​Incendio sui Monti Pisani: danni per 15 milioni e rischio frane da contenere

Servirà contenere i rischi idrogeologici a valle delle aree percorse dal fuoco, per limitare la possibilità di eventuali frane. Mazzeo (Pd): “Regione ha fatto subito la sua parte, ora risposte dal Governo”


 È già partito l'intervento di bonifica e di ricostruzione sui Monti Pisani, dopo l'incendio di fine settembre che ha colpito un territorio di quasi 1.500 ettari, al cui interno ne sono bruciati 1.148. Stamani erano già a lavoro una cinquantina di operai forestali. La giunta toscana ha approvato ed è infatti già operativo il piano da 1,5 milioni di euro che servirà a contenere i rischi idrogeologici a valle delle aree percorse dal fuoco, per limitare la possibilità di eventuali frane, e altri interventi per sanare parte delle ferite inferte dall'incendio al reticolo idraulico. Contestualmente è partita, direzione Roma, la richiesta ufficiale per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale al Dipartimento della protezione civile. Il presidente Rossi l'ha firmata ieri, mercoledì. Danni denunciati e spese necessarie ammontano a oltre 15 milioni di euro, quindici milioni e 250 mila euro per la precisione. Per la ricostituzione degli ettari bruciati serviranno almeno 8 milioni: il fuoco ha percorso in alcuni casi terreni già attraversati dalle fiamme nel 2009 e 2011, dove è rimasta solo cenere e neppure gli scheletri degli alberi. E si chiede un contributo. Prioritarie sono considerate le spese di soccorso e prima somma urgenza e a ristoro dei danni agli immobili privati (che competono però al governo), in modo da dare risposta a coloro che nell'evento hanno perso l'abitazione. Entrambi gli atti sono stati illustrati ai giornalisti a Calci dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dall'assessore all'agricoltura e foreste Marco Remaschi, insieme a sindaci e amministratori di tutti i comuni.

Tra le priorità, dopo l'incendio che ha devastato i Monti Pisani due settimane fa, c'è anche la ricostruzione della strada provinciale del Serra, oggi ancora chiusa al traffico. "Rientra tra le somme urgenze ed abbiamo stanziato per questo 161 mila euro" spiega il presidente della Toscana Enrico Rossi, dal palazzo comunale dove lo sguardo, oltre le case attorno alla piazza, si volge verso la macchia nera e marrone che tutt'attorno ha preso il posto di boschi e oliveti.

"Abbiamo varato un provvedimento straordinario di un milione e mezzo di euro – ricorda -, per mettere urgentemente in sicurezza il territorio rispetto alle piogge che si preannunciano ed evitare frane ed allagamenti. Presenteremo successivamente un piano che riguarda la ricrescita e la selezione del bosco". "Torneremo a Calci altre volte" dice. "La Regione Toscana c'è – rimarca ed assicura - Aspettiamo che ci siano anche gli altri". E gli altri sono il Governo e chi, nei giorni dell'incendio, ha fatto promesse. Promesse su cui i sindaci dei territori feriti dal fuoco, tutti a Calci stamani, sono fiduciosi ma pretendono che diventino velocemente fatti concreti. "Ho firmato ieri, ufficialmente, la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale – ricorda Rossi ai giornalisti - Non siamo sbruffoni, non chiediamo cose impossibili. Chiediamo la soglia minima rispetto alle tante promesse che abbiamo sentito nei giorni dell'incendio e cioè che le dodici case andate distrutte, per tre milioni e 100 mila euro di danni complessivi, siano rimborsate attraverso un provvedimento sul versante della Protezione civile. La Regione non ha infatti competenza su questo". Il presidente ringrazia chi, nei giorni del fuoco, non si è risparmiato e chi si sta impegnando adesso, come il quotidiano La Nazione che ha lanciato una raccolta di fondi. Anche l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi lancia un'azione di solidarietà, su cui è già al lavoro. "Ho parlato – dice – con il mondo dei vivaisti ed ho chiesto loro un impegno e un contributo personale che possa incentivare la ripiantumazione delle olivete andate distrutte".

