagnosi: mediamente il 30-50% della popolazione diabetica è affetto da retinopatia in forma di varia gravità. Questo dimostra come il pericolo pubblico numero uno per gli occhi sia il diabete.

Redazione Nove da Firenze