La costruzione di una nuova linea di trasporto pubblico deve per forza sacrificare gli alberi e il verde della città? È questo il dilemma ricorrente che accompagna quasi ogni opera infrastrutturale. Parliamoci chiaro: la paura del "cantiere mangia-verde" è radicata e spesso alimentata da cantieri del passato percepiti come sinonimo di abbattimenti, polvere e perdita di spazio naturale.
L'ultima contesa di Firenze sembra prendere una piega diversa. Stamani è stata annunciata una variante "verde" al progetto della linea tranviaria 3.2.2 Libertà–Rovezzano, che trasformerà il Quartiere 2. L'intervento è il frutto del dialogo serrato con associazioni ecologiste, comitati cittadini e la presidenza del Quartiere 2 guidata da Michele Pierguidi. L'obiettivo? Ribaltare il paradosso tra mobilità e ambiente, dimostrando che la posa dei binari può trasformarsi in un'opportunità per moltiplicare gli alberi, ridurre l'asfalto e rigenerare la qualità climatica della città.
Secondo la Giunta comunale a fine lavori, il bilancio vegetale del Quartiere 2 non si limiterà a un pareggio o a un recupero di facciata, ma andrà in attivo. L'area interessata passerà infatti dagli attuali 1.439 alberi a 1.834 piante, registrando un incremento netto di 395 alberi (+27%) rispetto alla situazione antecedente i cantieri.
Per comprendere la portata progettuale di questa variante, basta guardare al passato: il precedente progetto definitivo prevedeva un saldo positivo di soli 67 alberi (portando il totale a 1.506). La nuova soluzione segna dunque un miglioramento del +490% sull'incremento netto del patrimonio arboreo. Un risultato garantito da un investimento dedicato di circa due milioni di euro. Ecco i numeri chiave del nuovo assetto:
- Nuove aree verdi complessive: +2.180 metri quadrati (+10% rispetto al progetto precedente).
- Sede tranviaria inerbita: +3.480 metri quadrati, segnando un incremento del verde tra i binari di quasi il 40%.
- Concentrazione nei viali principali: Tra viale Duse, viale Verga, viale dei Mille e piazza delle Cure gli alberi saliranno dagli attuali 359 a 530, con un saldo netto di +171 piante.
La sindaca Sara Funaro ha dichiarato: "La sostenibilità ambientale e la tutela del verde sono al centro delle scelte che portiamo avanti per il futuro di Firenze... dimostrare che il diritto alla mobilità può andare di pari passo con la salvaguardia e l'incremento del verde."
Tradizionalmente, la piantumazione del verde rappresenta l'ultimo tassello di un'opera, un tocco finale che arriva a lavori ultimati quando il terreno è ormai impoverito. Con la variante per Rovezzano, si assiste a un cambio concettuale messo in luce dal professor Francesco Ferrini, ordinario di arboricoltura all'Università di Firenze.
Le nuove alberature vengono messe a dimora e iniziano a svilupparsi durante la fase di cantiere, senza dover attendere la conclusione dei lavori prevista per il 2029. In questo modo, "il tempo del cantiere diventa tempo di crescita". Inoltre, non si tratterà di esili piantine: i nuovi alberi inseriti saranno già esemplari di grandi dimensioni — alti mediamente 8-9 metri per le piantumazioni in terra e 5-6 metri per quelli collocati in vasca — presi in carico per garantire chiome ampie, capacità di ombreggiamento e abbattimento delle bolle di calore sul lungo periodo (10-15 anni).
Un passaggio fondamentale di questo processo è il rigore scientifico: l'intero piano è affiancato da una convenzione scientifica tra l'Università di Firenze e i progettisti. Il team del professor Ferrini seguirà direttamente l'evoluzione dei cantieri per monitorare la qualità delle soluzioni adottate e garantire alle nuove piante le condizioni di attecchimento e crescita più veloci e ottimali possibili.
Come ha spiegato il Professor Francesco Ferrini: "C’è un cambio di paradigma: per la prima volta un progetto infrastrutturale di questa portata mette al centro, grazie a questa variante, il verde urbano, considerandolo parte integrante della trasformazione della città e non un elemento accessorio. Le piante stanno già crescendo mentre si realizza la tramvia, senza aspettare la conclusione dei lavori nel 2029."
Il terzo motivo risiede nella capacità dell'ingegneria moderna di piegarsi alle esigenze della natura preesistente, evitando abbattimenti indiscriminati attraverso soluzioni tecniche su misura.
- La sede rialzata allo stadio: Nella zona circostante lo stadio (viali Fanti, Malta e Mamiani), i progettisti hanno introdotto una sede tranviaria rialzata di 20-30 centimetri. Si tratta di una soluzione inedita, mai adottata prima sulle altre linee della rete fiorentina, che consente di posare i binari limitando gli scavi alla sola profondità dell'asfalto preesistente.
In questo modo non si intacca il sottosuolo e si preserva integralmente l'apparato radicale degli alberi storici.
