Rubrica — Spettacolo

“La vie scolaire” inaugura il France Odeon

In anteprima italiana il film diretto da Grand Corps Malade e Mehdi Idir. Una storia di ordinaria normalità nell'ambito di una scuola per studenti difficili. Il programma della seconda giornata del festival


L'undicesima edizione di France Odeon ha aperto con “La vie scolaire” film di qualità che affronta la difficile realtà di una scuola di Saint- Denis nella cerchia suburbana di Parigi. E' la vicenda di un ambiente e dei suoi protagonisti: studenti, insegnanti, personale non docente.

Samia, giovane vice preside arriva dalla sua nativa Ardèche in una scuola “ difficile”di una città complessa come Saint-Denis. La giovane che si deve occupare dell'organizzazione della scuola scopre i ricorrenti problemi della disciplina, la realtà sociale che pesa sul vicinato, ma anche la vivacità e l’umorismo di studenti e supervisori. Samia si adatta e presto si diverte a canalizzare la passione dei più dirompenti. La sua complicata situazione personale la avvicina naturalmente a Yanis, un'adolescente vivace e intelligente, di cui ha percepito il potenziale. Il film affrontando la vita della scuola in un particolare contesto sociale evita il già raccontato mille volte al cinema sul tema scuola. Evita di cadere nel bozzettistico e rifugge da una scontata denuncia sociale. E' un'immersione nella vita reale, un affresco della contemporaneità che evita i luoghi comuni Il film diretto dai due giovani registi Grand Corps Malade e Mehdi Idir che si avvalgono di ottimi attori ha come protagonisti, la bella e brava Zita Hanrot, straordinaria nella parte della vicepreside, e un bravo giovane attore come Liam Pierron che interpreta con sorprendenti capacità espressive Yanis, il ragazzino in difficoltà. Nella coralità di una vicenda, che ha i toni di una commedia con qualche punte di reale drammaticità, la storia si concentra su Samia e Yanis che percorrono entrambi un momento iniziatico. Samia muove i primi passi in una professione difficile, dove acquista autorità e sicurezza, Yanis cerca con difficoltà di intraprendere il suo percorso formativo.

Oggi per la seconda giornata del festival torna il consueto appuntamento con il “simposio” che mette a confronto prassi e buone pratiche tra Italia e Francia (ore 10:00 all'Institut Français, Piazza Ognissanti 2). Prendendo spunto dalle attività dell’architetto fiorentino Carlo Blasi che periodicamente si reca a Parigi per collaborare ai lavori di ricostruzione della cattedrale di Notre-Dame, quest’anno il simposio vedrà gli ospiti confrontarsi sul tema della conservazione dei beni artistici e culturali. In particolare sarà messo in evidenza il lavoro della Cineteca di Bologna sul restauro dei film del repertorio italiano.

Per quanto riguarda la proiezione dei film, al cinema La Compagnia, alle ore 19.00, omaggio a Myriam Bru con il film L’enfer dans la ville, di Renato Castellani (1959) in versione restaurata.

Il film, (il cui titolo originale è “Nella città l’inferno”) uscito a gennaio nelle sale francesi grazie alla passione del distributore Ronald Chammah, mostra il finale che Castellani aveva dovuto tagliare per volere del produttore e consente di rivivere sul grande schermo l’energia incontenibile di Anna Magnani, accanto a Giulietta Masina e la tragica eleganza del personaggio di Myriam Bru.

Il festival quest’anno ha scelto di premiare Miryam Bru, che riceverà la Foglia d’Oro d’Onore dalle mani dell'attrice fiorentina Chiara Francini. Un personaggio, Myriam Bru, simbolo del legame tra Italia e Francia, essendo stata un’attrice che ha lavorato molto per avvicinare i due paesi e che ha vissuto momenti magnifici delle due cinematografie, lavorando con i loro protagonisti (tra i quali Gérard Philippe, Jacques Becker, Mario Camerini, Carmine Gallone, Renato Castellani, i produttori Ponti, De Laurentis, Rizzoli e poi Anna Magnani, Giulietta Masina). La cerimonia sarà introdotta dalla prof.ssa Cristina Jandelli (Università degli Studi di Firenze)

La serata prosegue (alle ore 21.15) con il film Une fille facile, alla presenza della regista Rebecca Zlotowski e della protagonista Zahia Dehar. France Odeon segue l’opera di Rebecca Zlotowski dal 2010, quando venne a Firenze per la prima volta a presentare La Belle épine e per poi tornare nel 2013 con Grand central. Il suo cinema forte e autoriale è caratterizzato sempre dalla presenza di figure femminili coraggiose e indipendenti, interpretate da attrici in grado di esprimere una moderna ed emancipata femminilità.

In Une fille facile Naïma (Mina Farid) vive a Cannes con la madre, donna delle pulizie in un albergo esclusivo. Nell’estate in cui Naïma compie 16 anni, sua cugina Sofia (Zahia Dehar), di qualche anno più grande, la raggiunge a Cannes per passare le vacanze con lei. Sfrontata e disinibita, Sofia introduce Naïma nel jet set, destreggiandosi con disinvoltura nei rapporti con uomini più grandi, ricchi e potenti. Il film ha ricevuto il Premio Sacd alla Quinzaine di Cannes 2019 (corrispondente alla Siae Italiana)

Spettacolo — rubrica a cura di Alessandro Lazzeri

Alessandro Lazzeri

Alessandro Lazzeri — Giornalista e scrittore, laureato in Lettere, ha pubblicato su testate giornalistiche nazionali e locali (Paese Sera, Avanti, Teleregione, Industria Toscana, Michelangelo, Ricerche Storiche)

E-mail: arte@nove.firenze.it