Incidente a Carmignano: camion dei rifiuti abbatte la Pieve del '500

Un camion di Alia, l’azienda del servizio di raccolta dei rifiuti, è andato a finire contro una delle colonne del porticato della chiesa abbattendone una porzione


“Quello di stamani è stato uno dei risvegli più brutti che ci potevamo immaginare. Questo incidente è una ferita visibile e terribile nel cuore della storia e della tradizione del nostro territorio. La Chiesa di San Michele e San Francesco è un complesso che appartiene a tutta la comunità. Ci siamo subito attivati contattando la Soprintendenza alle Belle Arti e i vertici di Alia, la cosa da fare adesso è correre il più velocemente possibile per restituire a Carmignano e ai carmignanesi il suo bene più antico e prezioso. La cosa più importante è che non ci siano stati feriti così il Sindaco del Comune di Carmignano Edoardo Prestanti interviene in merito all’incidente di questa mattina.

Il Sindaco, giunto immediatamente sul posto insieme a tutta la giunta comunale e ai tecnici del Comune, ha aggiunto che “Nel pomeriggio faremo il punto della situazione con tutti gli enti deputati al fine di valutare i danni e studiare gli interventi necessari per la messa in sicurezza e il ripristino della struttura. Monitoreremo costantemente la situazione e forniremo alla popolazione tutti gli aggiornamenti del caso”.

DA PRO LOCO CARMIGNANO La propositura di Carmignano, che sorge a due passi dalla centralissima piazza Vittorio Emanuele II su per la strada che risale la collina, può stupire chi vi giunge per la prima volta anche per le sole vaste dimensioni dell’aula o il suo piccolo ma elegante chiostro ispirato alla linearità essenziale dell’architettura rinascimentale, conclusione ideale di una visita. La grande chiesa francescana sorge su un precedente convento, il convento di San Francesco al Bosco, fondato da Bernardo di Quintavalle nel 1211: divenne però sede della pievania solo nel Settecento, quando la primitiva chiesa intitolata al santo patrono, posta sotto la Rocca laddove oggi sorge una casa colonica, fu demolita.Varcato il cinquecentesco porticato (elegante preludio ad un edificio che, nella sua struttura più antica, risale al Trecento) ed il successivo portale d’ingresso, sotto lo sguardo vigile e severo del santo patrono Michele che ci osserva dall’alto del rosone centrale realizzato nel 1945, si presentano a noi sei altari laterali (frutto di interventi seicenteschi) che conservano interessanti dipinti di ispirazione controriformistica dal monotono rigore formale e tematico (eccettuato per una interessante tela di Cosimo Lotti – terzo altare di sinistra). Nelle cappelle absidali poste ai lati dell’altare maggiore sono invece visibili tre affreschi staccati ed un disegno preparatorio, risalenti alla metà del Quattrocento. A destra, in alto, sorge infine un bellissimo organo Agati restaurato e riposto nella sua ubicazione originaria sul finire degli anni Ottanta dall’allora amministrazione comunale. Durante l’anno la Pro Loco non manca mai di organizzarvi concerti, come in altre chiese.

L’ultima notazione riguarda la porta di accesso al cortile della pieve di San Michele. Sopra c’è un antico stemma in pietra risalente, probabilmente, al XVI secolo. Vi è raffigurato un leone rampante che sorregge un rametto d’ulivo. Era lo stemma degli “oliandoli”, i produttori di olio raccolti in Arte che pare abbiano contribuito ai lavori di trasformazione del convento in pieve. Ma ci ricorda anche quanto sia antica ed importante la tradizione della produzione d’olio di oliva a Carmignano.

Redazione Nove da Firenze