Morte Silvano Sarti, il partigiano Pillo: il cordoglio di Firenze e della Toscana

Un minuto di silenzio nel Salone dei Cinquecento per ricordare Silvano Sarti,


Silvano Sarti, partigiano, è morto durante la notte appena trascorsa. Silvano Sarti partecipò alla guerra di Liberazione unendosi nel 1944 alla brigata Sinigaglia. Dopo la guerra fu sindacalista e testimone nelle scuole di quelle battaglie. Nato a Scandicci, è stato presidente provinciale dell’Anpi per più di otto anni ed era presidente onorario ANPI Firenze.
Un minuto di silenzio in Palazzo Vecchio per il ”partigiano Pillo” inizia così l’incontro con i giovani che hanno partecipato al Treno della memoria.

La camera ardente è stata allestita in Sala d’Arme, in Palazzo Vecchio a Firenze.  
In occasione del Giorno della Memoria, domenica 27 gennaio, commemorazione pubblica alle 9.30 in Palazzo Vecchio per dare l’estremo saluto a Silvano Sarti, fiorentino, da tutti conosciuto come il partigiano Pillo, scomparso a 94 anni.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella commenta così la drammatica notizia: "Il partigiano Silvano Sarti ci ha lasciati. “Pillo” se ne è andato in questa fredda notte fiorentina, in silenzio. Un uomo alto, forte, energico, è stato piegato dal tempo... Lui che aveva combattuto con i partigiani per liberare la nostra Firenze dai nazifascisti, medaglia d’oro al valore militare. Lui che non ha mai dubitato da che parte stare. Lui che ha passato tutta la sua vita a parlare con i giovani, a discutere con gli operai, sempre in prima linea. Lui che incarnava i valori più genuini dell’essere fiorentino. Ce lo ricorderemo così, con il foulard rosso al collo, il sorriso tenero sul volto scolpito dalla vita, spesso dura, la voglia di parlare, di raccontare senza fermarsi mai. Aveva paura di perdere la voce Silvano, per non poter più raccontare la violenza del fascismo, l’odio degli oppressori, il coraggio di chi non si è piegato e ha scelto la libertà. Stai tranquillo Silvano, la tua voce sarà sempre la nostra voce, la tua speranza sarà sempre la nostra speranza, la tua testimonianza sarà sempre la nostra testimonianza".

"E' stato fino all'ultimo un appassionato combattente antifascista e un testimone dei valori repubblicani e costituzionali. Ci lascia in un momento in cui nel nostro Paese le ragioni di quella sua battaglia tornano prepotentemente in primo piano. Il suo esempio e il suo ricordo ci saranno preziosi" così Enrico Rossi presidente della Regione Toscana commenta la scomparsa del partigiano ‘Pillo', presidente onorario dell'Anpi di Firenze.

"C'era ancora tanto bisogno della sua passione e del suo entusiasmo – commenta l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi -. Ho conosciuto Silvano e mi ha sempre colpito la sua capacità di dialogo e di confronto e soprattutto la sua voglia continua di proporre ai giovani di oggi quei valori che lo avevano spinto, lui allora giovanissimo, a combattere per liberare la sua città e il suo paese. Quella di ‘Pillo' è una storia – conclude – che Firenze non dimenticherà".

“È scomparso il simbolo di quella che è stata la lotta per la Liberazione della città di Firenze” commenta il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani,ricorda la medaglia d’oro al valore militare scomparso questa notte. “L’espressione più autentica e bella – ha detto Giani – di come il ‘partigiano’ sapesse dialogare con i bambini e con i giovani di ogni generazione. Ricordo qualche mese fa un’assemblea nelle scuole con lui, il calore, la partecipazione emotiva dei ragazzi nel vederlo, con la sua schiettezza e franchezza tutta fiorentina riuscire a trasmettere i valori e gli ideali degli adolescenti di allora, che nella lotta per la Liberazione si animarono e si attivarono per la nostra città. Ogni volta, l’11 agosto – aggiunge il presidente – le sue parole in Palazzo Vecchio e in piazza Signoria, catturavano e coinvolgevano perché l’anima popolare di quello che fu l’impegno nella Resistenza attraverso di lui traspariva come in nessun altro. Nonostante i 93 anni, Sarti era sempre comunicativo e solare nella visione della vita. Ci mancherà tantissimo. In occasione della prossima seduta del Consiglio regionale, martedì 29 gennaio – conclude Giani – l’Aula dedicherà un minuto di silenzio allo storico partigiano”.

Il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini commenta: "Caro Silvano, ci lasci alla vigilia della Giornata della Memoria, quando si commemorano le vittime di quell'odio che tu, da giovanissimo, decidesti di combattere in nome della Libertà. Ci volle del fegato per affrontare i nazisti e i fascisti e riportare Firenze alla vita, ma come ci hai detto molte volte in questi anni, fu una scelta "facile", perché si trattò di scegliere tra l'oppressione e un'esistenza libera e non c'erano alternative. Oggi spetta a noi raccogliere la tua memoria, tramandare la tua voce a chi verrà dopo di noi. E' un dovere che ci riguarda tutti, finché ci sarà chi parla di razza, teme le diversità, respinge lo straniero e istiga all'odio. La tua lezione di Libertà non andrà perduta. Lo promettiamo. Grazie Partigiano "Pillo", riposa in pace".

Il sindaco Lorenzo Falchi e tutta la città di Sesto Fiorentino si uniscono al cordoglio per la scomparsa “In queste ore di grande dolore, possiamo dire soltanto ‘grazie’ a Silvano Sarti - afferma il sindaco Falchi - Grazie per aver scelto, ancora giovanissimo, di stare dalla parte giusta, mettendo a rischio la propria vita. Grazie per aver combattuto per la nostra libertà, per aver contribuito al riscatto di un popolo umiliato dagli orrori del Nazifascismo. Grazie per l’esempio che ha rappresentato per tutti noi, una voce alta, di testimonianza e di lotta, che ci ha esortato fino all’ultimo a non dare mai per scontata la libertà, a non chinare il capo di fronte al presente”.

