Inchiesta giudiziaria sui CAS migranti delle cooperative bianche

La magistratura indaga sulla ditta Santetti di Lastra a Signa e sul consorzio Co&So: : “Rapporti interrotti con Eurotravel fin dal 2015”. Per il prossimo Consiglio depositata interrogazione Grassi (Frs): “Un fenomeno che rischia di essere molto più esteso. La mancanza di controlli sulle esternalizzazioni produce incapacità e difficoltà di effettuare i controlli”. Fattori e Sarti (Sì): “Indagine rivela quel che denunciamo da tempo chiedendo monitoraggio serio, superamento del sistema emergenziale dei CAS e dell’ampia discrezionalità lasciata a gestori privati. Occorre adottare il modello virtuoso di Riace anche in Toscana”. On. Donzelli (Fdi): "Coop e sinistra corresponsabili di sprechi e schiavismo"


Firenze, 30 agosto 2018- Sono state emesse oggi misure cautelari nei confronti di quattro persone per la gestione dei servizi di prima accoglienza di migranti extracomunitari. Le cooperative coinvolte e gli indagati di recente sono stati aggiudicatari di numerosi e cospicui appalti comunali e degli altri enti locali, non solo nel settore dell'accoglienza. Dalle indagini emerge il problema dei subappalti, una prassi che crea distanza tra i committenti istituzionali dell’accoglienza e coloro che in concreto se ne fanno carico.

Come struttura di coordinamento di varie realtà cooperative della Toscana abbiamo sempre messo il rispetto dei principi di legalità e trasparenza al primo posto della nostra azione. Così abbiamo fatto e così continueremo a fare ed è per questo motivo che ribadiamo la fiducia nella magistratura, a cui confermiamo la totale disponibilità e collaborazione, e nello Stato di diritto -fanno sapere dal consorzio di cooperative bianche indagato- E' doveroso quindi anche ricordare come fin dal 2015 abbiamo provveduto a interrompere ogni rapporto con la Eurotravel dei signori Santetti e abbiamo trasferito i richiedenti asilo in altre strutture. E' opportuno inoltre ricordare che le strutture in questione erano state utilizzate in precedenza in due distinti appalti che non hanno coinvolto Co&So, senza alcun rilievo da parte della Prefettura. Successivamente Co&So ha operato sulla base di un legittimo affidamento sulla regolarità delle strutture, maturata dai precedenti appalti e dalla dichiarazione resa a riguardo dal proprietario. Del resto il sistema dell'accoglienza di cittadini stranieri nel nostro Paese è un fenomeno piuttosto recente che ha conosciuto una situazione di straordinaria emergenza proprio in quei mesi del 2014.”

“Ogni esternalizzazione di un servizio da parte delle amministrazioni pubbliche produce il rischio di trovarsi, nella fase di esecuzione degli appalti, in una situazione di incapacità e di difficoltà estrema nell'effettuare i controlli sul reale andamento della gestione – afferma il capogruppo di Firenze riparte a sinistra, Tommaso Grassi – e quanto emerso rischia di essere un fenomeno molto più esteso, con diverse gradazioni di gravità e di responsabilità. Se sarà solo la punta di un iceberg che nasconde ben altro, solo il tempo ce lo potrà dire. Facciamo i complimenti alle Forze dell'Ordine per l'operazione portata avanti in questi anni e che oggi ha visto i primi risultati”. “Non ci sorprendiamo certo che sia finita sotto la lente di ingrandimento la gestione di appalti delle strutture territoriali delle articolazioni nazionali del Governo e che abbiano come oggetto la gestione di servizi rivolti ai più deboli, ai meno visibili e ai più ricattabili. Quanto sta emergendo – prosegue Grassi – deve far scattare immediatamente controlli sui propri appalti anche da parte del Comune di Firenze e dei soggetti a cui partecipa, come la Società della Salute. Abbiamo presentato per il prossimo Consiglio una interrogazione urgente per chiedere all'amministrazione cosa intenda fare sui propri appalti a partire da quelli affidati ai medesimi soggetti oggi colpiti dai provvedimenti dell'autorità giudiziaria”. “Se il Comune ha finora ritenuto che bastasse controllare la correttezza formale delle relazioni che le cooperative sono tenute ad inviare periodicamente sulle attività svolte, pretendendo ben poco, adesso pensi a verificare, anche per il passato, che quanto dichiarato corrispondesse alla realtà. Non per forza ci devono essere rilievi penali – aggiunge il capogruppo di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi – ma anche il mancato rispetto delle condizioni del contratto, di quanto proposto e valutato dal Comune in fase di gara e ogni mese pagato per il servizio, deve essere sanzionato e verificata la regolarità amministrativa. Non bastano certo, quando si parla di servizi alla cittadinanza, dall'accoglienza alla cultura ma anche dal sociale all'educativo, che le relazioni siano esaustivi di tutti gli aspetti previsti dai contratti. La situazione è preoccupante: a beneficiarne da eventuali irregolarità non sono stati sicuramente le lavoratrici e i lavoratori degli appalti, che spesso in nome della concorrenza hanno persino visto ridurre il proprio stipendio, e che adesso per colpa dei dirigenti rischiano di veder messo in dubbio la loro professionalità e a rischio il proprio posto di lavoro. La sensazione, che non necessariamente si collega alla vicenda giudiziaria di oggi e che neppure è improvvisamente scaturita in noi, è che dietro a grossi appalti – conclude Grassi – difficilmente controllabili dagli uffici comunali, non per volontà ma per impossibilità pratica, vi fosse qualcuno che ne ha approfittato riducendo, se non azzerando, parti degli obblighi contrattuali pur di aumentare i guadagni”.