Assessore e presidente chiariscono poi la questione dei rimborsi per i danni che ci sono stati alla colture e gli investimenti a cui le aziende saranno costrette per ripartire. Serve la dichiarazione di stato di calamità naturale, cosa diversa dall'emergenza nazionale e su cui è il Governo ad avere l'ultima parola. "Chiediamo un intervento diretto del Ministero dell'agricoltura" ripete Rossi. La richiesta di calamità naturale sarà presentata in via definitiva dopo il 19 ottobre, quando sul sito di Artea, l'azienda regionale per le erogazioni in agricoltura, si chiuderà la procedura attraverso cui le aziende possono segnalare in maniera chiara e precisa i danni subiti. Si stimano 8 milioni di danni. "Chiediamo subito uno stanziamento del Governo – insiste Rossi -. Nel frattempo noi ci siamo attivati nell'unico modo possibile, ovvero mettendo a disposizione risorse regionali dei fondi strutturali europei per l'agricoltura che però, anche queste, devono essere sbloccate dal governo presso l'Europa dichiarando lo stato di calamità naturale. Se poi il ministro Centinaio vorrà attivare altri fondi, la cosa non ci farà certo dispiacere".

Ufficiosamente l'esecutivo in commissione agricoltura ha già risposto che non si può attivare il fondo solidarietà, perché un incendio non è una calamità naturale. L'indiscrezione è filtrata da un paio di giorni. Nella stessa commissione è stato però detto, e lo chiarisce il sindaco di Calci, che il Governo potrebbe attivare in via eccezionale altre risorse. L'importante, ripetono amministratori e Regione, è che arrivino. Presto.

"Aspettiamo risposte ufficiali da parte del Governo – conclude Rossi -. In Toscana siamo gente seria che fa tutti gli atti e li fa puntualmente, con estrema urgenza e con interventi anche straordinario. E poi, come mi diceva un'anziana signora che ho incontrato in un centro di ricovero durante l'incendio, alla fine bisogna tirare un rigo: non è morto nessuno, fortunatamente non si è fatto male nessuno, anche per gli interventi messi in atto dal servizio antincendio boschivo regionale, e a tutto il resto si può rimediare".

“A seguito dei gravissimi danni prodotti dall’incendio sul Monte Pisano la Regione Toscana ha fatto già partire la richiesta perché venga concesso lo stato di emergenza nazionale per le case distrutte e a breve sarà completata anche quella di calamità naturale per i danni all'agricoltura. Il Governo adesso non ha più alibi e il ministro Centinaio, invece di occuparsi delle infrastrutture toscane, speriamo possa dare in fretta le risposte ai cittadini, ai lavoratori e alle imprese del nostro territorio che hanno perso tutto. Non vorremmo che ora che la luce dei riflettori si è abbassata e le telecamere dei tg nazionali si sono spente ci si dimenticasse di chi sta combattendo una durissima battaglia per potersi rialzare. La gestione del dopo emergenza è quella veramente delicata in cui serve l’impegno di tutti, nessuno escluso. I sindaci sono sempre stati in prima linea e sono stati encomiabili, la Regione, stanziando già quasi 2 milioni di euro, ha fatto la sua parte da subito. Ora tocca al Governo e non c’è tempo da perdere. Se quelle fatte nell’immediatezza del disastro non sono state solo passerelle ora è il momento di dimostrarlo. Noi continueremo a ricordarglielo e a pretendere risposte giorno dopo giorno” Così il consigliere regionale PD e presidente della Commissione Costa, Antonio Mazzeo, che questa mattina ha partecipato all'incontro coi sindaci e gli amministratori di tutti i comuni colpiti dall'incendio.

