Mugello: la paura a 100 anni dal terremoto più sanguinoso

La locandina della mostra (da Met)

Si è trattato di un evento tipico dell’area, possibili sciami sismici anche per le prossime settimane. Il 29 giugno 1919 un sisma catastrofico colpi il territorio provocando oltre 100 morti. Realizzato recentemente studio per la prevenzione del rischio sismico nel centro storico di Scarperia


Sono una novantina le scosse registrate sino ad ora e in considerazione della natura dell'evento di stanotte, tipico dell'assetto tettonico del Mugello, non è da escludersi che lo sciame sismico possa andare avanti ancora per settimane. Continueranno quindi le attente operazioni di monitoraggio e verifica, oltre che gli interventi per fronteggiare la situazione di emergenza in corso, da parte della Protezione civile regionale, in rapporto con il Dipartimento nazionale, e delle istituzioni locali. La scossa più forte registrata dall'Ingv è stata quella delle 4.38, di magnitudo 4.5, preceduta da uno sciame sismico di scosse minori che era partito alle 20.38 e che è tuttora in corso. Sulla base delle informazioni finora raccolte le zone maggiormente interessate dagli effetti del sisma – con limitati danni alle cose e nessun ferito – sono il centro di Barberino di Mugello, la frazione barberinese di Galliano e S. Agata, nel Comune di Scarperia e San Piero a Sieve. La faglia interessata è un segmento di quella del terremoto che colpì il Mugello proprio 100 anni fa, nel 1919.

Il 29 giugno 1919, esattamente 100 anni fa, il Mugello fu colpito da un terremoto sanguinoso, che costò la vita a più di cento persone. Quello di stanotte non ha provocato feriti né tantomeno vittime ma la paura è stata tanta. L'ancestrale timore del terremoto è vivo in questa meravigliosa parte della Toscana più che in altre zone. Nel giugno scorso, a Borgo San Lorenzo, nella Villa Pecori Giraldi, si è tenuta una mostra proprio per ricordare il sisma del 1919 rimasto così impresso nella memoria collettiva. Solo a Vicchio i morti furono una quarantina e vennero rase al suolo molte case, circa la metà di quelle esistenti.

Il Comune di Scarperia e San Piero, in occasione del centenario ha dato priorità alla messa in sicurezza delle scuole e degli edifici pubblici e ha voluto implementare il percorso di conoscenza del suo patrimonio edilizio residenziale e allo scopo ha firmato un protocollo d'intesa con l'Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Architettura avviare la valutazione della consistenza statica e della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio residenziale del centro storico di Scarperia. Il Comune è convinto che la Prevenzione di un territorio classificato sismico richiede una strategia di riduzione del rischio che passi attraverso la conoscenza di vari aspetti, quali la microzonazione dei siti, la valutazione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio esistente (edifici strategici e rilevanti, edilizia residenziale e produttiva, patrimonio storico e monumentale), l’informazione alla popolazione del rischio sismico, la predisposizione di piani di protezione civile e la realizzazione di interventi strutturali per la mitigazione degli effetti del terremoto in attuazione a programmi finanziari specifici. Il Dipartimento di Architettura ha messo in campo professori, studenti ed esperti esterni che hanno effettuato il rilievo geometrico e le tipologie strutturali degli aggregati edilizi del centro storico di Scarperia. I risultati raggiunti, hanno permesso di suddividere il centro storico di Scarperia, secondo i criteri e le procedure previste dalla vigente normativa sismica e dei piani di protezione civile: sono stati individuati gli aggregati edilizi, e per ciascun aggregato le unità strutturali e unità minime di intervento. E questa è stata la prima fase del lavoro di studio e di ricerca. Ma il Comune intende proseguire nella valutazione delle condizioni di sicurezza e di vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio esistente anche per utilizzare al meglio le risorse finanziarie disponibili a livello nazionale per interventi di prevenzione da parte dei privati con i finanziamenti del cosiddetto Sismabonus. L’attività di studio, che continuerà a svilupparsi per fasi successive, è propedeutica ad una estensione anche ad altri aggregati edilizi di Scarperia di edilizia più recente, di San Piero a Sieve e degli altri abitati del territorio comunale. La prosecuzione delle attività con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze porterà alla definizione sempre più dettagliata della vulnerabilità sismica degli edifici e la definizione degli interventi edilizi per la riduzione del rischio sismico.

Redazione Nove da Firenze