Rubrica — Mostre

“Intreccio di radici”: una mostra fra Cina e Italia

Fino al 15 novembre otto artisti all’Accademia dei Georgofili a Firenze


Prosegue fino al 15 novembre presso l’Accademia dei Georgofili la mostra collettiva “Intreccio di radici”, ideata e organizzata da Qiu Yi, presidente della Associazione di Arte e Cultura Contemporanea Cina e Italia.

Nella prestigiosa sede sono esposte le opere ispirate alla natura di otto artisti, cinesi e italiani: Shen Hongbiao, Berlinghiero Buonarroti, Tan Xun, Antonio Di Tommaso, Luca Matti, Zhang Zhaohong, Vincenzo Missanelli e lo stesso Qiu Yi, che ha ricevuto di recente il titolo di Accademico Corrispondente dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Si tratta di pitture, sculture, opere grafiche e installazioni realizzate con una grande varietà di linguaggi e materiali: dal bronzo al ferro battuto, dall'inchiostro al marmo, dalle cromolitografie all’assemblaggio di scarti di recupero. I “Fiori di China” di Qiu Yi dialogano con l’erba di ferro di Tan Xun e con gli insetti di camere d’aria di Luca Matti, gli animali stilizzati nel marmo di Vincenzo Missanelli si contrappongono all’ibrido animale-uomo-macchina di Zhang Zhaohong, l’albero di terracotta di Antonio di Tommaso si innalza accanto al cavaliere di Shen Hongbiao, mentre i fagioli di Berlinghiero Buonarroti sfoggiano i loro disegni rupestri.
La mostra, curata da Vittorio Santoianni, vuole essere in primo luogo un omaggio all’Accademia dei Georgofili, fondata nel 1753, e alla sua secolare attività in favore del progresso e del perfezionamento delle scienze agrarie fino all’impegno attuale verso l’ambiente naturale, in rapporto alle problematiche che insorgono con gli attuali modelli di sviluppo. Le “radici” del titolo sottintendono la presenza della terra, non solo come base dell’agricoltura, ma anche come Terra Madre, riferita quindi all’intero pianeta, sempre più in pericolo per le aggressioni che le vengono dall’uomo. Estendendo il significato, l’altro terreno metaforico al quale si allude è quello della cultura, dal quale gli artisti traggono il proprio nutrimento spirituale, e dove sono affondate le loro radici - che sono appunto radici culturali - la cui forza è in relazione diretta con la conservazione delle specifiche identità artistiche dei Paesi di provenienza. Il primo termine del titolo - l’“intreccio” - rappresenta l’incrocio delle culture: un primo atto dal quale derivano il confronto e lo scambio, occasioni uniche per consolidare i legami comunitari tra gli artisti stessi, al di là delle singole appartenenze nazionali.
La mostra - promossa da "AA ARTE e ARTE Associazione di Arte e Cultura Contemporanea Cina e Italia”, nata per favorire gli scambi artistici e culturali tra i due Paesi e attiva nella promozione e diffusione dell’arte contemporanea - ha ottenuto il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana ed è stata inaugurata alla presenza del Console generale cinese Wang Wengang, del presidente della Commissione Cultura del Comune di Firenze Fabio Giorgetti, del Presidente dell’Accademia dei Georgofili Massimo Vincenzini e di Antonio Di Tommaso Presidente della Classe di Scultura dell’Accademia delle Arti Del Disegno di Firenze.

Redazione Nove da Firenze