Il sindaco di Empoli, Brenda Barnini: "In questi anni ho avuto il privilegio di conoscere Silvano Sarti. Ho avuto la possibilità di ascoltare le sue parole e tutta l’energia di un uomo che, dopo aver partecipato da ragazzo alla Liberazione della sua città, ha speso la sua vita per tramandare alle nuove generazioni la banalità del male e l'odio per l'indifferenza. Adesso ancora di più tocca a noi andare avanti e difendere libertà e giustizia. Un altro pezzo della storia della democrazia italiana se ne va, chi resta deve ancora di più raccogliere la sua testimonianza e farsene portavoce".

La nota di Paola Galgani, segretaria generale della Camera del lavoro di Firenze: “Silvano era uno di noi, da molto prima di noi. Negli ultimi tempi era molto preoccupato per l’Italia, perché vedeva ripresentarsi quelle pulsioni fasciste e razziste che fin da giovane partigiano aveva combattuto: lui che ha passato la sua vita a trasmettere instancabilmente il valore ideale e civile di quella esperienza ai giovani. Ma Silvano non è stato solo un simbolo della Resistenza: è stato anche un operaio e un sindacalista della Cgil, sempre a fianco di chi lavorava e cercava migliori condizioni sociali. Nato a Scandicci nel 1925, figlio di operai, nel 1940 fu assunto come operaio tagliatore al calzaturificio Rangoni di Firenze. Avvicinato da da due esponenti Pci in clandestinità, svolge attività di raccolta fondi da distribuire alle famiglie degli antifascisti arrestati (il soccorso rosso). Nel 1944 si iscrive al Pci e partecipa alla lotta di Liberazione nella SAP. Dopo la guerra, è tra i primi che si impegnano nella ricostruzione della Camera del lavoro Cgil di Firenze. Per la Cgil diventa segretario della commissione interna al calzaturificio Rangoni; negli anni ‘60 è segretario provinciale dei lavoratori del tessile e dell’abbigliamento, nel decennio successivo è segretario nazionale dei calzaturieri. Insomma una vita da iscritto e militante Cgil (dopo la pensione, nello Spi Cgil). Abbiamo trovato Silvano al nostro fianco tante volte nelle piazze, per difendere il lavoro, combattere il razzismo e il fascismo, tutelare la Costituzione o la pace. Con Silvano se ne va un pezzo di noi. Ci mancheranno tanto le sue parole e la sua passione civile: proseguiremo nel solco che ci ha lasciato, fatto di antifascismo, giustizia sociale, lavoro, diritti, eguaglianza, antirazzismo. Ciao partigiano Pillo, grazie per tutto, continueremo a batterci per gli stessi ideali che ti hanno animato tutta la vita”.

Dalida Angelini Segretaria generale Cgil Toscana: Stanotte ci ha lasciato Silvano Sarti, il partigiano Pillo. L’ho visto di recente, era venuto in Cgil Toscana, era venuto a trovarci, a fare visita alla sua Cgil. Già perché Silvano è stato tante cose, partigiano, militante politico, sindacalista, dirigente della Cgil, nella Camera del Lavoro di Firenze che dopo la guerra e la liberazione aveva contribuito a ricostruire e rilanciare. Qualcuno l’ha definito patrimonio di Firenze, io aggiungo patrimonio della Toscana e del paese. Carissimo Silvano, non ti dimenticherò, non ti dimenticheremo. Alla famiglia, ai parenti ed amici, a tutti quelli che ti hanno voluto e ti vogliono bene giungano le condoglianze mie personali e di tutta la Cgil Toscana”.

Così il segretario generale della Cisl di Firenze-Prato, Roberto Pistonina, commenta la morte del partigiano ‘Pillo’: “Siamo addolorati per la scomparsa di Silvano Sarti, che ricorderemo sempre con la gratitudine che si deve a chi si è battuto per riaffermare la libertà e la democrazia in questo Paese: se oggi in Italia esistono sindacati liberi lo dobbiamo anche a lui. Dobbiamo essere grati a Sarti – continua Pistonina - anche per la testimonianza che ha dato durante la sua vita della lotta di liberazione e per l’impegno con cui ha ribadito che la democrazia non è acquisita una volta per tutte e che dobbiamo restare sempre vigili per salvaguardarla e difenderla. Grazie Pillo. Che la terra ti sia lieve!".

“Una perdita per tutta la città”. Queste le parole del Segretario Generale della UIL Toscana, Annalisa Nocentini. “Ci lascia una personalità forte e genuina che da sempre si è battuta per raccontare, soprattutto ai giovani, gli orrori del nazifascismo e portare una testimonianza diretta di quello che furono quegli anni terribili. Un impegno a cui ha dedicato tutta la vita e che ci mancherà moltissimo. Con Silvano Sarti se ne va per sempre un pezzo di storia di Firenze”.

"Silvano Sarti ha raccontato la resistenza a generazioni di ragazzi. Ma ha seminato anche valori importanti come la solidarietà, il civismo, l’impegno a favore degli ultimi, dei lavoratori, dei bisognosi. Sono i valori quotidiani dei nostri volontari, per questo il partigiano Pillo non sarà dimenticato" sono le parole del presidente di Anpas Toscana, Dimitri Bettini, che insieme alla direzione e ai consiglieri regionali ha espresso le condoglianze ai familiari

Redazione Nove da Firenze