Il tabù Artemio Franchi

Franco Mastantuono: il protagonista tattico di Vanoli. Verso la sosta con una nuova consapevolezza

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
19 Settembre 2026 19:22
Il tabù Artemio Franchi

La sfida di questa domenica tra Fiorentina e Napoli cade in un perimetro temporale quasi mistico: il 20 settembre segna infatti il 95° anniversario del debutto assoluto della Fiorentina nella Serie A a girone unico, avvenuto nel 1931 con un pareggio (1-1) in casa del Milan.

Oggi, quasi un secolo dopo quel battesimo di fuoco, l'Artemio Franchi si prepara a ospitare una sfida che Massimiliano Allegri ha etichettato, con la consueta freddezza analitica, come "una delle più importanti della stagione". È lecito chiedersi se questo match sia davvero solo un passaggio di routine verso la sosta, o se rappresenti lo spartiacque definitivo tra le ambizioni di gloria e la dura realtà di un campionato che non fa sconti.

Analizzando i dati storici, emerge una tendenza che sfida la logica del fattore campo e trasforma lo stadio fiorentino in una sorta di terra di conquista per gli azzurri. Nonostante l'atmosfera vibrante di Firenze, i Viola soffrono di un'allergia cronica alla vittoria casalinga contro il Napoli: la Fiorentina, infatti, ha vinto solo 1 delle ultime 17 partite interne disputate contro i partenopei. L'ultimo sussulto di orgoglio risale ormai al 29 aprile 2018, un netto 3-0 che sembra appartenere a un’altra epoca geologica del calcio italiano.

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Il paradosso si accentua osservando il trend attuale della squadra di Vanoli, reduce da ben 5 partite interne senza successi (l'ultimo acuto è il magro 1-0 contro la Lazio dello scorso 13 aprile). Allegri conosce bene il peso psicologico di questo stadio, definendolo un campo dove è "sempre difficile giocare per il clima caldo". Eppure, i numeri suggeriscono che il Napoli abbia imparato a disinnescare questo calore con un cinismo quasi chirurgico.

Se cercate il baricentro tecnico della Fiorentina, non guardate altrove: Franco Mastantuono ha sviluppato una sorta di forza gravitazionale sulla difesa avversaria. L'esterno argentino non è solo una promessa; è una macchina da produzione offensiva che sta scalando i ranking statistici con una prepotenza rara per la sua età. È secondo solo a Malen per tiri nello specchio effettuati (7 contro i 9 dell'olandese). Occupa la seconda posizione assoluta per dribbling completati (10), tallonando Assane Diao.

La recente tripletta messa a segno contro il Venezia non è stata una semplice collezione di gol, ma la certificazione di un talento che ha smesso di chiedere permesso. La sua capacità di isolarsi sull'esterno per poi accentrarsi e concludere lo rende l'anomalia del sistema, il pericolo numero uno che Allegri dovrà schermare per evitare che la partita prenda una piega imprevista.

La Fiorentina di Paolo Vanoli è una creatura tattica che vive di contrasti violenti, sospesa tra un’estetica ricercata e una fragilità difensiva che rasenta l'autolesionismo. I dati ci consegnano l'immagine di una squadra che ama il rischio: è la compagine che completa più dribbling nel torneo (43) e condivide con l'Inter il primato per i gol segnati da fuori area (3).

Tuttavia, questa bulimia offensiva ha un costo altissimo nelle transizioni negative. La ricerca ossessiva della superiorità individuale e il posizionamento ultra-offensivo espongono la squadra a ripartenze letali, spiegando perché i Viola siano la peggior difesa del campionato con 11 reti subite. Il match di domenica sarà un test di resistenza fisica tra due filosofie opposte.

In casa Napoli, la gestione di Allegri si conferma paternalistica e protettiva. Il tecnico ha gettato acqua sul fuoco dell'entusiasmo per i giovani Favasuli e Vergara, autori di un impatto che ha sorpreso i critici ma non l'allenatore: "La responsabilità non va messa su di loro ma sulla squadra," ha ammonito, sottolineando la necessità di una crescita graduale.

La rosa azzurra arriva al Franchi con qualche defezione ma un'anima ritrovata. Se Spinazzola resta ai box per un affaticamento (rientrerà dopo la sosta), Allegri recupera un polmone fondamentale come Anguissa, pronto a riprendersi il centrocampo dopo una settimana di lavoro differenziato. La filosofia è chiara: sopperire alle assenze con uno "spirito di gruppo" che permetta di chiudere questo mini-ciclo con il massimo del profitto, in attesa di riavere l'intera rosa tra 21 giorni.

Oltre la lavagna tattica, la vigilia è stata nobilitata da un momento di sincera commozione. Massimiliano Allegri ha aperto la conferenza stampa rendendo omaggio a una colonna del calcio mondiale: "Le mie condoglianze alla famiglia Mazzola. Il mondo del calcio perde un grande uomo e un grande calciatore nella storia dell'Inter e della Nazionale italiana."

La trasferta di Firenze rappresenta l'ultimo atto prima di un letargo di tre settimane. Per la Fiorentina, è l'occasione di dimostrare che il progetto Vanoli non è solo una bella illusione ottica; per il Napoli, è il test per confermare che la solidità di Allegri può silenziare qualsiasi anniversario.

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