Nardella a Zingaretti: "Serve più energia, prendiamo in mano ambiente e legalità"

Il sindaco di Firenze sprona il segretario Pd ma ne riconosce anche i meriti. "Nel nostro partito per fortuna non c'è un padre-padrone, c'è discussione, dialettica, anche troppa. L'importante è che l'emorragia sia stata fermata". Regionali, appello all'unità. Saccardi: "Lasciamo lavorare Bonafè"


Firenze, 27 giu. - "Ho spronato più volte Zingaretti a tirare fuori un po' di energia, di forza, un linguaggio più chiaro, prendere in mano 2-3 bandiere: l'ambiente, la legalità. Perché il problema della sicurezza deve essere solo della Lega?". Lo dice il sindaco di Firenze Dario Nardella intervenendo a Radio Cusano Campus.

"Nel Pd - aggiunge - per fortuna non c'è un padre padrone, c'è una discussione, c'è una dialettica, anche troppa. Ci vorrebbe una via di mezzo tra la Lega e il Pd". Detto questo "dal mio punto di vista, essendo sindaco, vivo con meno intensità le dinamiche interne del partito. Zingaretti, finora, almeno l'obiettivo di fermare l'emorragia l'ha ottenuto", conclude.

Nardella è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla riconferma a sindaco di Firenze. “La Lega aveva puntato molto su Firenze, Salvini è venuto qui 4 volte in campagna elettorale. Noi abbiamo fatto un lavoro molto paziente porta a porta. La nostra ricetta è stata l’umiltà e la tenacia di stare in mezzo alle persone. La Lega utilizzava Salvini, noi invece partivamo dal basso. L’antidoto è la verità, dato che i nostri avversari manipolavano la realtà. E poi nelle città è più facile verificare su un politico lavora o non lavora. Credo che la serietà nella politica tornerà di moda perché stiamo toccando delle punte talmente degenerate che le persone cominceranno a sviluppare degli anticorpi. Abbiamo recuperato un certo entusiasmo dei giovani, che la sinistra negli ultimi anni aveva perso”.

Sulle Olimpiadi Milano-Cortina. “Sono felice per il mio collega Sala, lui c’ha creduto, è stato uno dei pochi coerenti dato che i politici usano le olimpiadi come un taxi, salgono e scendono a seconda delle convenienze del momento. Credo che se questi eventi vengono gestiti bene portano lavoro e benessere. Noi a Firenze abbiamo gestito i mondiali di ciclismo e sono andati molto bene. Purtroppo in Italia ogni evento è buono come scusa per fare polemica. Le Olimpiadi non sono né una disgrazia, né la panacea di tutti i mali, sono un’occasione che va sfruttata bene. Renzi? Non so se lui abbia avuto un ruolo diretto, posso ipotizzare che da Presidente del Consiglio avesse creato i presupposti per questa candidatura. Sarebbe bello se tutti esultassimo insieme, invece c’è qualcuno che fa polemica, qualcun altro che vuole mettere la bandierina per primo”.

Sul rifiuto di Roma alle Olimpiadi del 2024. “Faccio sempre lo sforzo di capire cosa ci sia dietro una decisione. Capisco che la Raggi appena arrivata non se la sentisse, capisco i timori delle infiltrazioni di fatti corruttivi, però questi timori non possono mai essere tali da portare a rifiutare una sfida del genere. Se un sindaco ha paura di sbagliare e non fa niente, rischia di fare peggio. Se fossi stato sindaco di Roma non avrei rinunciato a priori. L’argomento di dire: in Italia c’è la corruzione, è un argomento un po’ banale, allora non facciamo più niente”.

Sulla permanenza di Chiesa alla Fiorentina. “L’altro ieri sono andato con il nuovo patron della Fiorentina Rocco Commisso a visitare l’ospedale pediatrico Meyer. A un certo punto un ragazzino gli fa: ‘Rocco, mi raccomando non vendere Chiesa’. Lui si è fermato e quasi commosso ha detto: ‘Tranquillo, Chiesa non lo vendiamo”.

Lo steso Nardella, a margine della presentazione della diciassettesima edizione di 'Corri la Vita', è intervenuto sulla candidatura del Pd alle prossime Regionali. Se nel Pd toscano, alle prese con la partita per il candidato da schierare alle regionali del 2020, "c'è chi accende scintille, io faccio il pompiere, perché il mio obiettivo è quello di tenere il Pd unito. In particolare Firenze unita. Lavorerò per questo instancabilmente, anche perché gli elettori premiano questo tipo di lavoro". 

Uniti e in coalizione, aggiunge rivolgendosi alla segretaria regionale dei 'dem' Simona Bonafè: "Spero si formi rapidamente una coalizione". Su questo "mi appello alla segretaria Bonafè: costruisca una coalizione larga e unitaria e individui una candidatura che sia la più condivisa possibile, se non unanime".
Cosi', ricorda "abbiamo vinto a Firenze, Prato, Livorno, presentando per tempo candidati giusti e tenendo il partito e la coalizione uniti". Invece, prosegue, "dove ci dividiamo, ci spacchiamo, rischiamo sempre di perdere. Io, pero', sono fiducioso perché abbiamo ancora poco meno di un anno davanti.
Per me, quindi, dobbiamo lavorare in questa direzione e da sindaco farò questo".

Il messaggio di Firenze inviato alla Sea Watch, ferma davanti al porto di Lampedusa, "non può che essere umanitario. La cosa assurda è che con questo governo l'Italia non accoglie chi chiede asilo o rispetto dei diritti umanitari e non espelle chi, immigrato irregolare, delinque e viola sistematicamente le leggi. E' il governo che respinge i disperati e che tiene in Italia i delinquenti", dice Nardella sempre a margine della presentazione di 'Corri la Vita'. Commentando poi l'iniziativa di ieri del sindaco di Livorno Luca Salvetti, che ha dichiarato aperto il porto della città labronica per l'ong, Nardella si scaglia nuovamente contro il Viminale: "Dire che si tengono chiusi i porti è una grande stupidaggine, una balla gigantesca sulla quale è stata costruita una vera e propria campagna politica.

"Frizioni nel Pd? Mi pare di no, assolutamente. Anzi… Quando mi hanno domandato cosa ne pensassi ho detto subito che Eugenio Giani avesse ragione. Ha fatto bene a fare quella manifestazione e ha ragione perché mi pare abbia detto anche lui che è presto per fare candidature" alla presidenza della Toscana. L'assessore regionale alla Salute, Stefani Saccardi, anche lei a margine delle presentazione di 'Corri la Vita', organizzata a Palazzo Vecchio, stoppa le polemiche e manda un messaggio ai naviganti: "La partita non è chi fara' il presidente, ma sara' riuscire a tenere la Toscana nell'ambito del centrosinistra. I litigi oggi possono solo essere dannosi".

E qui, a poco meno di un anno dal voto, rimette la partita nelle mani del segretario regionale dei 'dem', Simona Bonafè: "Abbiamo un segretario pienamente legittimato. Ha fatto un grande lavoro che sta guidando bene il partito. Farà un percorso condiviso, poi, con serenità e tranquillità, sceglieremo tutti insieme, anche con le altre forze politiche, il candidato che uscirà dal centrosinistra, non necessariamente dal Pd. Credo che io, Eugenio, tutti, saremo disponibili a questo percorso. Quindi nessuna frizione".

Redazione Nove da Firenze