- Salvaguardia in via del Gignoro: La modifica della traiettoria dei binari ha permesso di salvare e tutelare l'intero filare alberato centrale preesistente.
- Tutela ed equilibrio in viale dei Mille e piazza delle Cure: Nel complesso, su 232 alberi attuali lungo questo asse, ben 146 (circa 2 su 3) non verranno minimamente toccati.
Le 85 sostituzioni previste saranno infatti ristrette quasi esclusivamente al primo tratto e in corrispondenza delle fermate o del sottopasso. La variante aggiunge 37 alberi in più rispetto al passato, portando il totale a fine cantieri a 269 piante (+272 mq di aree verdi).
- Funzionalità di soccorso: La sede tranviaria così progettata offrirà un ulteriore vantaggio logistico alla città: sarà interamente percorribile dai mezzi di emergenza (ambulanze, vigili del fuoco e forze di polizia).
Rinnovare il verde urbano non significa fare un mero calcolo contabile delle piante, ma avere la visione di sostituire esemplari giunti a fine ciclo vegetativo o pericolosi per l'incolumità pubblica. Gli abbattimenti previsti dalla variante riguardano infatti quasi esclusivamente alberature già classificate in classe di propensione al cedimento C o D, ossia in condizioni statiche o sanitarie gravemente compromesse. La trasformazione qualitativa si nota chiaramente analizzando nel dettaglio le due principali arterie interessate:
- Viale Duse: Dei 31 alberi attuali (in gran parte vecchi pini non più idonei al contesto stradale denso), 28 verranno sostituiti con specie autoctone più adatte e resistenti al clima urbano.
Rispetto alle 24 nuove piante previste dal vecchio progetto, la variante ne inserisce ben 53 in più. A fine lavori viale Duse ospiterà 108 alberi (+77 rispetto ad oggi) e 419 metri quadrati di nuove aree verdi.
- Viale Verga: Su 96 alberi preesistenti, 22 saranno mantenuti. Dove il vecchio progetto prevedeva un saldo negativo di -12 alberi, la nuova variante introduce 69 nuove piante. Il conto finale porterà il viale a 153 alberi (+57 rispetto a oggi) con un incremento di 410 metri quadrati di superficie verde.
L'assessore alla Mobilità Andrea Giorgio ha sottolineato: "Guidare le trasformazioni urbane significa anche avere il coraggio di riconoscere che un progetto può essere migliorato e adeguato alle urgenze del cambiamento climatico."
Se la variante verde per Rovezzano (Line 3.2.2) traccia la rotta strategica per i prossimi anni — in attesa del completamento delle ultime autorizzazioni per le interferenze ferroviarie alle Cure —, la trasformazione concreta della mobilità fiorentina è già una realtà operativa sui cantieri della linea per Bagno a Ripoli. Per garantire una convivenza ordinata tra vita cittadina e avanzamento dei lavori, ecco il quadro aggiornato degli interventi e delle modifiche alla viabilità programmati tra novembre e dicembre:
Ponte Caterina e Nadia Nencioni (completamento parapetti e rivestimenti)
- dal 9 al 23 novembre: Chiusura temporanea di entrambi i percorsi pedociclabili sul ponte per interventi sulle strutture. Il traffico veicolare resta regolare.
- dal 24 novembre al 7 dicembre: Riapertura del percorso pedonale/ciclabile sul lato centro; rimane chiuso il solo lato viadotto Marco Polo.
Interventi notturni su snodi viari e cavidotti (orario 21:00 – 06:00)
- dal 9 al 30 novembre (Lungarno Colombo / Lungarno del Tempio): Restringimenti di carreggiata notturni in corrispondenza degli incroci con via Piagentina e via Campofiore per lo scavo di cavidotti semaforici e sistemazioni urbane.
- dall'11 al 13 novembre (Via Colletta): Chiusura notturna al transito nel tratto compreso tra via Scialoja e viale Gramsci per lavori di riasfaltatura (orario 21:00 – 05:00).
Posa rotaie e getti di calcestruzzo (Lungarno Colombo)
- dall'11 novembre all'11 dicembre: Nelle notti di mercoledì, giovedì e venerdì (orario 21:00 – 02:00), si terranno le operazioni di scarico binari, posa e getto di calcestruzzo. Previsto un restringimento di carreggiata lungo la direttrice di ingresso città da lungarno del Tempio verso via Campofiore.
Incrementare la massa vegetale nei quartieri è uno strumento indispensabile per abbassare le temperature estive, filtrare gli inquinanti e restituire vivibilità ai viali cittadini. Tuttavia, piantare alberi da solo non basta: il vero salto di qualità ambientale si ottiene solo abbattendo le emissioni alla fonte, riducendo cioè il peso del traffico veicolare privato.
La variante verde della tramvia fiorentina dimostra che infrastrutture e patrimonio naturale non sono forze antitetiche, ma alleate fondamentali. Piantare centinaia di nuovi alberi a chioma ampia e stendere chilometri di prato verde tra i binari acquisisce un valore davvero rivoluzionario solo perché integrato in un sistema di trasporto pubblico elettrico, efficiente e moderno.