"L'inchiesta di oggi coinvolge i soggetti in prima fila dell'accoglienza a Firenze e in Toscana: mentre noi denunciavamo un diffuso sistema di sprechi per far lucrare le cooperative sulla pelle degli immigrati, il Pd e la sinistra marciavano a braccetto con personaggi che sfruttavano i soldi pubblici e gli immigrati per fare affari sulla disperazione e sullo schiavismo". E' quanto afferma il parlamentare di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, commentando i provvedimenti emessi dalla Procura di Firenze nei confronti di soggetti coinvolti nell'accoglienza immigrati. "Non possiamo certo dire di essere sorpresi da quanto emerso - sottolinea Donzelli - svariate volte abbiamo denunciato nei nostri sopralluoghi ai centri di accoglienza condizioni di indecenza e illegalità. I soggetti che per anni hanno fatto i maestrini buonisti e con presunzione pensavano di darci lezioni di moralità, nel frattempo usavano gli immigrati come merce umana: la sinistra è da tempo corresponsabile dello spreco di denaro pubblico e dello sfruttamento di queste persone usate per far guadagnare le cooperative. Due anni fa ho lanciato dalla Toscana la legge 'Taglia-business immigrati' per obbligare tutti i soggetti che si occupano di accoglienza alla rendicontazione di ogni centesimo di spesa: proposta da Fratelli d'Italia alla Camera è diventata legge grazie all’iniziativa di Giorgia Meloni e renderà più difficile la speculazione. Tuttavia, per interrompere davvero il nuovo schiavismo dei buonisti - conclude Donzelli - occorre abolire il sistema dei Cas che induce all'illegalità e alla criminalità: nessuno deve poter entrare e vivere in modo clandestino in Italia".

“L’accoglienza dei migranti all’interno dei Centri di Accoglienza Straordinaria - è in troppi casi gestita in modo pessimo e fraudolento e i primi a farne le spese sono proprio le persone in fuga da guerre, dittature e povertà. Il quadro che emerge dalle indagini è inquietante ma purtroppo non sorprendente. Non a caso da oltre due anni stiamo chiedendo un serio monitoraggio delle condizioni materiali, igienico-sanitarie e delle modalità di conduzione di queste strutture. Lo abbiamo fatto presentando atti e proposte in Consiglio regionale e organizzando un convegno esattamente su questo tema. Duole constatare che avevamo ragione e che il nostro allarme avrebbe meritato maggior attenzione”, affermano i consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti. “A fronte di convenzioni dal contenuto assai scarso tra il Ministero dell’Interno e i gestori privati di queste strutture, ma anche in assenza di controlli sistematici e di rendicontazioni puntuali delle risorse impiegate, è troppo alto il potenziale margine di guadagno illecito e la discrezionalità lasciata ai privati. Il tutto a discapito della dignità degli ospiti delle strutture”. “Affidarsi alla buona volontà e al senso del dovere degli enti gestori comporta il rischio di creare situazioni drammatiche e di sollevare polveroni che finiscono per penalizzare anche chi lavora con competenza e con scrupolo, dato che nell’accoglienza vi sono per fortuna molti esempi virtuosi. Situazioni del genere oltretutto forniscono argomenti discriminatori e irresponsabili ad una destra che sta costruendo la propria fortuna elettorale sull’odio verso gli immigrati e sul razzismo”, continuano Fattori e Sarti” “Serve una svolta nelle politiche di accoglienza - proseguono Fattori e Sarti - dato che l’emergenza non esiste e il numero dei nuovi arrivi nelle strutture è scarsissimo, ormai da lungo tempo, malgrado la percezione falsata che viene alimentata ad arte dalle destre xenofobe. Investiamo sul monitoraggio e in politiche di formazione e inserimento socio-lavorativo di persone che in molti casi sono già nelle condizioni di affrontare questo passo. Il Ministero provveda a superare i CAS e ad incrementare il sistema di accoglienza in strutture SPRAR, in stretta relazione con gli enti locali. Siamo un paese che, a fronte di un andamento demografico declinante, necessiterebbe di interventi seri per il ripopolamento e la cura del territorio, oltre ad avere bisogno di nuova linfa vitale per l’economia e per i servizi educativi. Ci sono modelli virtuosi in questo senso, come quello messo in piedi nel Comune di Riace dal Sindaco Mimmo Lucano, non a caso obiettivo polemico quotidiano di Salvini. Un modello che abbiamo visitato pochi giorni fa e che deve essere replicato anche in Toscana”, concludono i consiglieri, facendo riferimento alla recente visita di Tommaso Fattori al Sindaco di Riace, in Calabria.

Redazione Nove da Firenze