Lunedì 18 gennaio riaprono al pubblico musei e mostre

Tutto quello che si può visitare in Toscana, nei giorni feriali, come indicato dal DPCM. Chiuse anche le biblioteche ogni sabato e domenica


Da lunedì 18 gennaio, dalle ore 10, e fino al 29 gennaio compreso, sarà di nuovo possibile visitare le mostre e i musei. Questo per effetto del nuovo DPCM 14 gennaio 2021 che consente l’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura nei giorni feriali, e ovviamente con tutte le misure necessarie alla prevenzione del Covid-19. Lo stesso DPCM impone la chiusura il sabato e la domenica. L'articolo 1 - comma 10 del nuovo Decreto prevede infatti, alla lettera M, quanto segue: "Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui aldecreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l'anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte. Sono altresì aperte al pubblico le mostre, alle medesime condizioni previste dalla presente lettera per musei e istituti e luoghi della cultura.”

Il Museo della ceramica di Montelupo Fiorentino riaprirà le porte ai cittadini e ai visitatori, il lunedì dalle 14.00 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00. Nessun cambiamento per quello che riguarda i servizi bibliotecari che rimarranno aperti con i consueti orari: il lunedì dalle 14.00 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00; chiuso la domenica.

«Possiamo finalmente riaprire il Museo della ceramica, eravamo pronti da tempo a questa possibilità, attendevamo il via libera del Governo, collegato al miglioramento dei dati epidemiologici. Da lunedì finalmente riapriranno in sicurezza le sale del nostro museo per i cittadini e per i visitatori del territorio che vorranno scoprire e riscoprire la storia della ceramica di Montelupo. Questi mesi di chiusura però non siamo certo rimasti fermi, sono stati molto produttivi. Abbiamo concretizzato il progetto SMART, con il quale offriamo laboratori e percorsi didattici legati alla ceramica alle scuole di tutta Italia, attraverso video tutorial scaricabili da una piattaforma on line e un kit di lavoro che recapitiamo alle scuole tramite corriere. Stiamo ultimando gli allestimenti della ex Fornace Cioni Alderighi, che diventerà un naturale completamento del nostro percorso museale, uno spazio interdisciplinare in cui approfondire la conoscenza della ceramica. Nei prossimi mesi potremo inaugurare questo nuovo spazio. È costante il nostro supporto alle aziende del territorio e il tentativo di sostenerle e coinvolgerle in progetti promozionali», afferma l'assessore alla cultura Aglaia Viviani.

Da lunedì 18 gennaio riapriranno i Musei di Prato con ingresso gratuito per le prime due settimane, salvo la mostra temporanea Protext! del Museo Pecci a prezzo ridotto.Resteranno chiusi sabato e domenica, secondo le nuove decisioni governative.

"La gratuità fino alla fine di gennaio è una scelta condivisa con i nostri musei per dare un segnale positivo e agevolare i nostri visitatori. Anche se non abbiamo mai interrotto il dialogo con loro, spostando le attività temporaneamente on line, ci auguriamo che sia possibile ritornare ad accoglierli, pur se in maniera più misurata ma sicura per tutti", dichiara l'Assessore alla Cultura del Comune Simone Mangani.

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi PecciMuseo del TessutoMuseo di Palazzo Pretorio e Musei Diocesani (esclusi gli affreschi del Lippi in Cattedrale) torneranno ad accogliere il pubblico rendendo nuovamente visibili le collezioni permanenti e le mostre temporanee, ciascuno osservando gli orari e i giorni di chiusura ordinari, definiti prima dell'ultima chiusura.

“Abbiamo già dimostrato come un luogo della cultura possa essere un presidio importante e sicuro per la collettività in un periodo difficile come quello che stiamo tutti vivendo – dichiara Cristiana Perrella, Direttrice del Centro Pecci –. Con la riapertura vogliamo continuare a dare un segnale positivo di energia e accoglienza. Le nostre procedure di sicurezza sono state sempre accurate: siamo un museo grande, con sale ampie e spazi esterni importanti, in cui il distanziamento fisico e la gestione contingentata del flusso di visitatori sono facili da attuare. Riaprire le porte del museo al pubblico è un’opportunità per aumentare la familiarità con il museo e con il suo ruolo di servizio d’interesse generale, per offrire ai cittadini cibo per la mente e una forma di socialità e condivisione sicura, in un momento in cui ce n’è un enorme bisogno”.

