Rubrica — Agroalimentare

Ornellaia 2020, annata super

Il racconto di Axel Heinz, Direttore della tenuta


BOLGHERI, 27 OTTOBRE 2020 – Il 2020 rimarrà nella storia per molte ragioni, prima fra tutte l’emergenza causata dal Covid-19, che ha messo tutto il mondo in stand-by per diverse settimane. Anche dal punto di vista vitivinicolo però ci sarà molto da ricordare: un anno dinamico, pieno di colpi di scena climatici che hanno mantenuto una suspense incredibile sino agli ultimi giorni di vendemmia. Senza dubbio, tra pochi anni il 2020 verrà ricordato anche per un’altra annata di grandi vini a Bolgheri.

Nelle parole che seguono, il racconto di Axel Heinz, Direttore della tenuta:

ALL’INIZIO LA QUIETE, POI LA “TEMPESTA” COVID
Nulla durante l’inverno avrebbe fatto presagire un’annata troppo diversa dal solito eccetto il ripetersi di un clima mite e piovoso, con temperature solo di rado vicine a 0°C. Tuttavia, all’inizio di marzo, si è fatto appena in tempo a finire i lavori invernali in vigna e ad imbottigliare Le Volte dell’Ornellaia prima che fosse imposto il lockdown a livello nazionale. Fortunatamente le gemme si sono prese il loro tempo e sono sbocciate nell’ultima settimana del mese, dando così al team di Ornellaia il tempo di prepararsi e organizzarsi per operare in piena sicurezza.

UNA PRIMAVERA MAGNIFICA, MOMENTO DI SERENITÀ
In aprile Madre Natura sembra aver voluto compensare le difficoltà del lockdown regalando ai vigneti un clima da manuale fino alla fine di maggio, con giornate calde e prevalentemente asciutte. La crescita delle viti è stata regolare e ha permesso di effettuare la potatura delle chiome senza troppa fretta. Fioritura e allegagione sono avvenute in condizioni ideali durante l’ultima settimana di maggio. Giugno è stato invece piuttosto piovoso, con lo sviluppo delle viti che ha subito un’accelerazione. I grappoli sono cresciuti sensibilmente in questo periodo ed è stato necessario un notevole lavoro in vigna per tenere sotto controllo le chiome.

LUGLIO E AGOSTO: IL MITO DELL’ESTATE BOLGHERESE È UNA REALTÀ
Luglio è stato caldo e secco, condizione fondamentale per innescare l’invaiatura che si è sviluppata, puntuale e lenta, verso la fine del mese. In agosto le temperature sono aumentate ulteriormente, per un totale di 47 giorni sopra i 30°C durante tutta la stagione, con picchi frequenti di 36°/37°C che hanno reso questa estate di fatto paragonabile a quella del 2015.
Come ci saremmo potuti aspettare, i primi campioni di Sauvignon Blanc all’inizio di agosto mostravano già un’alta concentrazione di zuccheri che lasciava prevedere una vendemmia anticipata. Fortunatamente le alte temperature diurne di notte scendevano sotto i 20°C, permettendo alle uve di sviluppare il loro potenziale aromatico e mantenere buona acidità.
Intanto, la maturazione dei vitigni a bacca rossa progrediva con calma, creando un interessante potenziale fenolico. Negli ultimi giorni di agosto la pioggia è arrivata in tempo per alleviare lo stress idrico in eccesso e abbassare le temperature. Durante la vendemmia del Merlot le temperature sono scese fino a 14°-15°C di notte, condizione perfetta per raccogliere queste uve nel picco di fragranza e vivacità.

VENDEMMIA: SOLO LA PIOGGIA PUÒ FERMARCI
I primi grappoli di Sauvignon Blanc sono stati raccolti il 13 agosto, terminando con gli ultimi il 25 del mese. Il Viognier ha visto tempi di raccolta simili, tra il 14 e il 28 del mese, mostrando livelli di zuccheri moderati ed eccellente acidità. Per i rossi si è cominciato il 3 settembre con le viti più giovani di Merlot.
A metà settembre un cambiamento improvviso: un’ondata di calore poco prima che la vendemmia del Merlot e del Vermentino fossero completate. I gradi zuccherini sono saliti e le bacche hanno cominciato a concentrarsi, accelerando la maturazione. In molti vigneti è stato necessario raccogliere in due passaggi, per separare i frutti sani da quelli scottati dal sole. Il Cabernet è stato raccolto subito dopo il Merlot, fatto raro per Ornellaia, così come la raccolta in contemporanea di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot.
Una seconda ondata di piogge, stavolta più lunga, ha permesso un momento di riposo al team in vendemmia, che è poi ripartita negli ultimi giorni del mese terminando piuttosto in anticipo rispetto agli standard il 3 di ottobre. Una settimana più tardi si è svolta la vendemmia tardiva delle uve nobili di Petit Manseng utilizzate per il vino da dessert della tenuta che si è conclusa il 9 ottobre.

PRIME IMPRESSIONI SUI VINI: TUTTO È BENE CIÒ CHE FINISCE BENE
“Posso sicuramente dire che la 2020 sarà un’annata di successo per tutti i vini di Ornellaia”, così conclude Axel Heinz il suo racconto della vendemmia.
Vista l’estate particolarmente calda, le uve a bacca bianca sono state raccolte in anticipo per preservarne aromi e freschezza. Il Sauvignon Blanc si è presentato molto equilibrato, con alcool moderato, acidità fresca e succosa e magnifiche espressioni di frutti tropicali maturi. Vermentino e Viognier sono ricchi e floreali e al tempo stesso di buona vivacità, mentre il Petit Manseng ha raggiunto livelli di concentrazione raramente visti prima.
I rossi sono molto promettenti, con uno stile ricco e strutturato. Il Merlot ha una tessitura vellutata e grande intensità di frutta rossa pienamente matura, ma senza alcuna pesantezza. Il Cabernet Sauvignon in alcuni casi è ancora in fermentazione, ma i primi assaggi rivelano vini dal portamento regale, con colori scuri e classiche note di ribes nero e vegetali, strutture tanniche solide e dense.
Non è più un segreto che Bolgheri sia uno dei luoghi migliori per crescere il Cabernet Franc, ma il livello raggiunto con l’annata 2020 non può che impressionare. Ricco, denso e dai tannini raffinati, esplode letteralmente in note di ribes nero, violetta e delicati aromi vegetali.

Redazione Nove da Firenze