Il piano per la ricostruzione

Bonifica, salvaguardia e messa in sicurezza delle aree interessate dall'incendio sono le finalità degli interventi da un milione e mezzo inseriti nel piano approvato dalla giunta regionale nella sua ultima seduta. Oltre metà della cifra stanziata (800.000 euro) servirà per gli interventi di salvaguardia e messa in sicurezza, il resto per i lavori al reticolo idraulico (300.000 euro), per finanziare gli interventi di soccorso e somma urgenza (300.000 euro, di cui 161 mila per il ripristino della strada provinciale del Serra, ancora chiusa) e per le spese relative all'attività straordinaria svolta da parte del personale dipendente e volontario in occasione dell'incendio (100.000 euro).
Gli interventi relativi alla salvaguardia idrogeologica partiranno subito e dovranno essere completati entro dicembre per contenere il più possibile i rischi di dissesto legati alle precipitazioni, rischi che nelle aree percorse dal fuoco sono notevolmente aumentati. Il bosco che tratteneva l'acqua come una spugna non c'è più. Si è cotto anche il terreno, cosicché l'acqua adesso vi scivola veloce. L'ente competente per la realizzazione degli interventi sarà l'Unione montana val di Cecina, nel cui territorio ricadono le aree interessate dal rogo, ma con il rinforzo degli operai forestali di varie Unioni comuni limitrofe (Media Valle del Serchio, Lunigiana, Garfagnana, Appennino Pistoiese, Colline metallifere) e del comune di Calci. Le attività consisteranno nel taglio del materiale vegetale bruciato, quello che non si é completamente incenerito e che verrà utilizzato per la realizzazione di opere di consolidamento dei versanti, nella sistemazione idraulica forestale e in interventi di ripristino della viabilità all'interno del bosco. Gran parte del lavoro si svilupperà nel comune di Calci (si stima di spendere lì 600 mila euro su 800 mila), il resto in quello di Vicopisano. Il consorzio di bonifica del Basso Valdarno interverrà invece sul reticolo idraulico minore.

I numeri dell'incendio

Nel rogo partito la notte del 24 settembre sui Monti Pisani sono bruciati 1.148 ettari. Il numero tiene conto di alcune ‘isole' che all'interno dell'area si sono salvate. Gran parte dell'incendio si è sviluppata nei boschi (almeno 1.000 ettari) e per una porzione più limitata nei campi (148 sono gli ettari di superficie agricola andati in fumo, olivi per lo più). Quattro sono i comuni coinvolti, con conseguente pesantissime per Calci (832 ettari dei 1.148 ricadono nel suo territorio) e per Vicopisano (298). Più marginale il danno per Buti (18 ettari) e solo qualche focolaio secondario, isolato, per Cascina che ha interessato un canneto e alcune arginature lungo l'Arno. Negli stessi giorni un secondo rogo, distinto ma più limitato, ha interessato i vicini comuni di Vecchiano e San Giuliano Terme. I territori coinvolti alla fine diventano dunque sei. Per l'azione di spegnimento sono state mobilitate quasi 500 squadre operative anticendio boschivo della Regione Toscana, coordinate da 23 direttori delle operazioni. Il fuoco, originatosi intorno alle 22 nei pressi della località Le Porte, all'interno di una densa fustaia di pino marittimo, si è propagato a causa del forte vento di grecale percorrendo boschi di pino marittimo, ma anche di castagno, lecci, ontani e salici, colpendo quindi duramente un'area ad alto valore paesaggistico e ambientale e avvicinandosi pericolosamente anche alle abitazioni. Le case inghiottite dal rogo e demolite sono quattro. Altre tre sono inagibili, cinque hanno subito danni parziali. Tra tutte, tre erano prime case. Dodici immobili per tre milioni e centomila euro di danni complessivamente stimati.

Bandi sviluppo rurale, prorogata scadenza

Una delibera presentata dall'assessore all'agricoltura Marco Remaschi e approvata nell'ultima seduta della giunta ha previsto una proroga di 90 giorni per la presentazione dei progetti esecutivi e delle domande di pagamento nell'ambito dei bandi finanziati dai fondi europei del Piano di sviluppo rurale e del Piano integrato territoriale Monte Pisano (finanziato con un bando del 2016 con tre milioni), da parte delle Unioni dei Comuni montani di Lunigiana, Alta Val di Cecina, Garfagnana, Appennino Pistoiese, Media Valle del Serchio e Colline Metallifere. La decisione è stata presa tenendo conto del ritardo che il progetto è destinato a subire a causa dell'incendio, visto che i Comuni sono impegnati con il proprio personale nelle operazioni di ripristino dei danni. Il piano territoriale integrato Montepisano e i bandi finanziati nell'ambito del programma di sviluppo rurale 2014/2020 puntano a investimenti per contrastare il dissesto idrogeologico, ripristinare i danni alle foreste da incendi e malattie, la ricostruzione di muretti a secco e terrazzamento, azioni di tutela e salvaguardia del paesaggio, della rete viabile secondaria e sentieristica dell'area.

Redazione Nove da Firenze