Il museo riapre con la collettiva Protext! Quando il tessuto si fa manifesto, prorogata fino al 14 marzo: attraverso il lavoro di Pia Camil, Otobong Kkanga, Vladislav Shapovalov, Tschabalala Self, Marinella Senatore, Serapis Maritime and Güneş Terkol la mostra esplora il ruolo del tessuto non solo nei dibattiti critici su lavoro, identità e cambiamento ambientale, ma anche come medium per eccellenza nella rappresentazione del dissenso. In occasione della riapertura sarà disponibile la pubblicazione di Nero Editions in due volumi: il catalogo della mostra con il testo critico delle curatrici Camilla Mozzato e Marta Papini, le interviste agli artisti, biografie e fotografie delle opere, e un secondo volume, un vero e proprio libro d’artista firmato da Marinella Senatore, introdotto da Cristiana Perrella, Direttrice del Centro Pecci. Tornerà visibile anche il progetto Litosfera – prorogato fino al 18 aprile – che mette in dialogo il video A Fragmented World (2016) di Elena Mazzi e Sara Tirelli con l’installazione ambientale Produttivo (2018-2019) di Giorgio Andreotta Calò: due progetti nati dal desiderio di rappresentare forze e materie che nel corso di ere geologiche hanno dato forma al nostro pianeta. Proseguirà anche l’esposizione della nuova acquisizione RAID, video di Marcello Maloberti. Dato il grande successo di pubblico e critica, si è deciso di prorogare fino al 30 gennaio anche Jacopo Benassi. Vuoto, la prima personale in un museo dedicata al fotografo ligure. La riapertura della mostra, accompagnata dalla pubblicazione del libro FAGS, diventa l’occasione per rilanciare la campagna di fundraising: acquistando una fotografia di Benassi a tiratura limitata, sarà possibile sostenere le attività del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. In parallelo alla riapertura fisica delle sale del museo, prosegue il palinsesto digitale: un programma creato per alimentare il pensiero critico e il confronto con la scena culturale globale, ma anche un modo per sottolineare come un’istituzione d’arte contemporanea come il Centro Pecci abbia la vocazione e il ruolo di catalizzatore per la propria comunità, di antenna che capta il presente attraendo idee, voci, artisti per leggere le evoluzioni del nostro tempo per restituirle amplificate al territorio e al mondo. In occasione della riapertura, per EXTRA FLAGS, sul pennone davanti al Centro verrà issata una nuova bandiera, quella di Jeremy Deller (Londra, 1966). Intitolata A flag for a new Pangolin Nation, la bandiera riporta quello che l’artista considera come l’animale forse più perseguitato al mondo, indicato da alcuni centri di ricerca come il probabile ospite intermedio che ha consentito il passaggio del virus Covid-19 dal pipistrello all’uomo. Dedicargli una bandiera è dedicarla al capro espiatorio, alla vittima inconsapevole, ma è anche un commento sarcastico sulle strumentalizzazioni politiche nazionaliste e populiste generate dalla pandemia. Come sempre nel suo lavoro, Deller attiva anche qui un dialogo trasversale che cortocircuita tra significati opposti, creando un’immagine allo stesso tempo ironica e provocatoria, che rivela il rimosso dei nostri sistemi di convivenza ed espressione. Nonostante il suo approccio anticonvenzionale e controverso, l’artista è diventato un’icona dell’arte inglese, vincendo il prestigioso Turner Prize nel 2004 e rappresentando la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia nel 2013. Nel 2019 ha esposto al Centro Pecci il suo progetto Wiltshire Before Christ, realizzato in collaborazione con il marchio di streetwear Aries e il fotografo David Sims. Per rafforzare il legame con Prato anche in questi tempi difficili, da febbraio il Centro Pecci lancerà una promozione con i ristoranti della città: il coupon, distribuito nei ristoranti aderenti, darà diritto a ricevere un ingresso omaggio per ogni biglietto acquistato per la mostra Protext!

A Livorno la mostra “Vissi d'arte” al Museo della Città riapre quindi da lunedì 18 gennaio , con orario 10.00-19.00 tel. 0586/824551 mail: museodellacitta@comune.livorno.it16.00- 19.00 tel. 0586/808001 mail: infomuseofattori@comune.livorno.it.

“Finalmente riapre la mostra Vissi d'arte, dopo la chiusura dei musei imposta dalle misure contro la pandemia. I livornesi avranno così la possibilità di godere in tutta sicurezza, date le rigorose misure di distanziamento adottate ai Bottini dell’Olio, di uno straordinario spaccato di storia dell'arte italiana del Novecento. Si tratta di un'occasione imperdibile. Sono certo che non verrà sprecata”. Questo il commento dell’assessore alla Cultura del Comune di Livorno Simone Lenzi. Sarà anche nuovamente visitabile la sezione arte contemporanea del Museo della Città di Livorno nel complesso Bottini dell’Olio, nonché il Museo civico “G.Fattori a Villa Mimbelli (questo da martedì 18 gennaio).

Redazione Nove da Firenze