Rubrica — Spettacolo

"Piano Novecento", suona Riccardo Sandiford

Domani sera al Museo di piazza Santa Maria Novella il pianista interpreta Debussy, "iniziatore ideale dell'arte musicale moderna"


A distanza di oltre duecento anni dalla sua nascita, il pianoforte, grazie anche alle modifiche tecniche apportate nel corso di due secoli, continua ad essere strumento protagonista della scena musicale e laboratorio principale dei compositori, su cui esercitare l'inventiva. Piano Novecento, così si intitola la rassegna di tre concerti che il Museo Novecento ha scelto di dedicare al principe degli strumenti musicali, il primo dei quali vedrà esibirsi Riccardo Sandiford domani, giovedì 4 luglio alle 21:30 (gli altri due concerti sono previsti il 5 e il 17 di settembre) che si esibirà nei Douze Études di Claude Debussy. Dai tempi delle tastiere a pizzico, fino al moderno meccanismo percussivo sempre maggiormente in grado di sostenere enormi masse sonore, non esiste musicista, o quasi, che non si sia cimentato in opere pianistiche, o comunque non lo abbia utilizzato come mezzo per comporre. E così, Bach, Mozart, Beethoven, Chopin e tanti altri eccezionali uomini hanno costantemente trovato, anche attraverso quella magica e comoda tastiera, nuove vie sonore e nuovi codici estetici. “Se dovessimo indicare il secolo più innovativo e diversificato, dal punto di vista stilistico, ci verrebbe in mente in primis proprio il Novecento - spiega Riccardo Sandiford - soprattutto per le connessioni teoriche e filosofiche che stanno a monte ad ogni nuova "scuola" artistica. Difficile trovare una scelta inconsapevole; difficile trovare un musicista non coinvolto dalle correnti e mode del momento; difficile emergere isolandosi dagli altri intellettuali. Molto di tutto ciò, comincia probabilmente prima ed in ambito impressionista, dove gli artisti di varie discipline si incontrano, si confrontano e si scambiano idee, e sembrano, spesso, inseguirsi. Da questo punto di vista, il musicista francese Claude Debussy è certamente figura centrale della cultura fin de siècle e, in un secondo momento, iniziatore ideale dell'arte musicale moderna".

Redazione Nove da Firenze