Sinistra Progetto Comune contesta alla Lega le dichiarazioni sull'omicidio del carabiniere

Intervento in Consiglio comunale di Bundu e Palagi: "Evidente il tentativo di strumentalizzare questa vicenda. Chiediamo al sindaco se vuole procedere a una denuncia per istigazione all'odio razziale e se se sia intenzionato a difendersi dalle accuse"


Si è svolto oggi a Somma Vesuviana (Napoli) il funerale di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma nella notte tra giovedì e venerdì. Trasportata a spalla dai colleghi e ricoperta dal tricolore, la bara, seguita dalla moglie, ha attraversato la navata della chiesa gremita di persone, tra le quali anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e il vicepremier Luigi Di Maio. Sopra, sono stati adagiati un mazzo di fiori, delle fotografie del matrimonio e anche la maglia del Napoli, la squadra del cuore di Mario Cerciello Rega. Proprio nella chiesa di Santa Maria del Pozzo, Cerciello Rega si era sposato con la moglie, Rosa Maria Esilio. "Oggi ci siamo, siamo qui per lui e per dirgli grazie", queste le parole con cui monsignor Santo Marcianò, arcivescovo ordinario militare per l'Italia, ha iniziato la cerimonia funebre.

Mentre a Roma il gip ha disposto il carcere per i due giovani americani accusati dell'uccisione del carabiniere, anche nel consiglio comunale di Firenze se ne è parlato. consiglieri del gruppo Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu alla luce degli interventi dei giorni scorsi di alcuni esponenti della Lega, chiedono tra l'altro al sindaco "se sia sua intenzione procedere a una denuncia per istigazione all'odio razziale".

Bundu e Palagi citano i comunicati con cui i rappresentanti del Carroccio hanno commentato la morte del carabiniere. "Abbiamo appreso dagli organi d’informazione dell’omicidio del Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, una persona che svolgeva il suo lavoro, un funzionario dello Stato caduto in servizio, per cui chiediamo, con fermezza, verità e giustizia, stringendoci attorno a suoi familiari e amici. Abbiamo però anche letto qualcosa del circo di congetture, dichiarazioni a caso e conati di tweet che si è scatenato fin da subito, in tutte le direzioni. In particolare, ricordiamo il comunicato del 26 luglio del Capogruppo della Lega in Palazzo Vecchio, Federico Bussolin, in cui invitava strumentalmente a una “riflessione profonda sulle ripercussioni che l’immigrazione incontrollata sta portando in tutta Italia”, accusando il Sindaco Dario Nardella di “lavarsi le mani” rispetto ai segnali (quali?) del Ministero dell’Interno. Con gli stessi toni, si argomenta che la notizia dell’omicidio del Carabiniere dovrebbe portare a dotare la Polizia Municipale di taser perché Firenze sarebbe “nel “pallone” in termini di gestione del territorio, proprio a causa di quelle politiche del PD che hanno permesso l’ingresso in Italia di clandestini”.

Allo stesso modo, nello stesso giorno, il Consigliere Asciuti del Gruppo Lega, in un altro comunicato afferma che “la sinistra ha fatto entrare a Firenze persone provenienti da tutto il mondo, senza preoccuparsi se fossero delinquenti o meno”, chiedendo “una risposta dura e concreta da parte del Sindaco, volta ad allontanare chi delinque in città”.

Infine il vice presidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini, anch’egli Consigliere del Gruppo Lega, che con un suo comunicato afferma che l’assassinio di Mario Cerciello Rega sarebbe “l’occasione per riflettere, ancora una volta, sul fatto che l’immigrazione irregolare e incontrollata alimenta inevitabilmente la delinquenza”.

Stando allo stato delle cose, come riportateci dagli organi d’informazione, in questa vicenda, gli stranieri pericolosi, considerabili “delinquenti”, sono i due americani, statunitensi, che avrebbero aggredito e ucciso il nostro carabiniere. E che ora sono in stato di fermo, indiziati di omicidio in concorso.

Ci pare evidente allora il tentativo di strumentalizzare tale vicenda nei comunicati che abbiamo letto, dando una lettura distorta e semplicistica di fenomeni molto complessi, anche prescindendo dalle diverse posizioni politiche ed ideologiche.

Quanto detto in tali comunicati pare anche poco rispettoso, per chi riveste cariche istituzionali, e non solo partitiche, nei confronti di un operatore di polizia aggredito e ucciso e nei confronti degli inquirenti, così tirati per la giacchetta.

In un Paese in cui si dice che ci sia bisogno di legalità, mentre anche esponenti politici di primo piano invocano scorciatoie su troppe questioni, chiediamo allora con forza all’Amministrazione comunale di prendere posizione di fronte alle cittadine e ai cittadini di Firenze e davanti al suo Consiglio rappresentativo. Chiediamo quindi al Sindaco se sia sua intenzione procedere a una denuncia per istigazione all’odio razziale e se sia intenzionato a difendersi dalle accuse mosse nei comunicati rispetto alla situazione della Città". 

Redazione Nove da Firenze