Referendum sulla Tramvia, il terzo dal 1988: Firenze rischia un futuro a metà

Dopo l'annuncio di un Referendum targato 5 Stelle, i fiorentini sono rimasti spiazzati


 L'annuncio dell'ennesimo Referendum sul futuro della Tramvia a Firenze sembra aver letteralmente spiazzato i lettori di Nove da Firenze che sul Profilo Facebook del Quotidiano hanno espresso la loro posizione esprimendosi in larga maggioranza contrari più all'iniziativa consultiva che al progetto, evidenziando in questo il rischio di uno stop al completamento del sistema di trasporto.
A pesare sembra essere dunque il dibattito sulle grandi opere strategiche che sono rimaste in stand by in tutta Italia. 

Alcuni degli interventi. "Da Scandicci a Careggi senza cambiar vettura e con un solo biglietto: è già realtà" commenta Marco. Lucia "No all’inceneritore, no all’aeroporto, ora no anche alla Tramvia! Ci avete scocciato..". Gianluca "Ma per fare la diga del Bilancino è stato fatto un referendum? Ma per fare il ponte dell’indiano è stato fatto un referendum? E per fare la FiPiLi? E per fare il condono ad Ischia?..".
Maurizio "Il referendum è stato fatto e non è stato certo disatteso, visto che, a conti fatti, solo due fiorentini su dieci si espressero contro la Tramvia". Ed ancora "Ancora referendum?!? Eh no, abbiamo già fatto!", "Che Dio benedica l'arrivo del tram. Tempi ridotti di 1/10 per percorrere da parte a parte la città con 1,80€. Traffico ridotto, città rinnovata e modernizzata. Questi non sanno cosa dicono".

Oggi Firenze risulta servita a metà, nonostante la realizzazione di due Linee nell'arco di una legislatura, a differenza della sola Linea 1 realizzata nel secondo mandato Domenici e dei cantieri fermi durante il mandato Renzi.
Restano scoperti Centro Storico - Campo di Marte - Bellariva e Gavinana. 

Nell'ottobre del 1988 i fiorentini venivano chiamati per la prima volta ad esprimersi sul progetto di riportare il Tram nel capoluogo. Una scelta che non incideva sulla realizzazione o meno dell'opera, che comunque si sarebbe fatta, ma sull'area dalla quale partire: se quella verso l'Osmannoro, oppure quella verso Scandicci.

Nel febbraio 2008 i fiorentini sono chiamati nuovamente ad esprimersi non sulla realizzazione dell'opera, ma sul passaggio della Tramvia dal Duomo di Firenze. La consultazione non raggiunge il Quorum e pertanto Palazzo Vecchio dichiara di aver ottenuto una sorta di via libera.
Nel 2010, la pedonalizzazione del Duomo, dichiara chiusa la partita che recentemente si è riaperta con l'ipotesi del sottoattraversamento Unità - Repubblica - Santa Croce - Piave o dell'attraversamento a raso dell'area pedonale così come da rendering ipotizzati nel 2005.

Nel novembre 2018 arriva questa nuova proposta referendaria sul futuro dell'opera, ma anche stavolta non si parla dell'intera opera, perché l'attenzione è puntata sulla sola piazza San Marco.
Progetto Fortezza - San Marco: il prolungamento della linea attraverserebbe viale Lavagnini, Piazza della Libertà e via Cavour, per poi arrivare in Piazza San Marco e uscire in Via La Marmora.
Successivamente partirebbero i lavori tramviari per la Linea verso Bagno a Ripoli, proprio da piazza della Libertà.

Il Movimento 5 Stelle dichiara di aver discusso a lungo sull'opportunità o meno di costruire questa linea, e "nel nome della partecipazione, vorrebbe anche una opinione dei cittadini sottoponendo loro un breve quesito".

Ma cosa chiede il quesito proposto dal Movimento 5 Stelle, rappresentato a Firenze dalla capogruppo Arianna Xekhalos? 
E’ d’accordo con l’estensione della tramvia dalla Fortezza a Piazza San Marco?
Le opzioni: 1 No, vorrei che piazza San Marco fosse connessa con un servizio di bus elettrici e navette per non impattare troppo il corrente assetto viario del centro storico ed evitare aumenti di traffico. 2 Sì vorrei che fosse connessa con la Tramvia, ma solamente quando saranno ultimate le altre linee periferiche, cosicché la situazione sui viale si sia già alleggerita e normalizzata nel tempo. Nel frattempo dei servizi alternativi di navette elettriche potrebbero connettere le linee 1-2 e 3. Sì, vorrei che questi lavori fossero fatti il prima possibile, perché lì ritengo fondamentali.

 Nonostante i termini usati nel quesito, la contesa resta il futuro del sistema tramviario. "Abbiamo deciso di fare quello che il Sindaco Nardella e il suo partito si sono sempre rifiutati di fare, cioè un vero e proprio sondaggio, un mini referendum, per capire cosa vogliano davvero i fiorentini afferma Arianna Xekalos che aggiunge Oggi vogliamo mettere la parola fine a questo modo di operare e siamo qui per annunciare l’apertura di una campagna di informazione e di discussione con la cittadinanza sul futuro della tramvia verso Piazza San Marco. In tutti i nostri gazebo e nel nostro ufficio a Palazzo Vecchio, mettiamo a disposizione la documentazione necessaria per informare i cittadini e far decidere a loro, con un semplice questionario, quale sia la priorità per FirenzeCon il nostro questionario portiamo avanti un mini-referendum per sapere davvero cosa vogliono i fiorentini. Un dato mai preso in considerazione fino ad oggi ma che noi riteniamo invece fondamentale”.

Ma la risposta sarà cosa vogliono i fiorentini in merito al ramo San Marco o sull'intero sviluppo della Tramvia? I cittadini sembrano temere proprio questa nuova forzatura e cioè che dal passaggio particolare sul nodo San Marco si possa rimettere in discussione il completamento del sistema.

Un sistema la cui completa funzionalità, sembra oramai un concetto chiave, dipende dalla copertura dell'intera area metropolitana.
Firenze, dopo aver subito i disagi dei cantieri ed aver registrato l'apprezzamento dell'utenza per le Linee già attive, ma incomplete, resterebbe servita a metà con la necessità di coprire le zone d'ombra con il mezzo privato che resterebbe quindi necessario per la popolazione. 

Redazione Nove da Firenze